LE BORSE EUROPEE TENGONO BOTTA DOPO IL TAGLIO DELLE STIME DI CRESCITA EUROPEA DA PARTE DELLA BCE: MILANO -0,08% - LO SPREAD BTP-BUND ANCORA IN CALO A 437 PUNTI BASE - LA FUGA DI GOLDMAN SACHS DAL DEBITO ITALIANO: “VENDUTI OLTRE 2,3 MILIARDI DI EURO DI BTP” - NOYER (BCE): “DETERMINATI AD AGIRE PRESTO SU SPREAD TROPPO ELEVATI” - UNICREDIT: PESENTI SVALUTANO ANCORA QUOTA, SCESA A 0,27% - ROTELLI: UTILE DEGLI OSPEDALI TRIPLICA A 31,3 MLN, "RILIEVI" DAL REVISORE - USA: SI ALLARGA IL BUCO DELLE POSTE, PERDITE PER 5,2 MLD $...

1 - BORSA: EUROPA TIENE DOPO TAGLIO STIME BCE, MILANO CHIUDE SU PARITA'
Radiocor - Il taglio delle stime sulla crescita europea da parte della Bce non spaventa le Borse, che chiudono attorno alla parita' una seduta senza grandi spunti. Gli operatori, nonostante l'istituto di Francoforte abbia anche invitato i Governi a tenersi pronti a usare il fondo salva Stati per acquistare bond, continuano dunque a credere in un intervento straordinario da parte della stessa Bce.

Cosi', con lo spread Btp-Bund ancora in calo a 437 punti base, a Piazza Affari sull'Ftse Mib (-0,08%) salgono le banche con il Banco popolare (+2,5%), Bper (+1,7%) e Mediolanum (+0,9%), anche se la migliore e' Mediobanca (+5,3%) con il mercato che si interroga su possibili riassetti dell'azionariato con l'uscita dei Ligresti.

Acquisti anche su Autogrill (+1,6%) e Mediaset (+1,5%), promossa dagli analisti di Berenberg. Realizzi, invece Azimut e sul comparto delle utility con A2A, Enel Green Power e Terna che cedono circa l'1%. Snam perde lo 0,9% dopo lo stop imposto a Fluxys in Francia sul progetto per importare gas dall'Italia. Telecom Italia (-0,9%) non festeggia la cessione di Matrix. Sul mercato valutario l'euro cerca di difendere quota 1,23 dollari mentre il petrolio avanza con il Wti a 93,82 dollari al barile.

2 - WALL STREET: AVVIO CONTRASTATO (DJ -0,07%) DOPO DATI MACRO...
Radiocor - Wall Street apre con andamenti deboli e contrastati. Gli investitori valutano, ancora senza riuscire a prendere una strada ben definita, le notizie arrivate dal fronte macroeconomico americano: in calo le richieste di sussidi di disoccupazione, ma il numero complessivo e' cresciuto, e in ribasso anche il deficit commerciale. Il Dow Jones arretra dello 0,07% a 13.166,25 punti, il Nasdaq avanza dello 0,05% a 3.013,14 punti e lo S&P 500 cede lo 0,09% a 1.401,09 punti. Avvio in rialzo per il petrolio, che acquista lo 0,56%: i future ad agosto avanzano di 52 centesimi a 93,84 dollari al barile.

3 - LA FUGA DI GOLDMAN SACHS DAL DEBITO ITALIANO: «VENDUTI OLTRE 2,3 MILIARDI DI EURO DI BTP»...
Corriere.it - La notizia, qualche giorno fa, di una fuga dei big di Wall Street dai paesi periferici dell'Unione Europea. E al tempo stesso la corsa a coprirsi con strumenti di natura derivata, come i cds (credit default swaps) prodotti assicurativi utili a tutelarsi dal rischio-Paese e dall'implosione della moneta unica. Ora arriva il dato della ritirata strategica di Goldman Sachs, che ha ridotto la propria posizione sul debito italiano del 92% nel secondo trimestre, dopo averla aumentata nei primi tre mesi.

LA NOTA - Lo comunica la banca in nota alla Sec, nella quale precisa che «l'esposizione di mercato» ai bond del governo italiano è scesa a 191 milioni di dollari alla fine di giugno dai 2,51 miliardi di dollari della fine dei marzo. Goldman aumenta invece la propria posizione sui derivati per assicurarsi da eventuali rischi di default per l'Italia.

