L'ALFA DEL FUTURO PUNTA SULL'APPEAL DEL CAVALLINO - REQUIEM SULLO SPINOFF DELLA RETE TELECOM - BORSA CON PIU' ANIMA - MPS FA CAUSA AL CODACONS E CHIEDE 30 MLN DI DANNI...

L'ALFA DEL FUTURO PUNTA SULL'APPEAL DEL CAVALLINO
A.Mal. per il "Sole 24 Ore" - Mancano quaranta giorni alla presentazione del piano industriale Fiat Chrysler, e i motori - soprattutto quelli dell'Alfa Romeo - rombano già a pieni giri. Ieri l'agenzia Bloomberg ha rilanciato le indiscrezioni pubblicate una settimana fa da un sito tedesco, secondo cui la marca sportiva del gruppo Fiat punterebbe sullo stile e sui motori di progettazione Ferrari per risalire verso le 300mila vetture l'anno, con sei nuovi modelli a partire dal 2016.

Secondo l'agenzia verrebbero invece «tagliate» le attuali Giulietta e Mito, ovvero le vetture che pesano per il 99% delle vendite attuali; una mossa, quella del completo rinnovo della gamma, che lascia scettico più di un operatore. Le future Alfa dovrebbero essere distribuite in tutto il mondo anche dai concessionari Jeep.

A Modena, intanto, i 45 tecnici assemblati da Sergio Marchionne continuano a lavorare sulla piattaforma a trazione posteriore che dovrebbe valersi, nelle versioni più potenti, dei sei cilindri benzina (di progettazione Ferrari, già utilizzato sulla Maserati Ghibli) e diesel; entrambi sarebbero prodotti in Italia, così come le vetture.

REQUIEM SULLO SPINOFF DELLA RETE TELECOM
A.Ol. per il "Sole 24 Ore" - I sindacati nazionali sollecitano l'intervento della Cdp per sostenere lo sviluppo delle reti di nuova generazione. In una lettera indirizzata al premier Matteo Renzi, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, sottolineano «il forte interesse dei mercati finanziari verso l'infrastruttura» e «l'ampia disponibilità» alla sottoscrizione di un aumento di capitale finalizzato allo scopo. Anche Marco Fossati, con Findim azionista al 5%, chiede al Governo «una politica industriale per digitalizzare il Paese».

I sindacati bocciano invece l'ipotesi dello scorporo della rete, che non è la soluzione perchè «le garanzie sul debito del gruppo si scaricherebbero inevitabilmente sulla rete stessa». Del resto la stessa Telecom che aveva messo allo studio l'ipotesi di scorporo per realizzare la formula dell'equality of input, ci ha messo una pietra sopra. Il requiem è arrivato dal presidente Agcom, Angelo Cardani, quando ha detto che per il momento basta l'equality of output. C'è già, inutile avventurarsi in terreni esplorati solo dalla Nuova Zelanda.

PICCOLI SOCI IN CAMPO SU RISANAMENTO
R.Fi. per il "Sole 24 Ore" - Anche i soci di minoranza scendono in campo su Risanamento. Alcuni piccoli azionisti hanno chiesto conto al gruppo immobiliare del potenziale mancato rispetto del piano di ristrutturazione del debito ex articolo 182 bis. Risulta infatti che un socio, in rappresentenza anche di altri, abbia inviato, ex articolo 2408 del codice civile, una lettera al collegio sindacale per ricevere chiarimenti sul tema.

Allo stesso tempo, avrebbe anche presentato un esposto alla Consob. L'iniziativa si va a inserire in una situazione già di per sé delicata. Il Sistema Holding di Luigi Zunino ha chiesto la sospensiva della vendita degli immobili francesi al fondo Chelsfield e al contempo ha chiesto la convocazione di un'assemblea per discutere proprio del piano di ristrutturazione del debito e di un'azione di responsabilità contro i vertici.

BANK OF ENGLAND CERCA UN ESPERTO DI MONETARIO
N.D.I per il "Sole 24 Ore" - AAA esperto di politica monetaria cercasi: la Banca d'Inghilterra ieri ha messo un annuncio online per trovare il nono membro della Monetary Policy Committee, che sostituirá Ben Broadbent, appena promosso vice-governatore. Il candidato puó essere straniero (in fondo il governatore della BoE é canadese) ma deve essere persona «di impeccabile integritá» e con una «mente indipendente» oltre naturalmente ad avere «una forte e comprovata conoscenza dell'economia».

La BoE offre un contratto rinnovabile di tre anni con uno stipendio di 135mila sterline per 3 giorni di lavoro a settimana. La scadenza per candidarsi è l'11 aprile e il prescelto verrà annunciato a metá maggio. Chi ottiene l'incarico avrà l'onore e l'onere di partecipare alla seduta dell'Mpc che deciderà il primo aumento dei tassi, fermi al minimo storico dello 0,5% dal marzo 2009.

ANIMA A METÀ APRILE IN BORSA AI SOCI PIÙ DI MEZZO MILIARDO
L.For. per "la Stampa" - Anima Holding, che controlla la nota società di gestione del risparmio, si prepara a debuttare a Piazza Affari verso metà aprile e i soci puntano a incassare più di mezzo miliardo dalla vendita del 55% del capitale. Ieri la Sgr ha ottenuto l'ok alla quotazione da Borsa italiana.

L'operazione prevede un'offerta pubblica di vendita in cui gli azionisti cederanno fino al 55% del capitale (il 63,25% con l'esercizio integrale della greenshoe). L'offerta e il collocamento a investitori istituzionali inizieranno lunedì per terminare il 10 aprile. L'esordio in Borsa è previsto per metà aprile. Il valore per azione oscillerà tra i 3,5 euro per azione e 4,5 euro. La valutazione del 100% di Anima si aggira tra gli 1,049 miliardi e gli 1,349 miliardi. Per quanto riguarda i soci, Clessidra scenderà dal 37,1% all'8%, Bpm dal 35,3% al 14,72% e Mps dal 22,8 al 9,9%. Gli advisor sono Goldman Sachs, Imi e Unicredit che con Ubs agiranno anche da Joint Bookrunner.

MPS FA CAUSA AL CODACONS E CHIEDE 30 MILIONI DI DANNI
R.E. per "la Stampa" - Almeno 25 milioni di euro per danni patrimoniali e 5 milioni per quelli non patrimoniali. È il conto salatissimo che che Monte dei Paschi di Siena presenta al Codacons, «nella persona del presidente Carlo Rienzi e dell'ingegner Giuseppe Bisona». Così si legge nell'atto di citazione presentato presso il Tribunale di Roma dagli avvocati di Mps. Secondo la banca, «gli attacchi gravissimi e irresponsabili» fatti da Codacons «hanno leso il diritto all'immagine e alla reputazione».

La banca se la prende con l'intervento «all'assemblea del 28 dicembre 2013» di Bivona e di Rienzi che sostenevano che gli aiuti di Stato ricevuti dalla banca sarebbero stati attuati in modo abusivo. Immediata la replica del Codacons: una decisione abnorme» ma anche «l'ennesimo atto di intimidazione contro chi difende i consumatori e gli azionisti». Un atto simile ricorda Codacons era stato preso pure da Tod's che ha chiesto 36 milioni.

 

 

 

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