CASA, MALEDETTA CASA - LE VENDITE NEL PRIMO TRIMESTRE SONO CROLLATE DEL 20%, PER LA CRISI ECONOMICA, PER IL TERRORE DELL’IMU, E PER LE BANCHE, CHE HANNO INTASCATO I MILIARDI DELLA BCE PER COMPRARE BTP E AGGIUSTARE I PROPRI BILANCI, MICA PER EROGARE MUTUI ALLE FAMIGLIE - NICASTRO (DG UNICREDIT) NEGA QUESTA FUGA DAL MATTONE PER COPRIRE IL CREDIT CRUNCH: “INVESTIRE NEGLI IMMOBILI LEVA QUATTRINI DALL’ECONOMIA REALE, CHE HA BISOGNO DI LIQUIDITÀ”…

1 - ROBERTO NICASTRO, DIRETTORE GENERALE DI UNICREDIT, A RADIO 24: "NON CI SONO SOLDI A DISPOSIZIONE DELL'ECONOMIA REALE PERCHE' LE FAMIGLIE INVESTONO NEL MATTONE"...
"La stragrande maggioranza dei risparmi delle famiglie italiane va nel mattone. Se da un lato lo definiamo una virtù individuale, dall'altro l'investimento nel mattone diventa un vizio collettivo, perché così i quattrini non disposizione dell'economia reale". Lo afferma intervistato da Oscar Giannino in Nove in punto, il direttore generale di Unicredit, Roberto Nicastro.

"E' necessario un equilibrio. L'economia ha bisogno di liquidità - continua Nicastro a Radio 24 - I soldi della Bce sono serviti in larga misura a sostituire i deflussi di depositi verso l'estero, di stranieri e italiani, e hanno anche consentito, per esempio, l'avvio della cosiddetta moratoria (dilazioni e rimborsi del credito in un momento successivo). Oggi il desiderio di avere credito è maggiore ma in Italia abbiamo una coperta molto molto corta.

Dobbiamo sperare e vedere aliquote crescenti di risparmio delle famiglie italiane che vanno, o direttamente nelle imprese, o in banca perché effettivamente l'economia ha bisogno di liquidità per funzionare - E conclude - La Bce non può far altro che interventi da farmaco temporaneo ma alla fine il Paese deve contare sulle proprie risorse e le risorse le ha"


2 - E NEL 2012 CROLLA IL MERCATO DELLA CASA
Laura Verlicchi per "il Giornale"

Crolla il mercato delle case: il bene rifugio più caro agli italiani soffre i colpi della crisi come mai prima d'ora. Le vendite del primo trimestre sono diminuite, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, del 17,8%: ma per il settore residenziale il calo sfiora addirittura il 20 per cento. Un dato così negativo non era mai stato registrato, almeno a partire dal 2004, da quando cioè sono cominciate le rilevazioni trimestrali. Anche le grandi città, che normalmente sostengono il settore, vedono cali nell'ordine del 20%. E la situazione si annuncia difficile anche per i due trimestri successivi, il secondo e il terzo 2012.

A fare il punto sulle compravendite immobiliari è l'Agenzia del Territorio, che misura il mercato sulla base dei rogiti: ma poiché le decisioni di acquisto precedono l'atto di qualche mese, per capire che cosa è accaduto «occorre verificare più correttamente le variabili socio-economiche del trimestre precedente», spiega Gianni Guerrieri, direttore dell'Osservatorio del mercato immobiliare dell'Agenzia del Territorio. Agenzia che, in base alla bozza del Decreto Sviluppo, dovrebbe essere sop¬pressa e accorpata nell'Agenzia delle Entrate: quindi, si preoccupa di assolvere l'Imu dall'accusa di strangolare il mercato.

«Non è ravvisabile una correlazione tra i dati di riduzione del mercato immobiliare e l'aumento della tassazione degli immobili», afferma Guerrieri: la crisi «dipende totalmente dalle condizioni negative della nostra economia, dal contenimento della domanda interna e dall'aumento del costo del denaro per l'acquisto di abitazioni».

Ma quanto invece peserà l'Imu sull'atteso calo del secondo e terzo trimestre? Guerrieri insiste: rispetto alla gravità della situazione economica la tassa è solo una piccola parte del problema e comunque verosimilmente non sarà l'elemento che determinerà se acquistare o no.

La pensa diversamente Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari: «L'acquisto di una casa oggi è una corsa a ostacoli. É già tanto che più di centomila persone, comunque, abbiano comprato in questi mesi, con tutto quello che succede: la crisi, la rigidità delle banche nel concedere i mutui, la penalizzazione fiscale, con l'Imu sulle seconde case che sta ammazzando l'investimento in immobili. Anzi, noi avevamo rilevato un calo della propensione d'acquisto già dalla fine dello scorso anno.

In realtà, la tensione abitativa c'è e rimane forte: almeno 600mila persone comprerebbero casa, ma non possono farlo per l'impossibilità di accedere al mutuo. Oggi, infatti, per ottenerlo servono garanzie molto maggiori che in passato, e comunque non copre più del 60-70% del valore reale dell'immobile. E nella categoria del "vorrei ma non posso" troviamo i giovani che vorrebbero mettere su famiglia, ma anche gli immigrati regolari, i cui acquisti di case negli ultimi anni si sono dimezzati: senza dimenticare gli esodati, che magari avevano fatto conto di utilizzare la liquidazione per la casa e ora devono usarla per vivere. Anche l'alternativa dell'affitto è sempre più difficile: in Francia la legge agevola chi acquista immobli da affittare, qui invece viene penalizzato».

Anche per la Confedilizia «con l'Imu gli effetti sul mercato immobiliare sono disastrosi, soprattutto in riferimento alla totale scomparsa dell'investimento per locare, con i conseguenti effetti sociali che già cominciano a vedersi».

Tanto più che a soffrire della crisi delle compravendite sono tutte le grandi città italiane, che registrano complessivamente un tasso tendenziale pari a- 17,9 per cento. Spiccano le forti flessioni di Palermo (-26,5%), di Genova (-21,8%) e di Firenze (-21,1%). Ma anche a Roma il mercato è diminuito del 20,6%, a Milano del 10,7%, a Torino del 18,1%, a Bologna del 18,4%. Il calo più contenuto (-9,8%) è invece a Napoli. Non va meglio nell'hinterland, dove il mercato delle abitazioni presenta complessivamente una discesa del 15,9 per cento.

 

 

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