boiardi

DESCALZI LA SPUNTA E RESTA ALL’ENI. SE MARCEGAGLIA MOLLA, ARRIVA DE GENNARO. NON SI TOCCA NULLA ALL’ENEL. DEL FANTE TRASLOCA A POSTE: IL DUCETTO RITIENE CAIO TROPPO INDIPENDENTE – PROFUMO DI FINMECCANICA - RISPUNTA CASTELLANETA. L’AMBASCIATORE SBUCA ALL’ENAV

matteo del fante (4)matteo del fante (4)

 

DAGONOTA

Sulle Poste il braccio di ferro tra Padoan e Renzi vede probabilmente vincitore quest'ultimo. Secondo le ultime dal Palazzo, Caio, considerato troppo indipendente, verrebbe sostituito con Del Fante, oggi ad di Terna e fedelissimo dell'ex premier. Al suo posto a stamattina c'è ancora una terna: Irace, appoggiato dalla Boschi, Camerano e Sperandini.

 

Enrico Marro per il Corriere della Sera

 

Alessandro Profumo al posto di Mauro Moretti. È questa la voce che gira con insistenza da ieri sera - dopo un vertice tra il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell' Economia Pier Carlo Padoan - per la guida di Leonardo (ex Finmeccanica), il colosso pubblico della difesa. Profumo, 60 anni, già amministratore delegato di Unicredit e poi presidente del Monte dei Paschi di Siena (fino al 24 luglio 2015) prenderebbe il posto di Moretti, 63 anni, già numero uno delle Ferrovie dello Stato e dal 15 maggio 2014 amministratore delegato e direttore generale di Leonardo.

 

FRANCESCO CAIO ALESSANDRO PROFUMOFRANCESCO CAIO ALESSANDRO PROFUMO

Se Profumo, attualmente nel cda di Eni e presidente di Equita, diventasse solo ad, per il ruolo di dg probabilmente salirebbe un interno, forse Fabrizio Giulianini, dato nei giorni scorsi come possibile successore di Moretti, o Lorenzo Mariani. Nonostante Moretti avesse rivendicato solo l' altro ieri il gradimento dei mercati verso la sua gestione, nella decisione del governo avrebbe pesato la recente condanna a sette anni in primo grado subita dal manager per la strage ferroviaria di Viareggio del 2009, quando Moretti era appunto ad delle Fs.

 

maria patrizia grieco presidente enelmaria patrizia grieco presidente enel

A uscire di scena potrebbe essere anche Gianni De Gennaro,68 anni, già capo della polizia e dal 2013 presidente di Leonardo. Al suo posto potrebbe arrivare una donna, completando così lo schieramento rosa di presidenze dei grandi gruppi pubblici.

 

Le scelte concordate ieri da Gentiloni e Padoan non riguardano solo Leonardo, ma il resto dei vertici in scadenza delle grandi aziende pubbliche: Eni, Enel, Poste, Enav, Terna. Già oggi il Tesoro potrebbe presentare le liste per i rinnovi dei consigli amministrazione di Eni, Enel, Poste e forse Enav, mentre per Terna il compito spetta formalmente alla Cassa depositi e prestiti.

ALBERTO 
IRACE 
ALBERTO IRACE

 

Per Eni ed Enel si andrebbe verso la riconferma degli amministratori delegati, rispettivamente Claudio Descalzi e Francesco Starace. Per le presidenze, all' Eni, nel caso non dovesse essere riconfermata Emma Marcegaglia, potrebbe essere ripescato proprio De Gennaro. Per l' Enel dovrebbe restare al suo posto Patrizia Grieco.

 

Cambiamenti in vista, invece, alle Poste, dove prende consistenza l' avvicendamento tra Francesco Caio e l' attuale amministratore delegato di Terna, Matteo del Fante, che per i suoi trascorsi in Cassa depositi e prestiti avrebbe tutte le carte in regola per gestire la seconda tranche di privatizzazione. In corsa per coprire l' eventuale posto lasciato libero da Del Fante ci sarebbero, tra gli altri, l' attuale ad di Acea, Alberto Irace, quello di A2A Valerio Camerano e il direttore finanziario di Poste, Luigi Ferraris.

 

luisa-todiniluisa-todini

Alla presidenza di Poste attende una riconferma Luisa Todini. Per quella dell' Enav (assistenza al volo) potrebbe invece arrivare, al posto di Ferdinando Falco Beccalli, l' ambasciatore Giovanni Castellaneta, già presidente della Sace mentre sarebbe confermata nel ruolo di amministratore delegato Roberta Neri.

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?