pirelli tronchetti provera chemchina

DALLA “VIA DELLA SETA” ALLA VIA DELLLA VENDETTA: A RISCHIO LA GESTIONE ITALIANA DI PIRELLI - BRUSCO CAMBIO DI ROTTA DEL SOCIO CINESE (37%) CHE, A DISPETTO DELL’ACCORDO DEL 2015 CHE PREVEDEVA IL MANTENIMENTO DELL'ITALIANITÀ AD OGNI LIVELLO AZIENDALE, COMPRESA LA NOMINA DELL’AD, ORA NE VORREBBE PIEGARE LE STRATEGIE “RICHIAMANDO ESPLICITAMENTE LA LINEA DETTATA DAL 20° CONGRESSO NAZIONALE DEL PARTITO COMUNISTA” - PALAZZO CHIGI VALUTA IL GOLDEN POWER, CON LA LIMITAZIONE DEL DIRITTO DI VOTO DEI CINESI - TRONCHETTI, PRONTA LA RETE DI ALLEATI (INTESA E UNICREDIT) PER UN RIMPASTO DELL’AZIONARIATO

pirelli cina

NODO CINESE PER IL GOVERNO, SI VALUTA IL GOLDEN POWER

Stefania Arcudi - https://www.ilsole24ore.com/art/pirelli-debole-borsa-nodo-cinese-il-governo-si-valuta-golden-power-AEOq4ZaD

 

Pirelli & C -0,60% torna sotto i riflettori a Piazza Affari, all'indomani delle indiscrezioni di stampa, secondo cui la gestione italiana del gruppo sarebbe a rischio e il Governo italiano sarebbe pronto a valutare la Golden Power (la normativa che consente di bloccare o fissare particolare condizioni a specifiche operazioni finanziarie considerate di interesse nazionale).

marco tronchetti provera

 

Secondo quanto ricostruito da Il Messaggero, infatti, nel corso del fine settimana, Pirelli, controllata dal 2015 insieme al gruppo di Stato cinese Sinochem, correrebbe «un grave rischio: l’isolamento nei mercati occidentali a causa del brusco cambio di rotta del socio cinese che, contrariamente al patto originario che prevedeva il mantenimento dell’italianità a ogni livello aziendale, ora ne vorrebbe piegare le strategie».

SINOCHEM

 

Secondo il quotidiano, oltre a ingerenze a livello operativo, il socio cinese vorrebbe «azzerare il diritto per Camfin, la finanziaria che fa capo a Tronchetti firmataria insieme a Sinochem degli accordi, di indicare i nuovi amministratori delegati», mentre finora è sempre stata ribadita la tutela dell'italianità e la continuità del management.

 

operazione via della seta 5

Proprio per questo, come riporta La Stampa, il dossier sarebbe finito all'esame del dipartimento di palazzo Chigi che valuta il Golden Power e che domani ascolterà in audizione Pirelli e Camfin, dopo aver già sentito i rappresentanti cinesi. Questo, sempre secondo il quotidiano, «si aggiunge agli elementi già esplicitati che indicano una maggiore forza dei soci cinesi nel nuovo patto». Il nuovo patto parasociale, entrato formalmente in vigore il 22 maggio, è di fatto sospeso fino alla conclusione del procedimento di Golden Power. Una decisione sul Golden Power resta attesa entro il 23 giugno.

via della seta

 

Gli analisti non escludono «un reshuffle dell'azionariato»

Come sottolineano gli analisti di Equita, «dai documenti raccolti emergerebbe la richiesta di ingerenza sulle strategie e l'operatività del gruppo (Sinochem avrebbe chiesto un aumento del livello di controllo politico e sulla composizione dei quadri dirigenziali oltre all'integrazione dei sistemi informatici delle controllate di Pirelli in Cina con i sistemi di Sinochem per consentire la condivisione simultanea delle informazioni) che si aggiunge alla maggiore forza dei soci cinesi nel nuovo patto (Camfin avrà un consigliere in meno)». Per questo, «in funzione dell'esito, che secondo fonti di stampa potrebbe arrivare fino alla limitazione del diritto di voto dei cinesi, non escludiamo che possa essere avviato un reshuffle dell'azionariato», sottolinea Equita.

