IL CODARDO DEL CONCORDIA AI DOMICILIARI! ED E’ SUBITO BUFERA SUL PROVVEDIMENTO DEL GIP DI GROSSETTO - SCHETTINO SUGLI SPECCHI: “HO MANOVRATO IN EMERGENZA SALVANDO CENTINAIA, MIGLIAIA DI PERSONE” - I MAGISTRATI HANNO DISPOSTO ESAMI TOSSICOLOGICI - MARE MOSSO: SOSPESE TUTTE LE OPERAZIONI DI RICERCA E SOCCORSO. LA NAVE SI è MOSSA NUOVAMENTE E NON CI SONO LE CONDIZIONI DI SICUREZZA PER OPERARE….

1 - SCHETTINO TORNA A CASA
Da "Ansa.it"
- Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino è arrivato nella sua abitazione di Meta di Sorrento. Scortato da polizia e carabinieri, e accompagnato dalla moglie e dal fratello, Schettino ha evitato fotografi e cineoperatori che lo attendevano entrando nella sua abitazione di via San Cristoforo 10 da un ingresso secondario. Ieri sera il Gip di Grosseto non ha convalidato il fermo del comandante Schettino e lo ha scarcerato applicandogli gli arresti domiciliari.


2- LA CONCORDIA SI MUOVE, STOP ALLE RICERCHE
Michele Giuntini per "Ansa.it"

Sono di nuovo sospese tutte le operazioni di ricerca e soccorso attorno alla Concordia: la nave, naufragata davanti all'Isola del Giglio, si é nuovamente mossa e dunque non ci sono le condizioni di sicurezza per operare. Durante la notte hanno invece lavorato nella parte emersa i saf dei Vigili del Fuoco.

Il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino è arrivato poco fa nella sua abitazione di Meta di Sorrento. Scortato da polizia e carabinieri, e accompagnato dalla moglie e dal fratello, Schettino ha evitato fotografi e cineoperatori che lo attendevano entrando nella sua abitazione di via San Cristoforo 10 da un ingresso secondario. Ieri sera il Gip di Grosseto non ha convalidato il fermo del comandante Schettino e lo ha scarcerato applicandogli gli arresti domiciliari.

Tre ore per difendersi nell'interrogatorio di garanzia; altre cinque per aspettare la decisione del gip. Poi la scarcerazione, l'annullamento del fermo dei pm e la nuova misura cautelare agli arresti domiciliari: stasera Francesco Schettino, il comandante della nave Costa Concordia sfracellata contro l'isola del Giglio, meno di un'ora dopo la decisione del gip ha lasciato il carcere di Grosseto e si e' recato a casa sua, in Campania, accompagnato dai parenti.

Oggi (ieri, ndr) in udienza ha risposto a tutte le domande del giudice Valeria Montesarchio e dei pm, ben quattro, presenti in aula: il procuratore Francesco Verusio, i sostituti Pizza, Leopizzi e Navarro. ''Ero io al comando'' della nave quando ha impattato gli scogli, e ''sempre io ho manovrato in emergenza salvando centinaia, migliaia di persone'', ha detto difendendosi dalle accuse, mentre nel corridoio fuori dall'aula dei gip la moglie Fabiola, il fratello Salvatore e un cugino aspettavano la fine dell'udienza.

Schettino ha detto ai magistrati di ''non aver abbandonato la nave'', precisando di esser stato impossibilitato a risalire a bordo a causa della forte inclinazione. ''La nave dopo l'urto con lo scoglio ha avuto uno sbandamento di 90 gradi. Non potevo risalire sopra''. Ha anche dato spiegazioni sulla scelta della rotta, che ha fatto impattare al Concordia lo scoglio de Le Scole, davanti al Giglio: ''L'abbiamo trovato davanti sul percorso di navigazione''. Avrebbe chiarito perche' dalla nave l'allarme e' stato dato circa un'ora dopo l'allarme 'di falla', quando la Costa Concordia ha cominciato ad imbarcare acqua e ad inclinarsi.

Ad ogni accusa evidenziata dai pm - i reati contestati sono omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono della nave - Schettino ha risposto e si e' difeso. Poi, in serata, riferendo ai giornalisti i contenuti del dispositivo del gip, il suo difensore Bruno Leporatti ha commentato che la decisione del gip potrebbe attenere a ''un problema di non ritenute esigenze cautelari, che possono essere garantite con una misura meno afflittiva di quella carceraria, la quale in questo paese, e' extrema ratio''.

''Non si puo' mandare in carcere una persona - ha aggiunto - solo perche' lo chiede l'opinione pubblica che ti considera colpevole''. Come dire che almeno il pericolo di fuga non c'e' e il carcere non si giustifica. ''La ricostruzione dei fatti non ha modificato l'impianto accusatorio della procura'', aveva detto al termine dell'udienza il procuratore capo Verusio incontrando i giornalisti.

Poi, in serata, lo stesso procuratore ha espresso la sua perplessita': ''Non capisco - ha detto dopo aver appreso della mancata convalida del fermo e della scarcerazione - il provvedimento del gip. Sono curioso di leggere le motivazioni, domani insieme agli altri colleghi ne prenderemo atto''. ''C'e' da capire - ha aggiunto Verusio - perche' il gip da un lato non ha convalidato il fermo ritenendo che non ce ne fossero gli estremi, mentre dall'altro ha applicato comunque una misura cautelare, quella dei domiciliari.

Domani (oggi, ndr) faremo le nostre valutazioni''. Le indagini proseguono, mentre il bilancio dei morti finora recuperati e' salito a 11 e l'elenco dei dispersi non ha diminuzioni decise. Lo stesso Schettino sara' sottoposto ad esami tossicologici; i prelievi di capelli e parti di unghie sono stati gia' fatti. Mentre sempre oggi (ieri, ndr) la moglie Fabiola ha diffuso un comunicato in cui scrive: ''Sentiamo il dovere di respingere con forza qualsiasi tentativo di delegittimazione della sua figura, invitando a comprendere la sua tragedia ed il suo dramma umano. Molti dei particolari pubblicati, relativi al comportamento del comandante Schettino, sono da verificare''.

 

NAUFRAGIO CONCORDIA LA RESSA DEI CRONISTI E CURIOSI DAVANTI AL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI GROSSETO GREGORIO DE FALCO GUIDA LA CAPITANERIA DI PORTO Di LIVORNO FRANCESCO SCHETTINO CAPITANO DELLA CONCORDIA FRANCESCO SCHETTINO ACCOMPAGNATO DALLE FORZE DELLORDINE IL COMANDANTE FRANCESCO SCHETTINO FRANCESCO SCHETTINO CAPITANO DELLA CONCORDIA FRANCESCO SCHETTINO FOTOGRAFATO SUL PONTE DI COMANDO DI UNA NAVE COSTA IL COMANDANTE DELLA CONCORDIA FRANCESCO SCHETTINO

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