caltagirone francesco gaetano generali il messaggero

CALTA VA ALLA GUERRA SU GENERALI E INVIA UN “MESSAGGERO” AL GOVERNO – CALTAGIRONE PORTA AVANTI LA SUA OFFENSIVA CONTRO L’ACCORDO TRA IL LEONE E I FRANCESI DI NATIXIS ANCHE ATTRAVERSO I SUOI GIORNALI: IERI SUL “MESSAGGERO” SONO COMPARSE DUE PAGINE DI DURA CRITICA ALLA JOINT VENTURE – PECCATO CHE IN NESSUNO DEI TRE ARTICOLI IN QUESTIONE SI CITASSE IL FATTO CHE L’EDITORE È AZIONISTA DI GENERALI (6,9%) E DI MEDIOBANCA (7,7%), CHE A SUA VOLTA È IL PRIMO SOCIO DEL LEONE – PIÙ CHE ALL’AD DONNET, IL MESSAGGIO È RIVOLTO ALLA MELONI, PERCHÉ APPLICHI IL GOLDEN POWER BLOCCANDO IL TUTTO: “UN ACCORDO DI QUESTO GENERE POTREBBE MINARE LA SOVRANITÀ FINANZIARIA DEL PAESE” – LA DURA PRECISAZIONE DI GENERALI AL “MESSAGGERO”: “QUANTO PUBBLICATO DAL GIORNALE DI PROPRIETÀ DELL’ING. CALTAGIRONE CONTIENE AFFERMAZIONI NON RISPONDENTI AL VERO E PERTANTO GRAVEMENTE LESIVE...”

PRECISAZIONE DELL’UFFICIO STAMPA DI GENERALI A “IL MESSAGGERO”

 

Al Direttore

GENERALI

Nell’interesse dei lettori de Il Messaggero, affinché non vengano fuorviati, e al fine di ristabilire la verità, si comunica che quanto pubblicato (addirittura con tre articoli nella stessa edizione) dal giornale di proprietà dell’Ing. Caltagirone (azionista delle Generali, fatto non ricordato dal giornale venendo meno ai principi elementari rilevanti nei casi di conflitto di interessi e, comunque, alle disposizioni del Testo Unico dei Doveri del Giornalista, fra le quali l’art. 21) in riferimento a un accordo tra le stesse Generali e Natixis, contiene affermazioni non rispondenti al vero e pertanto gravemente lesive dell’immagine della società, del Consiglio di Amministrazione e del management.

 

ARTICOLI SU GENERALI - IL MESSAGGERO 18 GENNAIO 2025

Per fare solo alcuni esempi, non è previsto, né quindi in negoziazione, nessun accordo destinato a far perdere il controllo della società di asset management delle Generali; non è previsto, né quindi in negoziazione, alcun ingresso o partecipazione di società terze extra europee al controllo di una jointventure di asset management; non è prevista, né quindi in negoziazione, la cessione degli investimenti di proprietà del gruppo Generali; non è previsto, né quindi in negoziazione, un accordo che abbia ricadute negative sul personale delle Generali.

 

Si tratta solo di alcuni punti di un lungo elenco di notizie non veritiere e gravemente fuorvianti tali da orientare in maniera gravemente erronea la percezione ed il giudizio delle Autorità che a diverso titolo saranno chiamate ad esprimersi, oltre che il mercato. La società si riserva pertanto di fare le opportune valutazioni ed assumere le iniziative utili ad assicurare piena tutela di tutti gli interessi rilevanti così pregiudicati, inclusi quelli del mercato.

 

NATIXIS

Affinché i lettori de il Messaggero possano essere correttamente informati, le Generali comunicheranno sul sito www.generali.com, secondo le modalità e le tempistiche dettate dalla normativa vigente, tutte le informazioni relative alle decisioni che verranno assunte dal Consiglio di Amministrazione.

 

Si richiede la pubblicazione della presente nota ai sensi della inderogabile disciplina applicabile.

