DESCALZI SENTITO COME TESTIMONE PER TRE ORE SUL CASO DELLE TANGENTI SAIPEM IN ALGERIA - PER IL PALAZZO UNICREDIT C’È PURE SORGENTE GROUP - CALA IL MITO DI SILICON VALLEY, CRESCONO LE START-UP CINESI

1.DESCALZI SENTITO COME TESTIMONE PER TRE ORE SUL CASO DELLE TANGENTI IN ALGERIA

Da "La Stampa"

 

descalzidescalzi

Oltre tre ore di audizione per l’amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi, sentito come teste dal pm milanese Fabio De Pasquale nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta tangente da circa 198 milioni di dollari che sarebbe stata versata tra il 2007 e il 2010 da Saipem, controllata di Eni, all’allora ministro dell’energia algerino e al suo entourage per ottenere sette grandi appalti petroliferi del valore di «oltre 8 miliardi di euro». Inchiesta in cui risultano indagati, oltre all’ex numero uno del cane a sei zampe Paolo Scaroni e altri ex manager, la società petrolifera e la stessa Saipem.

 

Accompagnato dal suo difensore, l’ex ministro della Giustizia Paola Severino, il manager è stato sentito come testimone indagato in un procedimento connesso, quello cioè in cui è stato ipotizzato il reato di corruzione internazionale per presunte tangenti versate in Nigeria. Descalzi avrebbe anche affrontato il tema degli «incontri informali» a «Parigi e Vienna» tra Scaroni e l’allora «ministro dell’Energia» Chekib Khelil. In serata Eni ha confermato la «massima cooperazione» della società e dei suoi vertici con la magistratura.

 

Paola Severino Paola Severino

2.PARTERRE

Da “Il Sole 24 Ore

 

UNA SORGENTE PER PIAZZA CORDUSIO

Entra nel vivo la gara di Palazzo Broggi a Milano, l'ex sede di UniCredit a piazza Cordusio. Secondo indiscrezioni oggi il cda di Idea Fimit decide le modalità di selezione di quella short list che avrà poi accesso alla due diligence ai fini delle offerte vincolanti. Il range di prezzo si attesta tra i 350 e i 450 milioni, cifra record. In questo contesto sarebbe spuntato un nuovo nome per la conquista dell'immobile di piazza Cordusio. Si tratta di Sorgente Group, gruppo finanziario immobiliare internazionale che fa capo a Valter Mainetti.

 

Paolo Scaroni Paolo Scaroni

Sorgente – che ha avviato l'Ipo di Sorgente Res che porta in dote un pacchetto di palazzi di pregio tra Milano, Roma e Bari – punta a raddoppiare nel cuore di Milano, dato che è già proprietaria di uno dei palazzi del salotto di piazza Cordusio. Il tutto nell'ambito di una strategia di acquisire palazzi gioiello, i cosìdetti trophy asset, in giro per il mondo come il Flatiron di New York e la Galleria Colonna a Roma. La società immobiliare di Mainetti si aggiunge a Blackstone, Hines insieme al fondo di Abu Dhabi, Prelios, che corre con London & Regional Properties, Deka e Beni Stabili. (Mar. Man.)

 

ENEL, IL CFO FERRARIS VERSO LA GUIDA DI ENERSIS

Luigi Ferraris, cfo di Enel e presidente di Egp, si appresterebbe a cambiare ruolo nel gruppo. La sua prossima destinazione, secondo le indiscrezioni, sarebbe la guida, in qualità di Ceo, di Enersis, la controllata cilena appena scorporata da Endesa e portata sotto il controllo diretto di Enel. Una gallina dalle uova d'oro, che genera cash-flow e dividendi crescenti.

 

Paola e Valter Mainetti Paola e Valter Mainetti

Al posto di Ferraris, il cui nome - non va dimenticato - era circolato in primavera tra i papabili per andare alla guida di Enel al posto di Fulvio Conti, dovrebbe essere nominato Alberto De Paoli, già direttore finanziario di Egp e dal 2012 responsabile della pianificazione strategica di Enel. «Nessuna decisione è stata presa - è la posizione di Enel -. In merito alle indiscrezioni sulla nomina di Ferraris a Ceo di Enersis, si ribadisce che il processo di riassetto è ancora in corso e qualsiasi decisione sulla governane sarà di competenza del consiglio di amministrazione della società cilena». (L.Ser.)

 

NOVARTIS DÀ L'ADDIO AL SETTORE VACCINI

Novartis lascia il settore vaccini. Il gruppo farmaceutico elvetico cede la sua unità di vaccini anti-influenza all'australiana CSL. Quest'ultima, presente in Svizzera con CSL Behring, pagherà 275 milioni di dollari Usa. In aprile Novartis aveva già ceduto la gran parte del suo ramo vaccini alla britannica GlaxoSmithKline, dalla quale aveva rilevato le attività oncologiche.

 

UNICREDITUNICREDIT

Ora la vendita del segmento anti-influenza. Ai tempi della temuta influenza aviaria, il settore vaccini era sotto i riflettori - all'epoca alcuni parlarono a questo riguardo di gallina dalle uova d'oro - e il gruppo Novartis era uno dei protagonisti nel settore. Poi, in tempi più recenti, il cambio di strategia, con la concentrazione attorno ai tre rami Pharma, Alcon (oftalmologia), Sandoz (generici). Il big svizzero cede ora i vaccini anti-influenza a un prezzo inferiore al valore contabile e dovrà effettuare rettifiche straordinarie per 1,1 miliardi di dollari. Ma l'onere, ha precisato Novartis, è più che compensato dall'utile generato dalla cessione di aprile a Gsk. (L.Te.)

