alberto nagel carlo messina

IN UNA TRANQUILLA DOMENICA DI GENNAIO, VA IN SCENA LA GUERRA TRA LE DUE PIÙ GRANDI BANCHE ITALIANE SUL DESTINO DELLA PIÙ GRANDE COMPAGNIA ASSICURATIVA - CARLO MESSINA DI INTESA POTREBBE METTERSI DI TRAVERSO AI PIANI DI DONNET-BOLLORÉ SU TRIESTE, E STA STUDIANDO UN''OPERAZIONE STRAORDINARIA' - COME DAGO-ANTICIPATO, ALBERTO MINALI E' IN USCITA. I RUOLI DI UNICREDIT, MEDIOBANCA E LE INSIDIE DEI GIGANTI STRANIERI ALLIANZ E AXA

 

Francesco Spini per ''La Stampa''

carlo messina   carlo messina

 

Riparte il grande risiko delle assicurazioni e, a questo giro, potrebbe interessare l' Italia e uno dei suoi gioielli più pregiati: le Generali. Per mesi si è parlato dell' interesse della francese Axa che da lungo tempo tiene Trieste nel mirino. Ora il dossier sarebbe allo studio anche della principale banca del Paese, Intesa Sanpaolo, che starebbe valutando un' operazione su Trieste, a cui guarda pure la tedesca Allianz.

 

alberto nagel carlo messinaalberto nagel carlo messina

Il colosso di Monaco di Baviera (sono i primi in Europa per capitalizzazione) è a caccia, per ammissione del suo amministratore delegato, Oliver Baete, di una «grande acquisizione». Si parla dell' interesse per la svizzera Zurich, guidata dall' ex numero uno del Leone Mario Greco. Ma in tempi recenti Baete e i suoi uomini avrebbero preso in considerazione anche un' operazione su Trieste, dopo che l' estate scorsa avevano esaminato attentamente il dossier, frenando davanti all' interesse di Axa.

 

alberto minali gabriele galateri di genola philippe donnet colpiti dalla bora alberto minali gabriele galateri di genola philippe donnet colpiti dalla bora

Ora il campo appare più libero, e il suo interesse per Generali o alcune attività sarebbe d' attualità. Accanto a quello di Allianz, si fa largo appunto il nome di Intesa Sanpaolo, che starebbe studiando un' operazione. Contattata, la banca guidata da Carlo Messina, attraverso un portavoce, dichiara: «Non commentiamo le indiscrezioni di mercato». E un secco «no comment» arriva anche da Monaco di Baviera.

 

C' è chi immagina un diretto intervento di Allianz, che avrebbe al fianco Intesa quale «garante» dell' italianità dell' operazione. L' ad tedesco del resto lo ha ripetuto sovente, ultimamente: «Dobbiamo cercare chi sarebbe adatto a noi, con un bilancio pulito e alla nostra portata». Generali capitalizza all' incirca 21 miliardi, meno di un terzo dei 73 miliardi che Allianz vale in Borsa.

 

Però l' operazione avrebbe molti ostacoli, a cominciare dagli evidenti problemi Antitrust, visto che Allianz è terza in Italia - dietro Generali e Unipol, quest' ultima attiva solo nel ramo danni - e il Leone la segue a ruota in Germania.

alberto nagel vincent bollorealberto nagel vincent bollore

 

Non solo. In ambienti finanziari c' è chi fa notare che Intesa Sanpaolo, il cui ruolo fondamentale è quello di tutelare il risparmio degli italiani, non ha intenzione di fare da stampella ad alcun soggetto terzo interessato a un' operazione su Generali. Insomma, a Ca' de Sass nessuno si sogna di fornire passaporti tricolori a chicchessia.

 

Ed è qui che tra gli addetti ai lavori si apre un secondo scenario che ipotizza un ruolo maggiore di Intesa Sanpaolo nella partita, con Allianz interessata solo ad alcuni pezzi di Trieste. È vero che Baete va cercando di espandersi negli Stati Uniti (dove praticamente le Generali non ci sono), ma è pur vero che il Leone è forte in mercati come l' Argentina, ha una buona presenza in Brasile ed è ben piazzata in Francia, sulla cui filiale Baete aveva messo gli occhi già mesi fa, prima che l' ad di Trieste, Philippe Donnet, dichiarasse quel mercato strategico.

 

Anche in estate, Baete immaginò di muovere sulle Generali cedendo Italia e Germania a Zurich. Non se ne fece niente. Adesso le pedine in campo si moltiplicano. Secondo Unicredit, toccherà a Mediobanca, col 13,5%, vigilare sull' indipendenza del Leone, che ha in pancia qualcosa come 500 miliardi di asset.

 

OLIVIER BAETE ALLIANZOLIVIER BAETE ALLIANZ

Nel mentre l' ad del Leone Donnet prosegue nell' esecuzione della sua strategia presentata a Londra lo scorso novembre. Il 2016, ha detto a margine del Forum di Davos, è stato «abbastanza soddisfacente». Ora l' uomo dei numeri del gruppo potrebbe lasciare. Si fanno sempre più insistenti indiscrezioni su una prossima uscita del direttore finanziario nonché direttore generale Alberto Minali. Questione di giorni, dicono.

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