COME SARÀ FCA SENZA SERGIO MARCHIONNE? CHE COSA ACCADRÀ QUANDO, NEI PRIMI MESI DEL 2019, LASCERÀ LA GUIDA DEL GRUPPO? CHI PRENDERÀ IL SUO POSTO? - I NOMI PER LA SUCCESSIONE, LE IPOTESI DI FUSIONE, I CAMBIAMENTI NEL MERCATO DELL’AUTO - ECCO LO SCENARIO

marchionne

Edoardo De Biasi per “L’Economia – Corriere della Sera”

 

Come sarà Fca senza Sergio Marchionne? Che cosa accadrà quando, nei primi mesi del 2019, uno degli ultimi highlander del settore automobilistico lascerà la guida del gruppo? Chi prenderà il suo posto? Le prime vere risposte verranno a giugno quando sarà svelato il piano Fca. Per la verità alcune indiscrezioni sui progetti futuri e sulla successione sono già cominciati a circolare.

 

Al salone di Ginevra Marchionne, come sempre, è stato lucido e chiaro sulle prospettive del gruppo. Di lui si potrà dire tutto e il contrario di tutto. C' è chi lo ritiene il migliore ceo del settore auto, chi un abile finanziere, chi solo un manager fortunato con un grande fiuto per gli affari. Su un fatto tutti concordano: quando si mette in testa un obiettivo lo raggiunge.

Ferrari marchionne

 

È stato così da quando nel giugno del 2004 venne nominato amministratore della Fiat e iniziò una complicata ristrutturazione per salvare la società da una situazione prefallimentare. Certo il carattere scontroso non lo aiuta. Ha un approccio diretto, secondo alcuni ai limiti dell'arroganza. Il suo credo è semplice: è il bilancio di fine anno che deve quadrare, poi gli obiettivi per quello successivo, infine il prodotto. Una ricetta a volte amara, ma che ha fatto sì che il gruppo capitalizzi complessivamente in Borsa oltre 70 miliardi.

 

TRUMP MARCHIONNE

«Non sto uccidendo Fiat», ha detto Marchionne a Ginevra. «Credo che abbia un grande futuro in America Latina e che in Europa possa contare sulla forza della 500. Abbiamo però bisogno di fare spazio ai marchi più potenti». Chiara l'allusione al fatto che il nuovo piano punterà molto sul marchio Jeep, sul potenziamento di Maserati e che il mercato di riferimento resterà quello americano e in futuro quello dell'Asia Pacifico. Ma le novità saranno specialmente sul versante motori.

 

NUOVO SCENARIO

Gli esperti sono concordi nel sostenere che l'industria automobilistica è a una svolta epocale. La stessa Volkswagen, primo gruppo mondiale, ha deciso la settimana scorsa di cambiare il vertice. Oggi l'auto non è più uno status symbol e sempre meno un mezzo di mobilità irrinunciabile. Spesso i Millennials non sentono nemmeno il bisogno di acquistarne una. Una nuova coscienza ecologica e lo sviluppo del car sharing hanno cambiato la percezione del prodotto.

 

marchionne montezemolo

L'epoca dei motori a scoppio sta per finire ed è già iniziata quella dei propulsori ibridi, a idrogeno ed elettrici. La transizione potrà essere più o meno lunga e accidentata ma irreversibile. Come affrontare allora questa rivoluzione? Marchionne ha sostenuto più volte che nel mondo dell'auto sono diventati necessari sempre più capitali. Solo i grandi produttori avranno risorse sufficienti per investire nelle nuove tecnologie e riusciranno a sopravvivere.

 

DEBITI E PARTNERSHIP

In questo quadro Fca si trova in una situazione complicata. È più piccola dei suoi principali concorrenti che sono Volkswagen, Toyota, Renault-Nissan. Un'aggregazione sembra inevitabile ed è legittimo che Marchionne voglia presentare il gruppo col vestito della festa.

BERLUSCONI MARCHIONNE

 

Lo spin off di Marelli si inserisce perfettamente in questa logica perché consentirà di migliorare la situazione debitoria. L'obiettivo è creare una compagnia debt free, con marginalità elevate e disponibilità rilevanti nella progettazione e sviluppo dell' auto del futuro. Solo allora si potrà parlare di fusioni. Ma quali sono davvero i potenziali partner di Fca?

