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BANCHE VENETE – INTESA DICE SÌ AL SALVATAGGIO, NESSUNA NOTIZIA DA UNICREDIT, SULLA CUI TOLDA DI COMANDO SIEDE UN FRANCESE, CHE DEL SENSO DI RESPONSABILITÀ ITALICO FINORA SE NE È FOTTUTO - QUALCUNO RICORDI A MUSTIER CHE GLI È STATO CONSENTITO DI NON OTTEMPERARE AL CONTRATTO CHE LA OBBLIGAVA A COPRIRE LA RICAPITALIZZAZIONE DI POPOLARE VICENZA. RISPARMIANDO UN BEL PO’ DI SOLDI

  1. DAGOREPORT

mustiermustier

È arrivata la prima risposta dei grandi banchieri, sollecitati a imparare velocemente lo spagnolo e imitare il Santander che ha salvato il Banco Popular sborsando ben 7 miliardi, e per di più decidendo in meno di una settimana, per salvare le due banche venete malate. “Tutto noi no, ma se non siamo soli…”, hanno aperto dalle parti di Banca Intesa.

 

Pare che a Carletto Messina qualche consigliori politicamente più sensibile abbia spiegato che rifiutarsi di intervenire dopo aver sbandierato ai quattro venti di essere un banchiere di sistema alla guida della banca più sistemica che ci sia, gli rovinerebbe la reputazione.

carlo messina   carlo messina

 

Ecco perché quando ieri, dopo la nostra Dagonews, Andrea Greco di Repubblica ha chiesto spiegazioni dalle parti di Intesa, gli hanno risposto “sì, ma…”. Rimane però da chiarire cosa significhi quel “ma”: che tutte le altre banche devono partecipare ad un’operazione di tipo consortile? Visto il disastro di Atlante, è improbabile per non dire impossibile.

 

carlo messina giovanni bazolicarlo messina giovanni bazoli

La verità è che l’altra risposta la deve dare Unicredit. Sulla cui tolda di comando siede però un francese, che del senso di responsabilità italico finora se ne è fottuto. Ci sarà da quelle parti qualcuno che gli fa capire che se ha potuto ereditare l’Unicredit che poi è riuscita a fare il mega aumento di capitale e sistemare molti dei suoi problemi è perché gli è stato consentito di non ottemperare al contratto che la obbligava a coprire la ricapitalizzazione di Popolare Vicenza. Risparmiando un bel po’ di soldi.

 

alberto nagel carlo messinaalberto nagel carlo messina

Molti di più di quei 900 milioni e rotti che Unicredit, al pari di Intesa, ha messo in Atlante. L’idea di Messina è chiara: se Mustier si prende Vicenza, noi ci prendiamo Veneto Banca. O viceversa. E mettiamo fine a questa storia, che dura da oltre cinque mesi.

 

 

2. BANCHE VENETE, DUE SETTIMANE PER VIVERE O MORIRE – PRESSIONI DI PADOAN SU MESSINA E MUSTIER PER APPLICARE L’ESEMPIO SPAGNOLO DEL SANTANDER SUL BANCO POPULAR

Andrea Greco per la Repubblica

 

popolare vicenza 2popolare vicenza 2

L' operazione da manuale della risoluzione bancaria annunciata ieri in Spagna aumenta la pressione sul sistema Paese alle prese da tre mesi con il salvataggio delle ex popolari Vicenza e Veneto Banca. Restano due settimane per sciogliere il rompicapo: nella seconda decade di giugno i cda dei due istituti intendono dimettersi se non si trova una soluzione che li metta al riparo da rischi operativi crescenti.

JEAN PIERRE MUSTIER JEAN PIERRE MUSTIER

 

Tuttavia l' investitore privato con assegno da 1,2 miliardi non si vede, né lo "sconto" dell' Antitrust Ue: così l' opzione maestra sarebbe dividere il miliardo pro quota tra tutte le banche operanti nel Paese. La più importante di queste, Intesa-Sanpaolo, non sarebbe contraria all' ipotesi ma chiede appunto che tutto il sistema bancario partecipi all' operazione.

 

veneto banca assemblea sociveneto banca assemblea soci

«Una lezione spagnola»: così più osservatori chiamano la richiesta del Banco Santander di 7 miliardi ai suoi azionisti per non deprimere il patrimonio con l' acquisto, a 1 euro, del Banco Popular, sesto istituto spagnolo finito in crisi di liquidità per un eccesso di sofferenze. Per giunta, il Santander se lo vende al mercato come un affarone, su cui si guadagnerà dal 2019. Inevitabilmente la pressione è tornata a salire su Intesa Sanpaolo e Unicredit, le due ex "banche di interesse nazionale" capaci di lanciare salvagenti miliardari. Carlo Messina e Jean Pierre Mustier, i due rispettivi ad, sarebbero stati nuovamente contattati dal ministro Pier Carlo Padoan, con richieste di intestarsi un istituto ciascuno.

PADOANPADOAN

 

Giusto un anno fa le due big avevano "garantito" per le ricapitalizzazioni da 2,5 miliardi per risanare e quotare le Vicenza e Veneto banca. Se allora l' Italia avesse avuto la forza e il discernimento di chiamare un bail in simile a quello accordato sul Banco Popular da Bce e Commissione Ue oggi da un anno tutto sarebbe sistemato. Invece solo il dossier Mps è al traguardo, mentre sulle venete siamo ormai al conto alla rovescia.

 

zonin popolare vicenzazonin popolare vicenza

Il 21 giugno scade infatti un bond subordinato di Montebelluna da 150 milioni, che quota a 47/100. Un vecchio titolo a rischio, di quelli condannati da ogni salvataggio, privato o "pubblico precauzionale": ma l' ipotesi di dover rimborsare alla pari quel bond spacciato, salvo magari intaccare i titoli senior nell' ipotesi di un successivo bail in, è talmente paradossale e foriera di effetti legali che molti consiglieri di Veneto Banca potrebbero dimettersi piuttosto che affrontarla; anche perché tra Veneto e Vicenza ammontano già 12 miliardi di euro le garanzie statali su bond emessi questi mesi per ravvivare una liquidità morente. Miliardi che lo Stato potrebbe trovarsi a pagare in caso di risoluzione o - peggio - liquidazione.

JEAN PIERRE MUSTIERJEAN PIERRE MUSTIER

 

Quel che Padoan avrebbe detto ai banchieri nelle ultime ore concitate è che da Bruxelles arrivano cattive notizie. Il tentativo di far scendere la richiesta, neanche formalizzata, di 1,25 miliardi privati per coprire le perdite «passate o probabili» delle due banche finora non ha dato frutti. Per questo sarebbe opportuno trovare i corrispondenti impegni dei privati, e procedere subito dopo all' aumento di Stato per 5 miliardi.

 

BANCA POPOLARE DI VICENZA BANCA POPOLARE DI VICENZA

I grandi banchieri nicchiano: ma Intesa Sanpaolo, primo gruppo del Paese, avrebbe dato l' ok di massima a fare la sua parte; solo a patto, però, di dividere la somma tra tutti gli operatori. Se la "mozione Intesa" passasse, sarebbe difficile per Unicredit sfilarsi: e così via per i principali gruppi. A quel punto versare il miliardo tramite il fondo Atlante o il fondo tutela depositi volontario sarebbe solo un tecnicismo. Se quella strada non sarà praticabile, il Tesoro ne troverà altre, ma con una linea del Piave, anzi da ieri più forte dopo la lezione spagnola: «bond senior e depositi non si toccano».

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