 

A RISCHIO LA GESTIONE ITALIANA DI PIRELLI

Osvaldo De Paolini per Mattino.it – ESTRATTO

pirelli

 

La prudenza con la quale il premier Giorgia Meloni ha di recente affrontato il tema del Memorandum tra Italia e Cina sulla cosiddetta "Via della Seta", è segno della grande delicatezza che circonda il dossier. Ma mentre sul piano politico c'è ancora tempo per un dibattito risolutivo - sebbene ieri da Washington il ministro Adolfo Urso abbia già precisato la posizione italiana - da qualche settimana il dipartimento Golden Power di Palazzo Chigi è alle prese con un caso la cui soluzione non può attendere, perché riguarda il futuro di una delle più grandi realtà industriali del Paese: il gruppo Pirelli.

sinochem

 

Ricavi per 6,6 miliardi, utile di 436 milioni, 31.300 dipendenti, 18 stabilimenti in 12 Paesi, 4,6 miliardi il valore di Borsa, la società guidata da Marco Tronchetti Provera e controllata dal 2015 insieme al gruppo di Stato cinese Sinochem, sta correndo un grave rischio: l'isolamento nei mercati occidentali a causa del brusco cambio di rotta del socio cinese che, contrariamente al patto originario che prevedeva il mantenimento dell'italianità ad ogni livello aziendale, ora ne vorrebbe piegare le strategie «richiamando esplicitamente la linea dettata dal 20° Congresso Nazionale del Partito Comunista con una evidente eterodirezione da parte di quest'ultimo».

paolo gentiloni con xi jinping al forum per la via della seta 3

 

IL DIKTAT DEL 20° CONGRESSO

Dalla messe di documenti depositati presso il Golden Power e che il Mattino ha potuto consultare, emerge senz'ombra di dubbio la richiesta di Pechino affinché tutte le unità aziendali del gruppo adottino «linee guida del 20° Congresso in materia di lavoro e talenti professionali, volte ad aumentare il livello di controllo politico e la composizione dei quadri dirigenziali».

 

via della seta luigi di maio

Inoltre, questione non meno inquietante, viene sollecitata l'integrazione dei sistemi informatici delle controllate Pirelli in Cina con i sistemi di Sinochem per consentire la condivisione simultanea delle informazioni: chiaro l'intento di appropriarsi delle sofisticate tecnologie che hanno portato Pirelli sulla vetta dell'innovazione a livello mondiale.

Geraci, Di Maio, Sequi - Presentazione della Via della Seta

 

Addirittura viene richiesto, con la stessa logica di dare esecuzione alle linee guida del Partito guidato da Xi Jinping, che tutti gli incontri istituzionali vengano organizzati secondo le direttive della Sasac, l'autorità governativa di supervisione delle aziende si Stato. Uno stravolgimento totale delle intese originarie che prevedevano appunto la ferrea tutela dell'italianità e la continuità del management.

 

marco tronchetti provera

Al punto che nel nuovo patto, in vigore da metà maggio ma ora congelato dal dipartimento Golden Power in attesa di chiarimenti, è pressoché azzerato il diritto per Camfin, la finanziaria che fa capo a Tronchetti firmataria insieme a Sinochem degli accordi, di indicare i nuovi amministratori delegati, tradendo in modo plateale lo spirito della partnership oltre ad alimentare le perplessità del mercato nella prospettiva che il prossimo capo azienda sia indicato dal socio cinese.

