1. SUL DESTINO PERICOLANTE DI BEBÈ BERNABÈ MANCAVA SOLO L’INCAZZATURA BESTIALE DEL QUARTIER GENERALE DI BERSANI PER LO SHOW SU LA7 DI BERLUSCONI DA SANT’EURO (IN TELECOM GODE DELL’APPOGGIO SOLO DI BAZOLI: IL NO DI COLAO E GUERRA) 2. C’È CHI PENSA CHE LE OFFERTE PERVENUTE FINORA PER LA7 SIANO SOLTANTO UN BLUFF. E A MENARE IL TORRONE NON SIA PER CASO LO STESSO BERNABÈ CHE ANCHE A COSTO DI VORAGINI SEMPRE PIÙ GRANDI CONSIDERA ANCORA “LA7” LA SUA ARMA SEGRETA 3. IL DESTINO DEL BERSANIANO MAURO MORETTI: FINMECCANICA O MINISTRO DEI TRASPORTI? LA SECONDA CHE HAI DETTO. MA MONTEZEMOLO NON SARÀ PER NULLA D’ACCORDO 3- MCKINSEY PASSERA CORRE IN SOCCORSO DEL “SUO” MONTI-ICE, POCO FILATO DAL MONTI 4- CHE CI FACEVANO PELLICCIOLI E DRAGO, I DUE BOSS DEL GRUPPO DE AGOSTINI CHE DETIENE IL 2,4% DI GENERALI, ALLO SHOWCASE LONDINESE DELL’AD MARIO GRECO, I BADANTI? 5- LA DISCESA IN POLITICA DI MUCHETTI NON HA FATTO PER NIENTE FELICE CESARE GERONZI

1- PER BERNABÈ MANCA VA SOLO L'INCAZZATURA DI BERSANI PER LO SHOW SANTORO-BERLUSCONI
Per Franchino Bernabè non è un momento facile.
Anche lui come altri manager di grandi aziende è sconcertato dallo spettacolo della politica e cerca di capire quale sarà il suo destino nel caso arrivasse un Governo Bersani con l'appoggio determinante di Mario Monti.

A differenza degli altri big dell'industria, il manager di Vipiteno non si è schierato apertamente a favore del leader Pd e nemmeno del Professore di Varese. Franchino è troppo furbo per non capire che una scelta di campo sbagliata potrebbe costargli cara, ma la politica entrerà tra gli argomenti principali del consiglio di amministrazione di Telecom che si svolge oggi.

Dopo quello del 6 dicembre quando fu buttata nel cestino l'offerta del faraone Sawiris, l'incontro odierno rappresenta la prima occasione per una ricognizione completa sui grandi temi che toccano l'azienda. Ciascuno di essi ha inevitabili implicazioni politiche a cominciare dall'annosa questione dello scorporo della rete che sarebbe il colpo d'ala di Bernabe' per portare a 27,5 miliardi l'indebitamento del Gruppo.

Ma sullo scorporo le bocce non rotolano alla velocità desiderata. Non è infatti immaginabile che il previsto intervento della Cassa Depositi e Prestiti possa avvenire in tempi accelerati. A frenare l'operazione ci sono le forti obiezioni sul ruolo sempre più pervasivo della Cassa presieduta dall'inquieto Franco Bassanini che sta ormai pensando al rinnovo del suo mandato in scadenza.

Da parte sua Bernabè sa benissimo che questa è l'unica strada percorribile per risollevare le sorti di Telecom (il cui titolo in borsa, che Tronchetti vendette a 2 euro, oggi è a 0,7 centesimi) che come gli altri competitor europei deve misurarsi con un mercato della telefonia mobile ormai saturo. Questo avviene non solo in Italia dove il delirio dei telefonini ha assunto proporzioni grottesche, ma anche in Paesi come la Spagna nella quale il colosso Vodafone pensa di mettere per strada 800 dipendenti.

Che la situazione sia drammatica l'hanno capito anche a Bruxelles dove i top manager si sono riuniti con il Commissario alla Concorrenza, Joaquin Almunia, manifestando una profonda frustrazione (così ha scritto il "Financial Times") per la congiuntura economica sempre più sfavorevole.

Secondo il quotidiano inglese in quella sede è emersa l'idea di un network a livello europeo tra i big del settore, cioè un'infrastruttura telefonica di portata europea per condividere le reti, ma sembra che questo progetto non sia destinato al successo.
Da qui l'intenzione di Franchino di non mollare la presa sullo scorporo della Rete Telecom e a questo proposito ha incaricato il manager Pietro Labriola di portare avanti una proposta che non sollevi le ire degli altri competitor presenti in Italia.