4 - BCE: NOYER, DETERMINATI AD AGIRE PRESTO SU SPREAD TROPPO ELEVATI...
Radiocor - La Bce e' determinata a intervenire per contenere premi di rischio-Paese eccessivi sui mercati dei titoli di Stato dei Governi dell'Eurozona e dovrebbe essere pronta ad agire molto velocemente. Lo ha detto Christian Noyer, Governatore della Banca di Francia e consigliere della Bce, in un'intervista al settimanale francese 'Le Point'. 'Non abbiate alcun dubbio - ha detto - sulla determinazione del Consiglio direttivo e sulla sua capacita' di agire entro i termini del mandato'.

'Le nostre operazioni - ha aggiunto - saranno di un volume tale da avere un forte impatto sui mercati e dovremmo essere pronti a intervenire molto velocemente, dando la priorita' alle scadenze piu' a breve termine'. Noyer ha ribadito che il mandato della Bce comprende anche la tutela della solidita' dell'Eurozona.

L'Eurotower, inoltre, si lascia aperta la possibilita' di intervenire con 'consistenti misure non convenzionali' per risolvere la crisi del debito sovrano e continua a consideare come 'possibile' l 'opzione di acquisto di titoli di Stato di Paesi in difficolta' sul mercato secondario. Riguardo alla Grecia, Noyer ha sottolineato che la Bce 'non prevede un'uscita del Paese dall'area. Non ci sono piani allo studio per l'uscita di qualsiasi Paese dall'Eurozona' e ha aggiunto che la Spagna non e' in una situazione comparabile a quella greca.

5 - UNICREDIT: PESENTI SVALUTANO ANCORA QUOTA, SCESA A 0,27%...
(ANSA) - ì I Pesenti svalutano ancora la partecipazione in Unicredit scesa, dopo l'aumento di capitale della banca, allo 0,272 per cento. Secondo la relazione semestrale di Italmobiliare, nel secondo trimestre 2012 la holding della famiglia bergamasca ha svalutato per 15,2 milioni le azioni Unicredit. A gennaio - si legge poi nel documento - Italmobiliare aveva esercitato 2,87 milioni di diritti di opzione sottoscrivendo 5,75 milioni di azioni per 11,2 milioni di euro. L'esborso e' stato finanziato integralmente con la vendita dei restanti diritti in mano alla societa'.

6 - ROTELLI: UTILE OSPEDALI TRIPLICA A 31,3 MLN, "RILIEVI" DA REVISORE...
Da "Corriere.it" - Crescono utili e ricavi nel 2011 per Papiniano, la societa' di Giuseppe Rotelli che controlla a cascata il gruppo San Donato con i suoi 18 ospedali e, da qualche mese anche il San Raffaele, attraverso la Velca. La societa', come emerge dal bilancio consolidato consultato da Radiocor, ha realizzato un fatturato di 829,7 milioni di euro con un +3,2% rispetto agli 803,4 milioni del 2010.

Il merito e' soprattutto delle convenzioni con il sistema sanitario nazionale che assicurano al gruppo quasi 680 milioni, in progresso di poco meno dell'1% sull'anno precedente. Leggero calo, meno dell'1%, invece, per le prestazioni ospedaliere e ambulatoriali a privati attorno ai 66 milioni. Balza, infine, la voce "altre prestazioni sanitarie": +32,5% a 85,2 milioni. L'utile e' triplicato a 31,27 milioni da 10,36 milioni; di questo, 22,7 milioni e' la quota di competenza terzi e 8,5 milioni quella di gruppo. Proprio su questo punto ha espresso "rilievi" la societa' di revisione Rsm.

Il revisore, su lla base delle percentuali di possesso nelle partecipate, sottolinea che 'il risultato dell'esercizio attribuibile al gruppo sarebbe dovuto essere di 25,2 milioni e il risultato attribuibile a terzi sarebbe dovuto essere di circa 6 milioni'. Altro motivo di sottolineatura, la valutazione con il metodo del costo delle immobilizzazioni finanziarie da imprese collegate che e' stata pari a 150,1 milioni senza che sia indicata nella nota integrativa anche la valutazione con il metodo del patrimonio netto 'sebbene sia richiesto dall'art.2446 del codice civile': la differenza e' di ben 126 milioni.

Differenze di vedute anche sull'imputazione a conto economico della distribuzione dei fondi per rischi e oneri che avrebbe potuto generare un risultato d'esercizio superiore di 17 milioni. Rsm, 'ad eccezione dei rilievi' e 'delle possibili rettifiche' ha comunque giudicato il bilancio consolidato 'conforme alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione'.

