cesare geronzi 1335

AVE CESARE! I NUOVI VERTICI CDP, GALLIA E COSTAMAGNA, HANNO AVUTO LEGAMI PROFESSIONALI CON GERONZI - IL PRIMO DAL 2002 AL 2007 HA SCALATO I VERTICI DI CAPITALIA E IL SECONDO FU CHIAMATO DAL BANCHIERE DI MARINO COME CONSULENTE PER LA FUSIONE CAPITALIA-UNICREDIT

Cesare Geronzi Cesare Geronzi

Stefano Sansonetti per La Notizia (www.lanotiziagiornale.it)

 

A volte ritornano. Non in prima persona, magari, ma attraverso una cerchia di manager e banchieri caratterizzata da un particolare elemento comune. Dalle parti di via Goito, sede romana della Cassa depositi e prestiti, qualcuno comincia a fare un nome: Cesare Geronzi. Siamo per caso alla vigilia del ritorno sul palcoscenico di un profilo che, in un modo o nell’altro, è stato tra i protagonisti della storia finanziaria italiana per circa 30 anni?

 

La risposta, va da sé, non può essere sic et simpliciter affermativa. Diciamo, però, che sulla scena economica stanno salendo alla ribalta personaggi che in determinate fasi sono stati particolarmente vicini al banchiere di Marino.

 

Si prendano i nuovi profili che il governo di Matteo Renzi, con quello che è stato definito un ribaltone, si appresta a insediare sulla tolda di comando della Cassa depositi e prestiti, controllata all’80% dal Tesoro e partecipata da 64 fondazioni bancarie. Se tutto va bene a giorni dovrebbe esserne nominato amministratore delegato Fabio Gallia, attuale Ad di Bnl (gruppo Bnp Paribas), destinato a prendere il posto di Giovanni Gorno Tempini.

Cesare Geronzi Cesare Geronzi

 

IL PROFILO

Ebbene, Gallia è un manager che ha accompagnato Geronzi in tutti e 5 gli anni di vita dell’allora Capitalia, il gruppo creditizio nato nel luglio del 2002 dalla fusione tra la “geronziana” Banca di Roma  e Bipop Carire.

 

Basta dare una rapida occhiata al curriculum: nel 2002 Gallia è entrato in Capitalia come vicedirettore generale e Cfo, nel luglio del 2003 è diventato condirettore generale, nell’agosto del 2005 è stato nominato Ad della Banca di Roma e presidente del management committee di Capitalia, da cui è definitivamente uscito nel settembre del 2007. Insomma, nei cinque anni in cui Geronzi è stato il presidente-dominus di Capitalia, Gallia ha scalato tutte le gerarchie del gruppo.

FABIO GALLIA E MOGLIE ANNALISA FABIO GALLIA E MOGLIE ANNALISA

 

E se ne è allontanato quando già era stata realizzata l’ultima maxi-fusione orchestrata da Geronzi, ovvero quella con l’Unicredit all’epoca guidata da Alessandro Profumo.

 

Ma torniamo alla Cassa depositi e prestiti. In questo caso il presidente voluto dal Governo al posto di Franco Bassanini, a quanto pare su “incisiva” indicazione del super consigliere di palazzo Chigi Andrea Guerra, è Claudio Costamagna, estrazione prodiana, per quasi vent’anni banchiere di vertice in Goldman Sachs.

 

Si dà il caso che lo stesso Costamagna, nel maggio del 2007, venne nominato da Capitalia consulente per le alleanze strategiche proprio in vista dalla fusione con Unicredit. Alcune agenzie di stampa dell’epoca riportano che il banchiere ex Goldman Sachs venne nominato advisor da Capitalia proprio su indicazione di Geronzi.

alberica brivio sforza, claudio costamagna alberica brivio sforza, claudio costamagna

 

GLI ALTRI

Certo, non si può parlare di Costamagna come di un uomo di riferimento del banchiere di Marino, ma sicuramente ne è stato un prezioso e vicino collaboratore nell’operazione con cui Geronzi ha portato Capitalia in dote a Unicredit e si è aperto la strada verso la presidenza di Mediobanca, conquistata nel 2007 poco dopo il perfezionamento della fusione. 

 

Che poi vale la pena di soffermarsi sugli incarichi Costamagna. Il banchiere, attualmente, è ancora presidente di Salini Impregilo. Nel gruppo delle costruzioni, guidato dall’Ad Pietro Salini, lavora come responsabile della comunicazione Lugi Vianello.

 

Ecco, in questo caso si può parlare di un “geronziano” di lunghissimo corso. Vianello, infatti, nel 2003 è stato responsabile della comunicazione di Capitalia, nel 2007 (dopo la fusione) è passato come direttore centrale a Unicredit, nel 2008 è diventato responsabile comunicazione e rapporti istituzionali di Mediobanca, con Geronzi presidente, e nel 2010 è passato come responsabile della comunicazione di Generali, di cui nel frattempo il banchiere di Marino era diventato presidente. Insomma, tutti profili che più o meno devono dare a Cesare quel che è di Cesare.

 

LUIGI VIANELLO LUIGI VIANELLO

IL CURRICULUM IMPAZZITO

Tornando all’iter di nomine in Cassa Depositi, poi, si registrano alcune curiosità. A quanto pare il curriculum di Costamagna, presidente “in pectore” della Cdp, sembra a dir poco impazzito. Fino a qualche giorno fa sul sito di Salini Impregilo, gruppo delle costruzioni di cui è presidente, si poteva leggere che Costamagna tra le altre cose è “presidente della Cdp - Cassa Depositi e Prestiti”. Ma come può essere possibile, se l’assemblea per le nomine deve ancora tenersi? Insomma, una forzatura bella e buona del “protocollo” istituzionale, sintomo che l’ex banchiere di Goldman Sachs sente la nomina in tasca.

 

cassa   depositi  prestiti cassa depositi prestiti

Sta di fatto, però, che nell’ultimissima versione del curriculum, sullo stesso sito, l’indicazione “presidente della Cdp” è sparita. Meglio aspettare, devono essersi detti quelli di Salini Impregilo, l’assemblea fissata per il 10 luglio (prima convocazione) e 14 luglio (seconda convocazione). In quella sede, tra l’altro, si dovrà cercare di “estrarre” anche la spina che riguarda Gallia, che il Governo vuole come nuovo Ceo della Cassa.

 

Con un siluro giudiziario piuttosto a orologeria, infatti, in tempi recenti l’attuale Ad della Bnl è stato raggiunto da una citazione a giudizio dalla procura di Trani per una presunta truffa su derivati. Un “dettaglio” che lo rende di fatto ineleggibile in Cdp. Per questo l’assemblea dovrà modificare lo statuto per garantirgli il via libera. Nel frattempo, da quello che risulta, Gallia non si è ancora dimesso da Bnl. Ma per gli azionisti francesi della banca, ovvero il gruppo Bnp Paribas, è di fatto già venuto meno il rapporto con il manager che aspetta solo il  via libera formale per andarsene.

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?