1. LA DELUSIONE DI ORSI PER LA SCONFITTA DI ROMNEY SI AGGIUNGE A QUELLA DELLO LOBBY INTERNAZIONALE ‘ILLUMINATA’ DA GOLDMAN SACHS, BANK OF AMERICA E JP MORGAN 2- IN ATTESA DEL RITORNO DI MONTI DALL’ASIA PER IL REDDE RATIONEM ORSI INVIA UNA GOFFA E IMBARAZZATA LETTERA AL “SECOLO XIX” PER PRECISARE CHE DARE DEL “COGLIONE” AL GRAN CAPO DEI VESCOVI, NON È UN’INGIURIA MA SOLO “UN’ESPRESSIONE COLORITA”! 3- LE PRIME TRE RIGHE SONO PAZZESCE, DA LEGGERE AD ALTA VOCE: “EGREGIO DIRETTORE, LE CHIEDO GENTILE OSPITALITÀ… PER DOVEROSA PRECISAZIONE MA, SOPRATTUTTO, PER RISPETTO A SUA EMINENZA IL CARDINALE BAGNASCO E A TUTTI I FEDELI CHE, COME IL SOTTOSCRITTO, RICONOSCONO NEL PROPRIO VESCOVO IL PASTORE DEL POPOLO DI DIO, DI CUI SONO PARTE, NEL CAMMINO VERSO LA SALVEZZA” (“SALVEZZA’’ CON LA ESSE MAIUSCOLA!)

Gli uscieri di Finmeccanica oggi barcollano dopo la lunga notte di Obama e sentono di avere il cervello poroso con qualche buco che impedisce di avere la solita lucidità.
Se passavate ieri sera intorno alle 11 dalle parti di piazza Monte Grappa potevate vedere le luci accese dentro gli uffici che si trovano ai piani alti dell'azienda dove il comandante supremo Giuseppe Orsi e i centurioni della comunicazione stavano seguendo la lunga diretta televisiva.

Il risultato delle elezioni americane non premia le speranze del manager piacentino che alcuni anni fa ha conosciuto personalmente Romney grazie ai buoni uffici di un consulente italiano. La sua delusione si aggiunge a quella degli amici americani che, insieme a Goldman Sachs e ad altri colossi come Bank of America e JP Morgan, avevano puntato le loro carte sul candidato repubblicano.

È probabile che in queste ore i big degli armamenti e dell'aerospazio che fanno parte dell'associazione semiclandestina "Conquistadores del cielo" siano amareggiati anche se nei quartier generali di società come Lockheed Martin e Norhorp molti ricordano che Obama durante la campagna elettorale ha messo l'accento più volte sul tema della difesa e degli armamenti mentre Romney si è sempre limitato ad affermazioni generiche sull'America capace di riconquistare la sua autorevolezza nel mondo.

Con la vittoria del presidente americano Orsi e la lobby internazionale che lo ha protetto perde sicuramente una chance importante che avrebbe potuto esibire quando Monti tornerà dall'Asia per il redde rationem finale. E probabilmente sarà anche meno caldo e trionfalistico il suo intervento alla conferenza stampa che è stata indetta per venerdì prossimo alle ore 18,30 dove saranno presentati i risultati della semestrale.

L'invito è partito già ieri e ai giornalisti italiani che lo hanno ricevuto non è sfuggito il testo scritto in inglese (Results presentation invitation), quasi a sottolineare il carattere internazionale dell'evento.

Gli uscieri sono molto curiosi di sapere che cosa succederà durante la conference call dove al di là dei numeri sarà importante capire se Orsi e il suo braccio destro Alessandro Pansa (definito "il pazzo" durante la cena in trattoria con Gotti Tedeschi) riusciranno a riposizionare il Gruppo e a fare qualche annuncio spettacolare.

Non sarà facile perché sulla grande partita che riguarda le dismissioni il freno sembra ancora tirato a mano, e questo vale sia per la vendita di Ansaldo Energia dove si confrontano l'offerta dei tedeschi di Siemens e quella di una cordata italiana in fieri, sia per la cessione di Ansaldo Breda. Su quest'ultima Finmeccanica sta corteggiando i giapponesi di Hitachi e un gruppo di manager è andato nei giorni scorsi nel Paese del Sol Levante per stringere i tempi di un accordo.