7 - "AUMENTANO PRESTITI IN SOFFERENZA, MA NO A GIUDIZI AFFRETTATI" (TMNews) - La qualità del credito è in peggioramento per le difficoltà delle imprese ma il sistema bancario italiano resta solido. Lo afferma l'Abi dopo i timori della Bce sui rischi di insolvenza delle aziende. L'aumento dei nuovi prestiti che entrano in sofferenza, sostiene Palazzo Altieri, "non deve portare a esprimere giudizi affrettati circa la condizione strutturale della qualità del credito delle banche italiane".

"Se si confrontano gli andamenti delle sofferenze - spiega l'Abi - con quelli dell'ultima recessione prima della Grande crisi, cioè quella del 1992-93, ci si rende conto che il sistema produttivo italiano manifesta una buona solidità relativa, commisurata cioè alla violenza dello shock macroeconomico: allora, nella fase più acuta della crisi, il tasso di decadimento era arrivato al 3,8%, oggi siamo di oltre 1 punto percentuale sotto quel valore, pur a fronte di una perdita di Pil di quattro volte maggiore rispetto a quella di allora". "Secondo le ultime previsioni dell'Abi - aggiunge l'associazione bancaria - perfino in uno scenario macroeconomico particolarmente avverso, nel 2013 il tasso di decadimento non dovrebbe aumentare sostanzialmente rispetto al dato del 2011".

8 - USA: SI ALLARGA IL BUCO DELLE POSTE, PERDITE PER 5,2 MLD $ NEL SECONDO TRIMESTRE...
Da "Corriere.it" - Continuano le enormi difficolta' dello Us Postal Service, le Poste americane. Nel secondo trimestre l'agenzia che gestisce il servizio postale negli Stati Uniti ha registrato perdite per 5,2 miliardi di dollari, 2,1 miliardi in piu' rispetto allo stesso periodo del 2011, nonostante il miglioramento del fatturato derivato dalle consegne (+9%). Come riporta Cnn, si e' trattato dell'undicesimo rosso trimestrale consecutivo.

Hanno pesato soprattutto l'aumento dei costi collegati alle pensioni (3,1 miliardi) e il calo (-4,4% rispetto al trimestre precedente) delle spedizioni in posta prioritaria (first class mail, quella usata soprattutto per il pagamento di bollette). Il rosso dei primi due trimestri del 2012 e' stato pari a 6,5 miliardi di dollari e la previsione per l'intero anno e' di perdite per 9,1 miliardi. Lo Us Postal Service parla di perdite per 25 milioni di dollari al giorno, circa un milione di dollari l'ora.

9 - MPS: DA RINNOVO ORGANI CONTROLLATE RISPARMI PER 1,5 MLN...
(AGI) - Banca Monte dei Paschi di Siena otterra' un risparmio di 1,5 milioni di euro per l'arco del triennio del mandato dal rinnovo degli organi societari delle controllate del Gruppo, Mps Gestioni Crediti, Consorzio Operativo, Biverbanca e Mps Tenimenti, recentemente approvato dal consiglio di amministrazione. E' quanto si legge in un comunicato della banca senese.

Il risparmio e' ottenuto, spiega la nota, da un lato grazie al ridimensionamento del numero dei componenti degli organi amministrativi, che diminuiscono di 16 unita' e, dall'altro, alla riduzione degli emolumenti legati alla carica, nonche' al consistente minor ricorso ad esterni. Con questa operazione la Banca Monte dei Paschi di Siena, pertanto, ha dato avvio ad uno dei cantieri previsti dal piano industriale 2012-2015, che prevede di raggiungere livelli sostenibili di redditivita' anche attraverso manovre di efficientamento dei costi e di razionalizzazione del Gruppo.

Il ridimensionamento degli organi societari si inserisce in un percorso di semplificazione della struttura organizzativa iniziato 4 anni fa, che ha condotto alla riduzione di oltre 200 tra amministratori e sindaci, anche per effetto delle incorporazioni societarie realizzate dal Gruppo, conclude il comunicato.

10 - PER STANDARD CHARTERED ARRIVA IL MOMENTO DELLA GRANDE SVENDITA...
Peter Thal Larsen per "la Stampa" - Il crollo del prezzo delle azioni Standard Chartered è giunto al capolinea. Le accuse di aggiramento di sanzioni internazionali nonché la minaccia del ritiro della licenza bancaria nello Stato di New York hanno bruciato quasi un quarto del valore di mercato della banca. La reputazione di StanChart quale paradiso al riparo dalle tempeste economiche e normative sarà difficile da ricostruire ma la sua posizione nei mercati emergenti - e le persistenti speculazioni sulle acquisizioni - dovrebbe sostenere il prezzo delle azioni.