L'incarico a Labriola, che è entrato in Telecom nel 2001 dopo aver ricoperto incarichi in Boston Consulting e Infostrada fino a diventare nell'aprile 2011 direttore business, conferma la volontà di Bernabè di non mollare la presa su un tema vitale per l'azienda.
Ai consiglieri che si riuniscono oggi Franchino vuole dimostrare la sua volontà di andare avanti smentendo le insinuazioni maliziose riprese oggi dal "Corriere della Sera" su Colao Meravigliao e Andrea Guerra di Luxottica come nomi papabili per la sua successione (i due hanno privatamente smentito la proposta).

La vera spina nel fianco di Bernabè è comunque la vendita de "La7", l'emittente televisiva sulla quale i possibili acquirenti (Claudio Sposito e Urbano Cairo) stanno facendo un gioco al ribasso. C'è addirittura chi comincia a parlare della messa in liquidazione della società che continua a perdere quattrini e a creare un'infinità di problemi.

Il successo di ascolti registrato nel programma di Santoro non ha portato serenità ai piani alti di Telecom, anzi ha provocato un'incazzatura bestiale nel quartier generale di Bersani che da quel momento ha visto ripiegare i sondaggi in suo favore.

A Franchino, che conosce le sfumature della politica forse meglio dei bilanci, non sfugge l'irritazione profonda che serpeggia nel quartier generale del Pd. Da qui la necessità di sciogliere rapidamente il nodo de "La7" portandola fuori dal perimetro di Telecom. Allo stato attuale è un'operazione impossibile e c'è chi pensa che le offerte pervenute finora siano soltanto un bluff. Adesso si tratta di capire se il bluff riguarda soltanto i potenziali acquirenti oppure se a menare il torrone non sia per caso lo stesso Bernabè che anche a costo di voragini sempre più grandi considera ancora "La7" la sua arma segreta.

2- IL DESTINO DEL BERSANIANO MAURO MORETTI: FINMECCANICA O MINISTRO DEI TRASPORTI? LA SECONDA CHE HAI DETTO. MA COME LA PRENDERA' MONTEZEMOLO?
Gli uscieri del palazzo-obitorio delle Ferrovie dello Stato e quelli di Ntv, la società dei treni "Italo" ogni mattina si incontrano in un bar dalle parti di Porta Pia per parlare di politica.
In pratica hanno costituito una sorta di "collettivo" che ha il compito di valutare giorno per giorno i comportamenti e le mosse dei loro top manager.

Per quanto riguarda le Ferrovie i membri del collettivo di antica estrazione Cgil sono preoccupati per il destino di Mauro Moretti. Da quando la Procura di Lucca lo ha rinviato a giudizio per la strage di Viareggio, Moretti è apparso più vacillante del solito. Un segno evidente si è percepito durante l'inaugurazione a Torino della nuova stazione di Porta Susa dove il manager di Rimini si e'defilato lasciando al superfluo presidente Lamberto Cardia il compito di caracollare intorno a Mario Monti.

In realtà Moretti, per il quale era stata ipotizzata dai giornali una discesa in campo, preferisce tenersi acquattato. Davanti a sé ha due alternative ancora nebulose. La prima è diventare ministro dei Trasporti nel prossimo governo mettendo sul piatto i successi dell'Alta Velocità. La seconda è salire al vertice di Finmeccanica sulla poltrona occupata, a dispetto della logica industriale e dell'etica, da Giuseppe Orsi.
Secondo gli uscieri delle Ferrovie Moretti avrebbe già comunicato informalmente a Bersani di privilegiare l'ipotesi di un incarico ministeriale che sarebbe il coronamento di un sogno e della carriera.

Qui però entrano in campo i rappresentanti di Ntv nel "collettivo" segreto che si riunisce ogni mattina nel bar di Porta Pia per i quali non è immaginabile che Luchino di Montezemolo, pur emarginato dal ruolo di protagonista politico, alzi la paletta verde per favorire la nomina del suo avversario. I due si sono scontrati in maniera furibonda per troppi mesi e il risultato più evidente è stato lo stop sull'Authority dei Trasporti.

A farsi interprete del dissenso di Ntv su Moretti ministro sarà sicuramente Carlo Calenda, il 42enne manager che ha brigato come un ossesso per portare nella lista Monti la pattuglia degli uomini che dovranno presidiare gli interessi di Luchino e dei suoi compagni di merenda.