 

A Torino le bocche sono cucite. Pochi sanno, nessuno commenta. Il contesto è in continuo movimento e le decisioni sono messe sotto pressione dalla rapidità dello sviluppo tecnologico e degli eventi geopolitici. Fino ad un anno fa il matrimonio più gettonato era quello con GM ma il dossier sembra per ora accantonato. Se si guarda all'Europa, l'ipotesi più probabile si chiama Psa. Secondo alcune banche d' affari, l'unione tra le due strutture potrebbe fruttare sinergie annue valutabili tra 2 e 5 miliardi. Le vere risorse finanziarie le porterebbe poi il gruppo cinese Dongfeng, già azionista di Psa.

MARCHIONNE RENZI ELKANN

 

Se, invece, lo sguardo va all'Asia, fallito il tentativo dei cinesi di Geely di comprare tutto il gruppo e di Great Wall Motors di acquisire solo il marchio Jeep, il partner favorito è Hyundai. Di un big deal tra le due case si è parlato più volte, con voci puntualmente smentite. Tuttavia un'integrazione sul Pacifico resta l'ipotesi più affascinante, specialmente per la controllante Exor. Con Fca Hyundai, il cui nome significa modernità, potrebbe diventare il primo al mondo. E il matrimonio potrebbe essere ben visto anche dall' amministrazione Trump che guarda con preoccupazione l'avanzata dei capitali cinesi in un settore strategico come quello del trasporto.

MARCHIONNE ED ELKANN ALLA QUOTAZIONE FERRARI

 

IL SALUTO

Il capitolo alleanze va, comunque, di pari passo con quello della successione. Nelle ultime settimane al vertice del Lingotto il clima si è fatto incandescente. La scorsa settimana nella lettera inviata agli azionisti Exor, maggior azionista di Fca, John Elkann ha detto: «Se gli obiettivi fissati saranno raggiunti, Marchionne potrà lasciare al suo successore una società con quattro miliardi di dollari di cassa, 125 di ricavi e cinque di utili netti. Il miglioramento della redditività è il risultato della decisione di uscire dal mercato delle automobili mass market, per privilegiare pickup e suv nel Nord America, e di investire in Maserati. Un successo di cui gli saremo sempre grati».

 

marchionne grande stevens john elkann

Un elegante ringraziamento ma nello stesso tempo una pietra tombale alle speranze di Marchionne di restare al vertice. Ma chi sarà il successore? Elkann ha sottolineato che verrà scelto nell'attuale squadra di vertice, confermando che sarà lui a decidere.

 

Elkann e Marchionne, due personalità diverse ma per alcuni versi uguali, condividono relazioni reciproche difficili, spesso critiche. Molti i motivi del contendere, in primis proprio le alleanze. Non va sottovalutato che in questi anni Exor ha cambiato pelle, diventando una delle più importanti holding diversificate mondiali.

 

Il dossier alleanze per Fca, già complesso sul piano industriale, diventa quindi ancor più complicato se osservato dal versante finanziario. Strappi, improvvise riappacificazioni, armistizi sono sempre stati all'ordine del giorno di un rapporto difficile che molte volte ha rischiato di incrinarsi definitivamente. Per il dopo-Marchionne i candidati sono comunque quattro. In prima fila c'è Alfredo Altavilla.

sergio marchionne john elkann

 

Il responsabile dei mercati Emea è considerato da tutti come l'ideale sostituto sia per le qualità manageriali che per la conoscenza del gruppo. Ha però destato sorpresa il fatto che il fondo attivista Elliot lo abbia inserito nella lista dei consiglieri per Tim. Non bisogna però dimenticare che proprio il fondo americano ha investito un miliardo di dollari in Hyundai, per sostenere il cambio del management e spingere la società sudcoreana verso un'intesa internazionale.

 

Seguono i britannici Richard Palmer, direttore finanziario, e Mike Manley, numero uno di Jeep. Stabili le quotazioni di Pietro Gorlier, ceo di Magneti Marelli. Dalla lista dei papabili è uscito definitivamente Richard Tobin, l'uomo forte di Cnh Industrial che ha lasciato a sorpresa e in polemica il vertice. Non resta che aspettare l'annuncio di Elkann.

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