ASSICURAZIONI SINDACALI - LA SOCIETA' ATTIVA NEL BUSINESS ASSICURATIVO MARTE SRL PERDE I SOCI PER STRADA. MA NON LA CISL DI BONANNI, CHE ANZI POTREBBE SALIRE AL 100%...

Stefano Sansonetti per La Notizia (www.lanotiziagiornale.it)

Obiettivo: cercare di non perdere la presa sulle assicurazioni. In questi giorni, dalle parti della Cisl, è venuto a galla un problema di non poco conto. Si dà infatti il caso che la Confederazione, guidata da Raffaele Bonanni, debba decidere il destino della Marte broker di assicurazioni srl, ovvero la società di brokeraggio assicurativo di cui il sindacato è azionista al 50%. Il fatto è che l'altro socio, il Gruppo Gpa, di recente è stato messo in liquidazione. Non proprio una bella notizia, almeno a prima vista, dal momento che si trattava del socio "tecnico-industriale", in pratica quello che finora ha messo a disposizione il suo know-how assicurativo.

E si capisce, visto che il Gruppo Gpa da una parte fa capo alla famiglia Occhipinti, che proprio del brokeraggio assicurativo ha fatto il suo core business, dall'altra è riconducibile a UnipolSai e a Vittoria Assicurazioni. Che fare, a questo punto, con il socio destinato a defilarsi? L'interrogativo si va facendo strada per i corridoi di via Po, dove in realtà i problemi in cima all'agenda dovrebbero essere altri: dalla disoccupazione nel Paese agli annunci di riforme economiche di un governo che sembra infischiarsi del contributo delle sigle, passando per un'operazione di ristrutturazione a cui il sindacato sta lavorando per superare alcune difficoltà economiche.

Il giocattolino
Marte, pur in anni di crisi molto grave, è riuscita a portare in dote un bel po' di "soldini", considerando che è attiva dal 2007. L'ultimo bilancio disponibile, chiuso il 31 dicembre 2012, parla di un fatturato di quasi 2 milioni di euro, praticamente raddoppiati rispetto agli 1,1 milioni dell'anno precedente. Ed è anche lievemente cresciuto l'utile attestandosi a 116 mila euro. In più, in cassa, la società dispone di una liquidità di 500 mila euro. Insomma, pare proprio aver tenuto egregiamente botta alla tempesta finanziaria.

Ma cosa fa, esattamente, Marte? In sostanza vende polizze agli iscritti al sindacato attraverso due canali distributivi: quello dei Caf e quello della Federazione nazionale pensionati. Il trend di mercato, si apprende dall'ultima relazione sulla gestione, si è confermato sui valori dell'anno precedente, con circa mille polizze vendute al mese. Tutto questo, dice la Cisl, serve essenzialmente per proporre prodotti assicurativi agevolati agli iscritti. Di certo, però, la Marte è una società di capitali che fattura soldi e che potrebbe concretamente mettere a disposizione di via Po la distribuzione degli utili. Tutto lecito, per carità, ma in passato qualche mugugno interno al sindacato c'è stato.

Il piano
Adesso c'è da capire cosa fare in futuro. Sergio Betti, presidente di Marte è già segretario confederale della Cisl, non sembra avere dubbi. "La società continua tranquillamente ad andare avanti", ha detto a La Notizia, spiegando che ora davanti c'è un'alternativa. "Non appena si capiranno gli esiti della liquidazione", ha aggiunto, "la Cisl avrà trenta giorni di tempo per esercitare la prelazione sulla quota ora detenuta dal Gruppo Gpa. Se l'operazione sarà ritenuta conveniente allora si farà, altrimenti si potrà aprire a un altro socio". Lo scenario, quindi, potrebbe anche vedere una Cisl con non soltanto lascia il business assicurativo, ma addirittura raddoppia diventando azionista unico di una società di brokeraggio. Una prospettiva che sembrerebbe trascurare, però, le polemiche seguite alle numerose società di capitali in cui è coinvolta la Cisl (vedi La Notizia del 12 marzo 2013).

Tra l'altro Betti oggi siede anche nella deputazione generale della fondazione Mps. Posizione che potrebbe essere imbarazzante, soprattutto nel caso in cui la Cisl dovesse scegliere un nuovo socio per Marte. Betti, però, non si scompone, dicendo che siede in un organo della fondazione "che dà solo un indirizzo politico". Eppure la Cisl con Mps ha molto a che fare. Dall'elenco delle convenzioni del sindacato a livello territoriale, per esempio, viene fuori che in alcune città gli iscritti posso fruire di conti correnti Mps a prezzo agevolato e a spese ridotte.

 

 

Rosario Trefiletti e Raffaele Bonanni Raffaele Bonanni RAFFAELE BONANNI SERGIO BETTI

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...