DON VERZÉ OFF-SHORE (COSA C’ENTRA CON LA SANITÀ?) - TRA LE CARTE DEL CONCORDATO PREVENTIVO SPUNTA IL “TESORETTO” DEL SAN RAFFAELE: NELLA CASSAFORTE IN LIECHTENSTEIN ANCHE PROPRIETÀ IN TERRA SANTA - È NELLA RETE ESTERA CHE SI POTREBBERO TROVARE I SOLDI PER RIMPOLPARE LE CASSE VUOTE DEL GRUPPO E PAGARE I CREDITORI - I MOTIVI DEL DEFAULT SECONDO I NUOVI MANAGER E LA STRANA OPERAZIONE CON LA SVIZZERA ORCONSULT…

Mario Gerevini e Simona Ravizza per il "Corriere della Sera"

Proprietà in Terra Santa, terreni sul monte Attur, vicino a Gerusalemme. C'era questo nascosto nella Joseph Foundation, la cassaforte nel Liechtenstein di don Luigi Verzé. Lo si legge nelle carte preparate dai nuovi manager del San Raffaele per la richiesta di concordato preventivo.

Decine di pagine che ripercorrono l'origine della crisi e fotografano la situazione attuale. Emerge, tra l'altro, che le cosiddette «spese di giustizia» sono stimate in sette milioni di cui 5 milioni solo per il compenso del commissario giudiziale. Altri otto milioni se ne andranno per avvocati e consulenti vari che assistono nella procedura di concordato la Fondazione Monte Tabor, al vertice del gruppo ospedaliero.

Ma cosa ha causato il default? Quattro fatti, secondo quanto si legge nei documenti depositati. Primo «il mancato accreditamento nel 1998-99 dell'ospedale San Raffaele di Roma presso il Servizio sanitario nazionale» che avrebbe costretto la Fondazione a vendere l'ospedale a un prezzo stracciato (alla famiglia Angelucci) «con conseguente impossibilità di recuperare gli ingenti investimenti effettuati». La seconda causa è negli investimenti fuori dall'attività tradizionale e per giunta in perdita.

Terza «colpa» alcuni «contratti estremamente onerosi», con Blu Energy Milano che fornisce energia all'ospedale, il leasing immobiliare per l'ospedale di Olbia e, tra gli altri, i rapporti con l'Università interna che pagherebbe cifre irrisorie per la locazione.

Ultima causa, anche questa al centro delle indagini della Procura, alcune strampalate iniziative imprenditoriali, «per esempio l'acquisto di un aereo». Cioè il jet «neozelandese» intermediato da Piero Daccò, uomo molto vicino agli ambienti ciellini della sanità lombarda e a Renato Botti, consulente fino a pochi giorni fa della Fondazione Monte Tabor.

C'è anche la firma di Botti sul piano industriale del gruppo per i prossimi anni. Ex direttore generale del San Raffaele e, prima ancora (1997-2002), direttore generale della Sanità lombarda, nel 2010 ha rilevato una partecipazione in una società di telemedicina, Telbios, di cui Science Park Raf (San Raffaele) è il primo azionista e la società Ab Medica (robot chirurgici) è uno dei quattro soci. Nel piano industriale del San Raffaele, targato Botti, si dà una corsia preferenziale allo sviluppo della chirurgia robotica anche attraverso la costruzione di una palazzina.

«Gli oneri di costruzione» nonché la «dotazione di attrezzature robotiche», è scritto nel piano, saranno in carico «a un terzo remunerato con una fee in percentuale sull'attività chirurgica effettuata». Più operi con i robot più «il terzo» incassa. Un meccanismo perverso, secondo alcuni primari contattati, i quali sottolineano un potenziale conflitto di interessi poiché il «terzo» sarebbe l'Ab Medica, socia di Botti in Telbios e l'azienda leader nei robot chirurgici.

Quanto alle carte del concordato, su cui il tribunale fallimentare dovrà esprimersi il 26 ottobre, resta la questione della cassaforte di don Verzé a Vaduz. «È stata rinvenuta documentazione - si legge nei documenti depositati - relativa alla Joseph Foundation che risulterebbe proprietaria di due terreni siti in Gerusalemme (località Attur)». E viene fuori un contratto del '94 tra la Fondazione Monte Tabor e la società svizzera Orconsult incaricata di amministrare la Joseph.

La fondazione milanese è l'unica beneficiaria dei terreni ma per questo beneficio deve pagare, come poi ha fatto, 1,9 milioni di dollari alla svizzera Orconsult. Strana operazione. Nelle carte non si dice di più ma questa Orconsult dovrebbe essere la progenitrice dell'omonima finanziaria protagonista di una truffa ai Parioli a Roma sul modello di quella della Egp di Gianfranco Lande.

Un mondo lontano dalla missione cristiana del San Raffaele. Ma è nella rete estera, nei conti svizzeri, che si potrebbero trovare quei soldi «affrancati» dal patrimonio della Fondazione e ora utilissimi (come le proprietà a Gerusalemme se realizzabili) per rimpolpare le casse vuote del gruppo e pagare i creditori.

 

 

DON VERZE VITTORIO MALACALZAETTORE GOTTI TEDESCHI OSPEDALE SAN RAFFAELESANTA CROCE IN GERUSALEMME liechtenstein

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)