 

L'ITALIA E LA VIA DELLA SETA VISTE DALLA PROPAGANDA CINESE 1

Dalla documentazione consultata emerge inoltre che in questi anni i rappresentanti di Sinochem hanno spesso avanzato richieste legate all'attività gestionale della società che alla luce della normativa in vigore - esulano anche dal normale esercizio delle prerogative del socio di controllo.

 

UN CASO NON ISOLATO

TRONCHETTI REN JIANXIN

…………. diversi governi europei sono già intervenuti per tutelare gli asset nazionali e per frenare la strategia espansionistica di Pechino. In Gran Bretagna a fine 2022 Downing Street ha per esempio imposto alla cinese Nexperia la cessione della quota dell'86% detenuta nella società di semiconduttori Newport Wafer. In Germania il governo ha deciso di arginare al 24,99% dal 35% iniziale la presenza di Cosco nella Container Terminal Tollerort.

xi jinping

 

In Italia nel 2021 è stata bloccata l'acquisizione del 70% della società di semiconduttori LPE da parte della Shenzen Investment; poco dopo è stato vietato l'acquisto da parte di Syngenta (gruppo Sinochem) di Verisem, società attiva nelle sementi e negli ortaggi. Quanto allo stop alle trattative fra Cnh Industrial e la cinese Faw Jiefang per la cessione di una divisione di Iveco, è bastata la moral suasion del nostro governo.

 

BIG TECH E CINA (DATAROOM)

Per non dire dei danni che sono già stati procurati al gruppo italiano dalla presenza nel capitale dell'azionista cinese. Per esempio, negli Stati Uniti da qualche tempo è soggetto a dazi rafforzati che superano il 76% per i prodotti importati dalla Cina e che hanno obbligato Pirelli a interrompere ogni flusso commerciale con gli Usa dalla Cina.

 

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Anche perché un ulteriore inasprimento delle tensioni con la Cina potrebbe indurre l'Unione europea e altri Paesi vicini alle posizioni americane, come Giappone, Corea del Sud e Australia (in gran parte serviti dalla produzione degli stabilimenti cinesi di Pirelli), ad attivare analoghe sanzioni che penalizzerebbero profondamente la società italiana.

 

xi jinping joe biden

Tra l'altro, il fatto che Sinochem sia qualificata da Washington come "Chinese Military Company" oltre a procurare a Pirelli danni sul trading, potrebbe avere quale conseguenza l'eliminazione del titolo dai portafogli di alcuni grandi investitori americani.

 

Per tutte queste ragioni Camfin, preoccupata dal quadro sanzionatorio internazionale, durante la rinegoziazione del patto firmato nel maggio 2022 ha più volte chiesto a Cnrc (la società titolare delle azioni controllata da Sinochem) di prevedere una clausola per ribilanciare gli equilibri di governance al fine di evitare eventuali impatti sul valore di Pirelli. Richiesta però respinta da Cnrc, che su mandato del Partito non si è mossa di un millimetro.

 

Xi Jinping CINA

PRONTA LA RETE DI ALLEATI

E dire che da un punto di vista economico le soddisfazioni non sono mancate per l'azionista cinese: basti ricordare che avendo investito 1,6 miliardi al momento dell'ingresso nel capitale Pirelli nel 2015, un paio d'anni dopo ha ricollocato sul mercato il 20% incassando 1,2 miliardi mantenendo però una quota del 37% a dimostrazione della validità dell'azienda.

TRONCHETTI PROVERA

 

Sicché, qualora si dovesse elaborare una diversa combinazione azionaria attorno a Camfin (che oggi conta sul 14,1%), magari rinegoziando la partecipazione di Sinochem in omaggio allo spirito originario - cosa però assai improbabile visto l'irrigidimento di Pechino - non sarebbe difficile attivare la rete di alleati del gruppo per costruire un nuovo blocco di comando a prevalenza italiana. Ciò, sempre che gli uffici del Golden Power non decidano diversamente.

 

 

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