
LA DANIMARCA, UN PAESE APPESO ALLE PUNTURINE PER DIMAGRIRE – IL GOVERNO DI COPENAGHEN ANNUNCIA UN DRASTICO TAGLIO DELLE STIME DI CRESCITA PER IL 2025: DAL +3% PREVISTO IN PRIMAVERA A UN PIÙ MODESTO +1,4% – LA CAUSA PRINCIPALE È DOVUTA ALLA FRENATA DEL BUSINESS DI NOVO NORDISK, CHE CON FARMACI COME OZEMPIC E WEGOVY HA CAVALCATO IL BOOM MONDIALE DEI TRATTAMENTI PER DIABETE E OBESITÀ, DIVENTATA TRAINO DELL’INTERA ECONOMIA DANESE: DA SOLA RAPPRESENTAVA UN QUINTO DELLA CRESCITA OCCUPAZIONALE DEL PAESE – ORA LA CONCORRENZA DELL’AMERICANA “ELI LILLY” E I DAZI DI TRUMP HANNO BLOCCATO LA CORSA DI NOVO NORDISK…
Estratto dell’articolo di Sandra Riccio per www.lastampa.it
Per anni la Danimarca ha rappresentato un’anomalia virtuosa in Europa: un piccolo Paese capace di macinare crescita grazie a un mix di innovazione, esportazioni e stabilità istituzionale.
Cuore di questo modello era Novo Nordisk, gigante delle punture per dimagrire che con farmaci come Ozempic e Wegovy ha cavalcato il boom mondiale dei trattamenti per diabete e obesità diventati un vero e proprio fenomeno sociale e mediatico.
Nel 2023, il colosso rappresentava da solo un quinto della crescita occupazionale danese e il suo fatturato contribuiva in maniera decisiva al balzo del Pil […]
Oggi, l’azienda, che occupa circa 34mila persone, sta mostrando le prime crepe e a risentirne è l’economa dell’intero Paese da 6 milioni di abitanti. Il risultato? Il ministero dell’Economia di Copenaghen ha annunciato un drastico taglio delle stime di crescita per il 2025: dall’ottimistico +3% previsto in primavera a un più modesto +1,4%.
La causa va ricercata proprio nella frenata di Novo Nordisk, un’azienda privata che è diventata traino di un’intera economia: in pochi Paesi europei un singolo player incarna in maniera così forte l’andamento nazionale.
Ma proprio questa dipendenza si rivela oggi il tallone d’Achille. La concorrenza di Eli Lilly negli Stati Uniti e le difficoltà di produzione hanno portato Novo Nordisk a rivedere due volte le proprie previsioni di utili. Ora l’azienda si trova addirittura a ridimensionare l’organico, dopo averlo raddoppiato in soli cinque anni.
A pesare sono però anche i dazi americani sulle merci danesi. Non è quindi soltanto la farmaceutica a soffrire. Le tensioni commerciali con Washington stanno colpendo duramente anche altri settori. I dazi sulle merci danesi negli Stati Uniti, primo mercato di sbocco per le esportazioni, hanno frenato la crescita: la previsione di incremento dell’export nel 2025 è stata tagliata dal 4,3% allo 0,9%.
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Il ridimensionamento delle prospettive di Novo Nordisk non è solo un fatto economico. Per la società danese, abituata a vedere nell’azienda un simbolo di benessere diffuso e di orgoglio nazionale, il colpo ha anche un valore simbolico. Negli ultimi anni, l’immagine di un Paese trainato da farmaci innovativi contro obesità e diabete aveva persino alimentato riflessioni di costume: in Danimarca si parlava del “miracolo Wegovy” come di una nuova rivoluzione industriale.
Ora, la consapevolezza che quel boom potrebbe non essere eterno costringe i danesi a guardare oltre. La crescita sostenuta da un singolo settore rischia infatti di generare fragilità strutturali. [...]