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COME ANDRÀ A FINIRE CON LA RETE UNICA? LO SCOPRIREMO SOLO VIVENDI - ALTRA GIORNATA DI RUMORS SU TIM E FIBERCOP: DOPO LE INDISCREZIONI DI IERI SULLA CESSIONE DELLA QUOTA NELLA FUSIONE CON OPEN FIBER, OGGI L’IPOTESI È QUELLA DI UN’OFFERTA DA PARTE DEL FONDO KKR, GIÀ SOCIO DELLA SOCIETÀ DELLA FIBRA. IL PASSO DI LATO DI GUBITOSI POTREBBE ESSERE UN SEGNALE DI FUMO ANCHE A BOLLORÉ IN VISTA DEL CDA DI GIOVEDÌ…

RUMORS SU KKR E FIBERCOP,TIM NON PREVEDE RIDUZIONE QUOTA

LUIGI GUBITOSI

(ANSA) - Nuovi rumors, sempre sulla rete, infiammano Tim. Al centro c'è sempre Fibercop ma ora l'ipotesi è quella di un'offerta da parte del fondo Kkr, già socio con il 37,5% della società della fibra.

 

L'indiscrezione non trova conferme ma è bastato a far scattare un titolo che da settimane è sui minimi e ora scambia a 0,35 euro (+7%). Tim "non prevede una riduzione della quota in Fibercop" chiarisce un portavoce e non risulta che il fondo abbia avanzato un'offerta.

 

TIM: IN BORSA SALE DEL 7,7%, EFFETTO RETE UNICA

(ANSA) - Tim torna agli scambi dopo una breve sospensione e segna un forte rialzo, con la riapertura del dossier sulla rete unica. A Piazza Affari il titolo avanza del 7,7% a 0,351 euro.

FIBERCOP

 

TIM: SOSPESA IN BORSA A RIALZO, TEORICO +6,2%

 (ANSA) - Tim sospesa in Borsa con un rialzo teorico del 6,2%, dopo la riapertura del dossier sulla Rete Unica. A Piazza Affari il titolo sale a 0,344 euro.  Il rimbalzo è stato innescato ieri dalle indiscrezioni di stampa sul dossier Rete Unica. Il CdA dell`11 novembre dovrebbe essere l`occasione in cui potranno emergere le posizioni di Tim sul tema e dei suoi soci, a partire da quella di CDP che per allora potrebbe aver completato l`acquisizione del controllo di Open Fiber.

 

open fiber 2

L'operazione con cui la Cassa e' salita al 60% di Open Fiber e il fondo Macquarie e' entrato con il 40% e' stata notificata all'Antitrust europeo il 4 ottobre scorso e l'Authority aveva indicato come data prevista per esprimersi il 10 novembre, proprio alla vigilia del cda straordinario chiesto da Vivendi subito dopo il cda del 27 novembre che ha approvato i conti trimestrali.

 

Il primo azionista, insoddisfatto dei risultati del gruppo, aveva fatto trapelare come l'attuale andamento dei risultati non fosse in linea con le aspettative. I francesi però sono investitori di lungo termine (per principio ma anche per opportunità, la minusvalenza di un disinvestimento sarebbe troppo grande) e, aumentando il pressing, hanno chiesto la convocazione di un cda straordinario per discutere del nuovo piano che l'ad Gubitosi sta preparando.

luigi gubitosi al convegno di fratelli d'italia sulla rete unica

 

 Allo studio dovrebbe esserci una riorganizzazione del gruppo e una valorizzazione (con alcuni 'carve out' e l'ingresso di nuovi soci con quote di minoranza nelle start up del gruppo) ma per uscire dalle secche potrebbe ora far ripartire anche le discussioni sulla rete unica.

 

"Mettere sul tavolo il tema del controllo ci sembra molto credibile visto che il dossier rimane il più importante per il gruppo, il deal nella struttura concordata nel 2020 non è più attuale e il controllo era a nostro avviso già qualcosa di negoziabile (anche se non formalizzato)" commentano gli analisti di Equita.

vincent bollore emmanuel macron

 

"Gli esiti rimangono però incerti, perché Vivendi e parte del CdA non sembrano al momento convinti e vediamo ostacoli da agenzie di rating (che si sono sempre espresse con cautela su scenari di rete unica in cui non mantenesse il controllo) e governance (basterebbe a TIM scendere al 49% o servirebbe una quota ben inferiore per avere ok dalle autorità?).

 

A nostro avviso la realizzazione del progetto rete unica, anche senza un controllo da parte di TIM, sarebbe un`opzione positiva per il titolo. Rimaniamo però prudenti sulla fattibilità dell`operazione visti gli ostacoli segnalati in precedenza".