Non sorprende che gli investitori si siano spaventati di fronte all'attacco del Dipartimento dei servizi finanziari dello stato di New York. Le accuse secondo cui la StanChart avrebbe nascosto transazioni con l'Iran per un valore di 250 miliardi di dollari rendono molto plausibili prospettive di sanzioni cospicue. Cosa assai peggiore, gli organi regolatori hanno il potere di sospendere o revocare la licenza bancaria di StanChart per operare nello stato di New York. Un simile provvedimento la priverebbe dell'intera divisione vendite all'ingrosso, la quale ha generato i tre quarti dell'utile d'esercizio della banca nel primo semestre del 2012.

Inoltre, le autorità americane in passato hanno già intrapreso azioni molto severe nei confronti di banche straniere: nel 1995, il tribunale di New York è riuscito a espellere la giapponese Daiwa dallo stato. Date le imminenti elezioni presidenziali negli Stati Uniti, l'acceso dibattito riguardo alle politiche nazionali nei confronti dell'Iran e il forte risentimento pubblico per il settore bancario, il rischio di una rappresaglia politica è reale.

Anche dopo un crollo del 7% avvenuto l'8 agosto, secondo le previsioni di Credit Suisse, le azioni StanChart valgono ancora solo poco più del suo valore contabile del 2012. Non si tratta di un gran risultato per una banca che quest'anno ha un'aspettativa di guadagno pari al 12% sulle partecipazioni e i cui profitti provengono in gran parte da aree in rapida crescita quali Asia, Africa e Medio Oriente. Si aggiunga a tutto ciò la possibilità di un cambio al vertice qualora Temasek, detentore del 18% del capitale, decidesse di vendere e le azioni StanChart potrebbero aver già passato il peggio.

11 - HEINEKEN SI È INFILATA IN UN GIOCO ALCOLICO...
Wayne Arnold per "la Stampa" - La Heineken si è infilata in un incredibile gioco alcolico a Singapore. Un magnate della birra tailandese e la sua famiglia hanno sfidato l'offerta di 5,3 miliardi di dollari di Singapore (pari a 4,3 miliardi di dollari americani) del produttore di birra olandese per l'acquisto dell'Asia Pacific Breweries, produttrice della birra Tiger, offrendo il 10 percento in più per una partecipazione minoritaria. Si direbbe uno stratagemma per costringere la Heineken ad alzare la sua offerta per l'intera azienda. Gli olandesi possono permettersi di tenere duro.

Charoen Sirivadhanabhakdi, il re della birra, possiede già il 17 % della Apb, a seguito dell'acquisto di azioni dell'azienda e del suo secondo maggiore azionista, Fraser & Neave. La Heineken, maggiore azionista di Apb, ha rilanciato offrendosi di acquistare il 58% di Apb, che ancora non possiede, per 50 dollari di Singapore ad azione.

Questo, da solo, basterebbe ad assicurare a Charoen un ritorno pulito dell'11% in meno di un mese. Ciononostante, il grande industriale sta alzando la posta: offrendo 55 dollari di Singapore per azione per un pacchetto del 7,3% posseduto da F&N, ha spinto al rialzo il prezzo delle azioni Apb e ha portato i suoi guadagni potenziali al di sopra del 15%. Se Heineken vedesse la sua puntata, egli se ne andrebbe con un incasso del 20%. Si direbbe una mossa intelligente.

Heineken ha però altre opzioni. Potrebbe aspettare, lasciando che i tailandesi paghino 55 dollari di Singapore ad azione per una partecipazione minoritaria e offrire 50 dollari di Singapore per il resto. I tailandesi darebbero qualsiasi cosa per poter fare un'offerta a un prezzo così alto per l'intero pacchetto. Charoen ha già fatto leva sulla sua azienda produttrice di birra, la ThaiBev, indebitandola per oltre il 100% del capitale azionario. In alternativa, gli olandesi potrebbero lasciare. Heineken controlla già la Apb attraverso una joint venture con F&N. Oltre a consolidare gli utili dell'azienda nei propri, è difficile vedere quale vantaggio le deriverebbe dal possederla interamente.

 

 

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