deutsche bank abramovich

DEUTSCHE BANK, LA "LAVATRICE" DEI SOLDI DI ABRAMOVIC? - LE AUTORITA' TEDESCHE ACCUSANO L'ISTITUTO FINANZIARIO DI AVER COPERTO LE OPERAZIONI DI RICICLAGGIO DEI SOLDI DELL'OLIGARCA RUSSO VICINO A PUTIN (DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN UCRAINA, È STATO ANCHE COLPITO DALLE SANZIONI) - NON È LA PRIMA VOLTA CHE DEUTSCHE BANK CHIUDE GLI OCCHI E NON FA PARTIRE L'ALERT IN MERITO ALLE OPERAZIONI SOSPETTE: NEGLI ULTIMI ANNI, HA DOVUTO PAGARE PIÙ VOLTE SANZIONI PER SEGNALAZIONI TARDIVE - LA MULTA DA 7 MILIONI INFLITTA ALLA BANCA PER TRANSAZIONI RICONDUCIBILI A UNO ZIO DELL’EX DITTATORE ASSAD (ANCHE LUI VICINO A PUTIN)

BUFERA SU DEUTSCHE BANK INCHIESTA PER RICICLAGGIO SUGLI AFFARI DI ABRAMOVIC 

Estratto dell'articolo di Tonia Mastrobuoni per “la Repubblica” 

 

deutsche bank 3

Un nuovo scandalo ha travolto Deutsche Bank. Quindici anni fa Josef Ackermann era ancora considerato il "banchiere più pericoloso del mondo" secondo una celebre definizione di un ex capo economista del Fmi. Da allora il colosso di Francoforte ha cambiato i suoi capi ma non la sostanza, inanellando una serie di scandali che hanno lambito un po' tutte le sfere della finanza.

 

Ieri mattina alle dieci il quartier generale, la celebre doppia torre ribattezzata ironicamente "attivi" e "passivi", pullulava di nuovo di inquirenti della procura. Il sospetto è che la maggiore banca tedesca abbia riciclato denaro sporco. E per uno dei più famigerati oligarchi putiniani, Roman Abramovic. 

 

roman abramovich e vladimir putin 4

I funzionari tedeschi sono sospettati di aver segnalato in ritardo alle autorità competenti operazioni sporche legate alle aziende dell'oligarca. Abramovic è sulla lista delle sanzioni anti russe dell'Unione europea. Deutsche Bank si è limitata a comunicare a denti stretti che «è in corso negli uffici un'azione della procura di Francoforte». 

 

Sul riciclaggio di denaro sporco, Deutsche Bank è recidiva: nel 2022 gli uomini dell'autorità di vigilanza Bafin e quelli della procura avevano già perquisito i suoi uffici a causa di altre segnalazioni su operazioni sporche arrivate in ritardo. La Bafin aveva mandato poi sporadicamente un incaricato speciale per accertarsi che la vigilanza sul riciclaggio funzionasse meglio. E il consiglio di sorveglianza aveva deciso alla fine di punire i suoi top manager per i mancati obiettivi raggiunti sul fronte della lotta al riciclaggio, con una robusta sforbiciata agli stipendi. [...]

 

deutsche bank 1

Oggi, nonostante un deciso taglio, gli strumenti speculativi che ha in pancia, oltre 40mila miliardi di euro, valgono un multiplo del Pil tedesco. Negli ultimi vent'anni la reputazione di Deutsche Bank è stata funestata da scandali che hanno toccato truffe sui titoli tossici, operazioni truccate sui tassi di interesse dei mercati (il Libor e gli Euribor) e vari casi di riciclaggio per i quali è stata multata anche dalle autorità americane. 

 

L'attuale ad, l'austero Christian Swing, ha promesso di riportare la banca in acque più tranquille, di ripulirla dalla pessima nomea derivata anche dal tentativo di scimmiottare negli anni 2000, quelli della deregulation, le grandi banche d'affari americane. Tanto che l'istituto tedesco ha meritato una citazione nel film sulla crisi del 2008: "La grande scommessa". [...]

 

SCANDALO RICICLAGGIO ALLA DEUTSCHE BANK: COINVOLTO ABRAMOVICH 

Estratto dell'articolo di Mara Gergolet per il “Corriere della Sera” 

 

deutsche bank

[...] Al centro dell’inchiesta ci sarebbero ancora una volta presunte omissioni nella prevenzione del riciclaggio di denaro: riguardano uno dei migliori ex clienti della banca, il miliardario russo Roman Abramovich, colpito dalle sanzioni dell’Unione europea dal marzo 2022. Secondo la Süddeutsche Zeitung , Deutsche Bank avrebbe trasmesso in ritardo alle autorità una o più segnalazioni di operazioni sospette legate a società riconducibili all’oligarca. 

 

La procura specializzata in reati economici di Francoforte indaga insieme all’Ufficio federale di polizia criminale (BKA) contro «ignoti responsabili e dipendenti di Deutsche Bank». Non sono stati forniti dettagli né sulle transazioni effettuate tramite la banca né sul loro volume. 

DEUTSCHE BANK PERQUISIZIONI A FRANCOFORTE

 

L’istituto fa sapere di collaborare pienamente. Secondo la stampa tedesca, in ambienti del gruppo si sostiene che le indagini riguardino movimenti risalenti agli anni dal 2013 al 2018. Il titolo ieri ha perso in Borsa il 2 per cento. 

 

Le banche sono obbligate a comunicare immediatamente alle autorità competenti le operazioni sospette; già la tardiva segnalazione può comportare sanzioni milionarie. In questo caso, sarebbero coinvolti sia pagamenti transitati attraverso una banca corrispondente russa, sia un precedente rapporto diretto con società riconducibili ad Abramovich. 

 

DEUTSCHE BANK PERQUISIZIONI A FRANCOFORTE

La procura generale di Francoforte ha da tempo nel mirino l’oligarca. Nel 2025 aveva confermato l’esistenza di un procedimento penale «contro un imprenditore 58enne della Federazione Russa» per sospetta violazione della legge sul commercio estero. 

 

Secondo i documenti Ue sulle sanzioni, Abramovich avrebbe messo al sicuro il proprio patrimonio anche grazie agli stretti legami con il presidente russo Putin, ed è stato costretto, in seguito alle misure restrittive, a cedere le proprie quote del club calcistico Chelsea.[...]

roman abramovich e vladimir putin 2

 

Negli ultimi anni Deutsche Bank ha dovuto pagare più volte sanzioni per segnalazioni tardive di operazioni sospette. Tali erano le violazioni che l’autorità di vigilanza finanziaria tedesca, la BaFin, aveva nominato tra il 2018 e la fine del 2024 un commissario speciale incaricato di monitorare i progressi dell’istituto. 

 

Di recente, alla banca è stata inflitta una multa da 7 milioni di euro per transazioni riconducibili a uno zio dell’ex presidente siriano Bashar al Assad. Ma evidentemente, non era l’ultimo caso. 

roman abramovich e vladimir putin 1

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...