CORALLO A PICCO: IL RE DELLE SLOT PUO’ PERDERE LA “MANO” DECISIVA - IL “BOSS” DI BPLUS ESTROMESSO DALLA GARA PER IL RINNOVO DELLE CONCESSIONI - I GUAI GIUDIZIARI METTONO A RISCHIO GLI AFFARI: BPLUS HA IL 25% DEL MERCATO - ACCUSATO DI AVER CORROTTO PONZELLINI, AVEVA IN CASA I DOCUMENTI CHE PROVANO CHE LA CASA DI MONTECARLO FU ACQUISTATA DA TULLIANI - EX “GRAN FINANZIATORE” DI AN, ORA RISCHIA DI SPARIRE…

Paolo Biondani e Luca Piana per "l'Espresso"

Fino a pochi mesi faceva eleggere i suoi uomini di fiducia in Parlamento, invitava al Gran Premio di Montecarlo il braccio destro di Giulio Tremonti e intratteneva rapporti economici con i familiari di Gianfranco Fini. Adesso, invece, Francesco Corallo corre seriamente il pericolo di perdere tutto.

Il suo gruppo - un colosso del gioco d'azzardo legale, capace di guadagnare in Italia qualcosa come 120 milioni l'anno - rischia di restare escluso dalla maxi gara per rinnovare le licenze delle slot machine che affollano bar e sale scommesse. E di venire, di fatto, cancellato. La decisione di estromettere il gruppo BPlus Giocolegale (ex Atlantis World) dalla procedura che ridefinirà un business miliardario è stata presa dai Monopoli di Stato. Ed è in parte legata, per quanto "l'Espresso" ha potuto verificare, ai guai giudiziari nei quali è coinvolto Corallo.

L'imprenditore è sotto indagine da parte della Procura di Milano, che lo accusa di aver corrotto l'ex presidente della Banca Popolare di Milano, Massimo Ponzellini, al fine di ottenere ingenti prestiti fuori dalle corrette procedure. È proprio durante le perquisizioni a casa Corallo che sono emersi i documenti che testimoniano come Giancarlo Tulliani, il cognato di Fini, abbia aperto una società offshore avvalendosi dello stesso fiduciario a cui era intestato l'appartamento di Montecarlo che ha messo in croce il presidente della Camera.

A differenza di Ponzellini, Corallo è sfuggito all'arresto. E a metà novembre i suoi legali hanno gioito per la decisione della Cassazione di annullare l'ordine di custodia, rinviandolo al Tribunale per un nuovo esame. «Si è aperta la strada per una totale assoluzione», hanno detto. Il punto, però, è che la decisione della Cassazione riguarda l'accusa di associazione a delinquere, non quella di corruzione. E che solo le motivazioni della sentenza potranno chiarire se esistono falle nell'impianto accusatorio dei pm.

L'urgenza, per Corallo, è anche economica, non solo giudiziaria. La scelta dei Monopoli, che nelle gare per le concessioni devono rispettare precisi criteri di onorabilità, rischia infatti di farlo scomparire dal mercato italiano, visto che la gara in corso deve riassegnare tutte le licenze delle slot machine, in prorogatio da due anni e più. BPlus ha il 25 per cento del mercato e ha già fatto ricorso per non farsi portare via una torta che fa gola a molti. La battaglia è appena iniziata.

 

FRANCESCO CORALLO jpegFRANCESCO CORALLO E CANNALIRE a Gianfranco Fini AMEDEO LABOCCETTA MASSIMO PONZELLINI Marco Milanese giancarlo tulliani

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