A questo punto è probabile che ad Orsi non resti che squillare la trombetta sulla SuperSelex, la newco che vedrà la luce dalla fusione di Selex Sistemi Integrati, Selex Galileo e Selex Elsag, un colosso con quasi 18mila dipendenti e 4 miliardi di fatturato che sta agitando i dipendenti delle aziende interessate.

C'è poi da chiedersi se qualche giornalista dotato di totale incoscienza avrà il coraggio di chiedere qualcosa sulle vicende giudiziarie che si sono abbattute sul Gruppo impedendogli, in nome della legge 231, di partecipare alle gare in Italia. E sarebbe davvero stupendo se l'incoscienza di qualche altro giornalista non allacciato dai rapporti virtuosi con Carlo Maria Fenu, si spingesse a chiedere lumi su quella parola "coglione" che durante la cena da "Rinaldi al Quirinale" è piombata sulla testa del cardinale Bagnasco.

Gli uscieri non arrivano a pensare che nel panorama dell'informazione italiana e straniera ci sia qualcuno così spudorato e sanno anche che in questi ultimi giorni la pattuglia dei centurioni della comunicazione si è arricchita dell'apporto della società milanese Barabino & Partners che ha esperienza di mercati internazionali.

Se comunque una mente malata si alzerà per ricordare l'insulto al cardinale di Genova, allora Orsi come un penitente nudo e scalzo leggerà la lettera che appare oggi in prima pagina sul "Secolo XIX" indirizzata al direttore del quotidiano Umberto La Rocca. Nel documento del penitente l'insulto rivolto al presidente dei vescovi "non è altro che un'espressione colorita" anche se Orsi ammette, dopo aver rivelato un incontro a Roma con Bagnasco, che la sua intenzione "espressa in maniera certo un po' forte era quella di affrontare direttamente l'argomento delle dismissioni genovesi di Finmeccanica".

Una missiva così goffa e imbarazzata è degna di una lettura ad alta voce.
Gli uscieri di Finmeccanica la stanno rileggendo con noi.

Ecco il testo:

"Egregio Direttore,
Le chiedo gentile ospitalità in merito all'articolo pubblicato ieri sul Suo giornale, dal titolo "L'insulto a Bagnasco che imbarazza Orsi", per doverosa precisazione ma, soprattutto, per rispetto a Sua Eminenza il Cardinale Bagnasco e a tutti i fedeli che, come il sottoscritto, riconoscono nel proprio Vescovo il Pastore del Popolo di Dio, di cui sono parte, nel cammino verso la Salvezza.

Vorrei sottolineare che ciò che viene definito un "insulto", tale non è. Non ho mai offeso - in pubblico o in privato - il Cardinale Bagnasco, né ho mai usato nei suoi confronti espressioni irriguardose. Né mai lo farei. Peraltro, con il Cardinale si è instaurata una consuetudine di incontri cordiali e improntati ad un rispettoso confronto, nella diversità dei ruoli, sulle problematiche del mondo del lavoro a Genova.

Il cosiddetto "insulto" non è altro che un'espressione colorita - questo sì -, come può essere usata in privato tra due amici, con la quale indicavo semplicemente al mio interlocutore che il giorno successivo sarei andato a trovare il Cardinale per manifestargli, in modo franco, la mia non condivisione delle considerazioni da lui espresse nel corso di una omelia, il cui testo mi aveva fatto successivamente pervenire, riguardo al piano di dismissioni di Finmeccanica con riferimento al territorio genovese.

Tutto questo trova conferma nell'espressione da me usata - "perché mi ha fatto una omelia" -, trascritta purtroppo in maniera errata, nel testo dell'intercettazione, con le parole "perché mi ha fatto una villania", seguite da omissis. Errori di trascrizione di questo tipo possono capitare, soprattutto quando l'intercettazione avviene in un ambiente rumoroso come un ristorante.

Mi preme sottolineare, infine, che dall'intercettazione non emergono commenti malevoli sulle posizioni del Cardinale Bagnasco, pur da me non condivise: emerge solo la mia intenzione-espressa in maniera certo un po' forte - di affrontare l'argomento direttamente con il Cardinale stesso, e a viso aperto, come mi appartiene. E come il giorno successivo ho appunto fatto, andandolo a trovare a Roma.

Nel confermare al Cardinale Bagnasco isensi della mia più viva stima per la sua opera di Pastore e per la sua Persona, porgo a Lei, gentile Direttore, i miei più cordiali saluti.

GIUSEPPE ORSI

Presidente e amministratore delegato di Finmeccanica

 

 

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