 

CARIVERONA PRONTA A EROGARE, MA FORSE NO

La diversificazione degli investimenti, che ha visto salire i ricavi a 65 milioni, insieme agli sforzi sul fronte dei costi, ieri hanno consentito al consiglio generale di Fondazione Cariverona di portare le previsioni dell'avanzo di esercizio 2014 a 53,7 milioni, in crescita del 39% sul 2013. Morale, dopo gli accantonamenti obbligatori, all'ente scaligero risultano disponibili per l'attività istituzionale 41 milioni, il 46% in più rispetto al 2013, cui vanno aggiunti 10 milioni per interventi diretti: per l'attività istituzionale al momento sono previsti 51 milioni (+6% rispetto al 2013).

 

cariveronacariverona

Ma non è detto che tutti i fondi possano essere spesi. «Tale avanzo – recinta una nota diffusa ieri dall'ente – è conseguente all'applicazione delle disposizioni fiscali allo stato vigenti e potrà subire variazioni derivanti dalle misure contenute nel progetto governativo di Legge di Stabilità 2015», che ha portato dal aumentato dal 5% al 77% l'imponibile relativo ai dividendi incassati dagli enti commerciali. Il rischio? Più tasse e meno erogazioni. (Ma.Fe.)

 

 

3.SUSSURRI & GRIDA

Da il "Corriere della Sera"

 

IL MITO DI SILICON VALLEY E L’AVANZATA DELLE START-UP CINESI

NovartisNovartis

(m.sid.) Oltre alle mezze stagioni non ci sono più nemmeno le certezze della Silicon Valley: se difatti si prendono in considerazione le start up degli ultimi dieci anni che hanno superato il miliardo di dollari di valore «solo» il 40% viene dall’area californiana. È questo il risultato di uno studio di Atomico, venture capital londinese famoso per essere stato fondato da un tal Niklas Zennström - uno dei due fondatori di Skype - ma anche per avere investito in Supercell, la società che ha sviluppato Clash of Clans, valutata 3 miliardi.

 

Su 134 compagnie, 52 vengono dalla Silicon Valley, 27 da altre aree degli Stati Uniti, 26 dalla Cina (questa è una notizia finora sottovalutata) e 21 dall’Europa. Quella di Zennström è una battaglia personale. Qualche mese fa aveva ricordato sul Ft : «Dieci anni fa quando stavo sviluppando Skype dalla Svezia, un potenziale investitore mi disse che avrebbe messo dei soldi a condizione che mi spostassi nella Silicon Valley». Lui non cedette. E Skype funzionò lo stesso. Morale: non è obbligatorio essere nella Valle del Silicio. E ora c’è la prova statistica.

smarteconomy.corriere.it

 

EI TOWER CON UNICREDIT PER LE TORRI WIND

SkypeSkype

( d.pol. ) Entra in manovra anche Ei tower, partecipata al 40% da Mediaset, in vista della scadenza di lunedì 10 novembre, stabilita dalla russa Vimpelcom per il deposito delle offerte non vincolanti propedeutiche alla vendita delle torri di trasmissione della controllata Wind. Secondo fonti di mercato, la società gestita da Guido Barbieri sarebbe già affiancata da Unicredit che entrerà formalmente in partita sia come consulente sia come banca finanziatrice. L’asset è un bel boccone.

 

La valutazione delle 6 mila torri Wind sarebbe attorno 500-600 milioni e l’impegno economico dipenderà dalla quota che Wind metterà in vendita. Intanto Ei towers approfitta delle opportunità sul mercato. In dirittura d’arrivo è infatti l’acquisto di 200 torri nel Centro Sud Italia con un investimento poco sotto i 20 milioni. L’operazione porterà così a 2.900 il numero di siti.

 

silicon valleysilicon valley

LUXOTTICA E GLI OCCHIALI INTELLIGENTI, PRIMA GOOGLE ORA GARMIN

( f.d.r. ) Da Google ai «goggle». L’accordo di collaborazione con Sergey Brin e Larry Page per lo sviluppo di una nuova serie di Google Glass ha aperto una strada che Luxottica ritiene ricca di possibilità. E che va oltre Internet e le mirabolanti possibilità degli occhiali intelligenti di Mountain View. Il marchio americano del gruppo di Leonardo Del Vecchio, Oakley, ha annunciato ieri la firma di un accordo con Garmin, tra i leader mondiali nei terminali per la navigazione satellitare, per lo sviluppo di tecnologia da applicare agli occhiali da sci (in inglese «goggle»).

 

Leonardo Del VecchioLeonardo Del Vecchio

Oakley produce già una «maschera» intelligente, la Airwave, dotata di un microprisma che riflette sull’interno delle lenti meteo, velocità, distanza. Con Garmin studierà l’estensione delle funzionalità del software e l’integrazione negli occhiali da sci della Garmin Virb Elite, una microcamera studiata appositamente per le attività sportive.

 

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