Dal giugno 2008 il buon Calenda è entrato nella società dei treni come direttore generale dell'Interporto Campano ed è difficile che una volta in Parlamento possa lasciarsi alle spalle le esperienze che lo hanno portato negli anni in Ferrari e in Confindustria. E quando il "collettivo" degli uscieri delle Ferrovie ha sollevato la questione dell'incompatibilità per conflitto di interessi, gli uomini di Ntv hanno portato l'esempio di altri manager e imprenditori come Bombassei che in caso di elezioni non rinuncerebbero mai a lasciare i loro incarichi.

3- PASSERA CORRE IN SOCCORSO DEL "SUO" MONTI-ICE, POCO FILATO DAL MONTI-PREMIER

C'è un manager napoletano di 44 anni che ieri ha vissuto una giornata di gloria.
È Riccardo Monti, l'uomo che a maggio dell'anno scorso è stato nominato alla guida dell'Ice per volontà di Corradino Passera e soprattutto della moglie-regina del ministro, Giovanna Salza. Ignorando le contestazioni dei dipendenti che protestavano davanti ai cancelli della sede di viale Listz, il Monti dell'Ice ha fatto gli onori di casa al suo omonimo di Palazzo Chigi e a Corradino Passera che ieri per la prima volta dopo giorni di gelo sono apparsi uniti e sorridenti per manifestare il loro sostegno all'Istituto che cura la promozione del made in Italy.

L'arrivo del Professore di Varese sembra aver messo la parola fine sulle traversie dell'Agenzia che durante l'ultimo governo Berlusconi ha rischiato la chiusura nel famoso pacchetto "Taglia-Enti".

A dire il vero il Monti Premier ha ascoltato il Monti Ice in modo distratto dedicando più attenzione al telefonino e al caffè che non alle strategie indicate nel nuovo Piano nazionale dell'export. A salvare la credibilità del "carrozzone" ci ha pensato Corradino Passera che con un colpo di ingegno da ex-banchiere ha lanciato l'idea di una Export Bank da aggiungere agli strumenti di sostegno alle imprese esportatrici.
E come ciliegina sulla torta ha aggiunto non a caso che la nuova banca, ispirata al modello americano, sarà architettata dalla solita McKinsey.

4- CHE CI FACEVANO PELLICCIOLI E DRAGO, ALLO SHOWCASE A LONDRA DI MARIO GRECO, I BADANTI?
Avviso ai naviganti N.1: "Si avvisano i signori naviganti che a New York è atteso da un momento all'altro l'arrivo di Andrea Greco, il manager "tedesco" che si sta dando un gran da fare per rivoltare come un guanto le Generali di Trieste.

La missione americana è il secondo appuntamento con gli investitori che lunedì scorso sono accorsi in 200 all'hotel Four Seasons di Londra uscendo dall'incontro piuttosto delusi. Molti analisti italiani che lavorano nella City si sono chiesti per quale ragione fossero presenti in sala anche Lorenzo Pelliccioli e Drago, i due boss del gruppo De Agostini che detiene il 2,4% della Compagnia di Trieste.

La loro presenza è apparsa piuttosto anomala quasi volessero esercitare il ruolo di badanti nei confronti di Greco e della sua politica.

5- LA DISCESA IN POLITICA DI MUCHETTI NON HA FATTO FELICE CESARE GERONZI

Avviso ai naviganti N.2: "Si avvisano i signori naviganti che Cesarone Geronzi è un po' abbacchiato.
Dopo il lancio a Roma e Milano del libro "Confiteor" il co-autore Massimo Mucchetti ha deciso di scendere in politica e di privilegiare i comizietti (come quello di ieri sera davanti alla Gruber) rispetto alla lucidità dei suoi scritti.

La conversione dell'ex-editorialista-guru del "Corriere" ha scombinato il programma delle presentazioni del libro che la casa editrice Feltrinelli aveva previsto con puntate a Torino, Lodi, Brescia e Napoli.
In quella di Torino l'intenzione era di estendere l'invito anche a Sergio Marpionne con il quale Geronzi si sarebbe misurato volentieri".

 

berlusconi, santoroSANTORO MATTATORE E BERLUSCONI LEONE Franco BernabèFRANCO BASSANINI ALBERTO NAGELGiovanni Bazoli andrea guerra luxottica jpeg7 pap11 vittorio colaoCLAUDIO SPOSITOURBANO CAIRO MAURO MORETTI Bersani-MontezemoloCARLO CALENDA CORRADO PASSERA E MARIO MONTI Cesare Geronzi Riccardo-MontiNagel e Pelliccioli MARIO GRECO PALLADIO MARCO DRAGO ROBERTO MENEGUZZOMucchetti Geronzi

Ultimi Dagoreport

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI È SOLA INSIEME A QUEL PUZZONE DI ORBAN A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO - NEL MENTRE, A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…