 

INIZIA LA GUERRA PER GENERALI: CALTAGIRONE “AVVISA” MELONI

Estratto dell’articolo di Marco Palombi per “il Fatto Quotidiano”

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE PHILIPPE DONNET

Persino per le abitudini della casa, assai lasche nel dividere gli interessi dell’editore da quelli dei suoi giornali, la doppia pagina più editoriale in prima uscita ieri su Messaggero e Mattino (e pure sul Gazzettino) contro l’accordo tra Generali e i francesi di Natixis è senza precedenti: un attacco feroce all’operazione e al management del gruppo assicurativo, impreziosito da una sorta di avviso al governo perché applichi il golden power bloccando il tutto.

 

[...] L’editore Francesco Gaetano Caltagirone, particolare dimenticato sui suoi giornali, è azionista di Generali (6,9%) e di Mediobanca (7,7%), che a sua volta è il primo socio del Leone col 13,1%: in entrambe le società il costruttore romano è all’opposizione del cda, per così dire, e si muove in accordo con la Delfin degli eredi Del Vecchio, guidata da Francesco Milleri, che ha in pancia il 9,9% delle assicurazioni triestine e il 19,8% di Piazzetta Cuccia.

 

francesco gaetano caltagirone

Nonostante partecipazioni così rilevanti, lo strano duo non è finora riuscito a prendere il controllo delle società, né a influenzarne il management: i due consigli d’amministrazione sono stati eletti esplicitamente contro Caltagirone e Delfin.

 

Perché l’editore del Messaggero e Milleri sono così irritati? Perché Generali è vicina a chiudere un accordo (oggi viene esaminato nel comitato Investimenti, domani in cda) coi francesi di Natixis, società che gestisce 1.300 miliardi di asset di proprietà del gruppo Bpce (Banques populaires et des caisses d’epargne): in sostanza Trieste dovrebbe devolvere per almeno 15 anni a un nuovo veicolo misto 650 miliardi di risparmio, l’80% di tutto quello gestito dal Leone.

 

FRANCESCO MILLERI

Secondo i giornali di Caltagirone la nuova società sarà al 50% dei francesi, al 42% di Generali e per il restante 8% dei taiwanesi di Cathay Life: in sostanza “si vuole mettere tutto nelle mani di un gestore terzo, espressione di interessi prevalenti francesi”, scrive l’ex direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletano, “ci rendiamo conto che si mette a rischio la nostra sovranità finanziaria?”.

 

[...] inedita è la successiva minaccia a mezzo stampa all’ad francese Philippe Donnet e all’intero cda (peraltro in scadenza): “La fretta è quanto meno sospetta, ma è evidente che una simile decisione, che incide sull’oggetto sociale, può essere presa solo a maggioranza qualificata in sede di assemblea straordinaria dei soci”. Ove non accadesse, “è evidente che (i consiglieri, ndr) ne risponderanno coi propri patrimoni”. Insomma, Caltagirone gli farà causa e ritiene di avere un paradossale precedente a favore nella sentenza che, su una contestazione simile, ha dato però torto a Vivendi contro il management di Tim per la vendita della rete.

 

[...]

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

Non che l’editore-costruttore-finanziere si aspettasse un cedimento di Donnet. In realtà il Caltagiornale sembra parlare soprattutto al governo: “L’operazione, riguardando attività assicurative, in base alla normativa dovrà essere sottoposta al governo per le valutazioni del caso”.

 

Qualcuno non ha capito? “Un accordo di questo genere potrebbe minare la sovranità finanziaria del Paese, con ripercussioni sulla stabilità del sistema, su cui vigilano le Autorità e il golden power”, tanto più che “le Generali sono anche un importante sottoscrittore del debito pubblico italiano”, anche se “la quota di Btp detenuta dalla compagnia triestina” (37 miliardi) “è stata praticamente dimezzata” negli ultimi tre anni... Come si vede, un caldo invito al duo Meloni&Giorgetti a bloccare l’accordo tra il maggiore assicuratore italiano e Natixis.

 

NATIXIS

È il primo atto della guerra di primavera per il controllo di Generali: a questo punto un appeasement tra il cda e Caltagirone-Delfin è fuori questione e probabilmente Mediobanca presenterà una sua lista pro-Donnet contro quella dei suoi due più grandi azionisti.

FRANCESCO MILLERI Francesco Gaetano Caltagirone

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...