 

TIM RIAPRE IL DOSSIER DELLA RETE UNICA IL TITOLO RIPRENDE FIATO IN BORSA: +4,5%

Francesco Spini per “La Stampa”

 

LUIGI GUBITOSI GIANCARLO GIORGETTI MEETING RIMINI

Come l'araba fenice, la rete unica rinasce dalle sue ceneri. Quando sembrava finita su un binario morto, ecco che Luigi Gubitosi, ad di Tim, prova a rianimarla con un'ultima offerta a Cdp: l'ex monopolista, pur di portare a compimento il progetto di fondere Fibercop (la rete secondaria di Telecom) con Open Fiber (controllata da Cdp), sarebbe pronto a restare in minoranza.

 

L'indiscrezione, riportata dall'agenzia internazionale Bloomberg, segnerebbe l'ennesima resurrezione di un dossier che ancora una volta riesce a rivitalizzare in Borsa il titolo Tim, ai minimi dell'anno dopo i conti al 30 settembre e soprattutto dopo il «profit warning» (il secondo in pochi mesi) con cui l'azienda ha ridimensionato le stime 2021 su ricavi e margini. Morale: basta nominare le parole magiche "rete unica" e il titolo fa +4,49%, passando da poco più di 31 centesimi a 32,57 centesimi di euro.

vincent bollore

 

Un balzo che arriva mentre ci si avvicina a un consiglio cruciale per Tim come quello dell'11 novembre. Una riunione straordinaria chiesta dai rappresentanti di Vivendi (primi azionisti col 23,8%) e da altri consiglieri indipendenti: si parlerà di strategie e organizzazione.

 

Gubitosi - finito nel mirino dei francesi, che recentemente si sono detti «delusi» dall'andamento della società - dovrà parlare della riorganizzazione già accennata nell'ultimo cda, declinando però in un quadro di lungo termine l'idea di valorizzare le singole divisioni del gruppo aprendo il capitale a soci di minoranza, sul modello di Inwit. Gli uomini di Vincent Bolloré, e non solo loro, non appaiono però più disposti a firmare cambiali in bianco all'ad.

 

open fiber 3

Vogliono vedere piani e numeri, prima di decidere il da farsi. Possibile che, a questo punto, in cda si aggiunga anche un capitolo sulla rete unica. Anche perché, precisa l'azienda in una nota, l'argomento «circa possibili assetti societari» della rete «non è stato oggetto di discussione nel cda né tantomeno sono state prese decisioni al riguardo».

 

vincent bollore

La disponibilità di Tim a rivedere i piani sulla rete unica punterebbe a superare la contrarietà del governo e i dubbi che già erano emersi a Bruxelles sulla fusione così come era stata prospettata dalla lettera di intenti firmata il 31 agosto del 2020 tra la stessa Telecom Italia e la Cassa depositi e prestiti. Altra era e altro governo: a Palazzo Chigi c'era Giuseppe Conte, in via Goito Fabrizio Palermo. In quella ipotesi si prevedeva che la fusione avrebbe messo a fattor comune con Open Fiber non solo la rete secondaria di Tim e la fibra ottica di Flash Fiber, ma anche la rete primaria dell'ex monopolista.

 

luigi gubitosi di tim

Cosa che avrebbe portato Tim in maggioranza. Ecco, ora Telecom rilancerebbe un piano B, in gestazione da tempo e in cui a fondersi con Open Fiber (dove la Cdp salirà al 60% e arriva Macquarie al 40%: il 10 novembre è atteso l'ok della Commissione Ue) sarebbe solo la FiberCop attuale, nel cui capitale ci sono oltre a Tim il fondo Kkr col 37,5% e Fastweb col 4,5%. Secondo indiscrezioni non confermate, in estate le diplomazie di Tim avrebbero già fatto sapere ai vertici di Cdp, guidata da Dario Scannapieco, della nuova disponibilità, senza però accendere particolari entusiasmi.

 

Al di là della freddezza sul tema da sempre mostrata dall'attuale governo («Non c'è nessun Paese dove si discute questa cosa», sibilò a settembre a proposito di rete unica il ministro Vittorio Colao), anche la politica si scalda poco.

open fiber 1

 

Michele Anzaldi (Italia Viva), per esempio, plaude alla rinuncia di Tim al controllo («È un'importante conseguenza della svolta impressa dal governo Draghi al dossier banda ultralarga»), ma chiede al premier e a Colao di vigilare «affinché le mosse di Tim non diventino, come in passato, un ostacolo alle velocizzazione delle gare per portare la fibra in tutto il Paese, che partiranno da gennaio».

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