LO ''SHITSHOW'' DI DOLCE & GABBANA NON È GROSSO MA GIGANTESCO: LA CINA VARREBBE UN TERZO DEL FATTURATO DEL GRUPPO. DOLCE, CHE È IL VERO PADRONE DEL BRAND (CONTROLLA TRA IL 70 E IL 90%) SAREBBE STATO VISTO PIANGERE. A MILANO SI PARLA DI UN DIVORZIO PROFESSIONALE TRA I DUE - I NEGOZI CINESI SERVONO SOPRATTUTTO COME PROMOZIONE: IL GROSSO SI INCASSA ONLINE. E L'ORDINE DELLE AUTORITÀ DI PECHINO È CRUDELE: LASCIATELI APERTI PERCHÉ…

stefano gabbana

 

 

1. È DOLCE IL VERO PADRONE DEL BRAND: SEPARAZIONE SOCIETARIA IN VISTA?

Dagonews

 

Domenico Dolce è il vero padrone del brand: dovrebbe controllare tra il 70 e il 90 per cento della società. Da Shangai dicono di averlo visto piangere nei corridoi del quartier generale di #TheGreatShow ormai trasformato in #TheShitshow. E a Milano circola la voce di un imminente divorzio professionale tra i due.

 

Non per nulla il fidanzato di Stefano che si chiama Luca Santonastaso e di solito è attivissimo sui social nel difendere Gabbana, stavolta è prudente: si limita a prendere in giro Chiara Ferragni che ha commentato la notizia del disastro di Shanghai con un lapidario “KARMA”. La sua Ig Story di oggi si apre con un “STAI KARMA” è poi c'è la solita foto di Fedez che piange e sotto il posto “Le hai chiesto la mano e ti ha dato il piede” @Karma.   Insomma cazzate.

 

Il fatto grave è che un terzo del giro d'affari di D&G viene dalla Cina dove da oggi non è più possibile comprare nulla del marchio sulle varie piattaforme internet dove i cinesi fanno il 90 per cento dei loro acquisti. I negozi hanno infatti una mera funzione promozionale e D&G ne hanno tantissimi in Cina.

 

Costano tra l'altro un botto e pare che l'ordine governativo sia di lasciarglieli aperti per far loro spendere inutilmente un sacco di soldi. Gli esperti di politica economica cinese dicono che questa è solo la prima di tante rappresaglie: potrebbe anche partire un serio boicottaggio internazionale. Insomma  il merdone pestato da Stefano Gabbana non è grosso ma gigantesco. 

stefano gabbana nega di aver scritto insulti ai cinesi 6

 

 

 

2. BUFERA DOLCE E GABBANA: "SONO RAZZISTI E SESSISTI". E SALTA LA SFILATA-KOLOSSAL

Daniela Fedi per www.ilgiornale.it

 

A far divampare un incendio senza precedenti nel mondo della moda sono stati i netizen, ovvero le persone che secondo Wikipedia «partecipano attivamente alla vita di Internet contribuendo e credendo fermamente nella libertà di espressione».

 

Una di loro lunedì scorso ha visto su Weibo (il sito di microblogging che in Cina sostituisce e unifica i social media) tre filmati lanciati da Dolce & Gabbana in occasione di «The Great Show»: una sfilata-evento in programma ieri sera nei mastodontici spazi di Expo Shangai.

 

Si dice che il magico duo abbia investito 12 milioni di euro per mettere in piedi un vero e proprio kolossal con 1500 invitati provenienti da tutto il mondo, 500 abiti cuciti e ricamati a mano sul corpo di 400 tra modelle e performer che avrebbero dovuto dar vita a uno spettacolo in tre atti della durata di un'ora. Tra le voci di spesa ci sarebbero anche i tre filmati girati nel ristorante cinese Maoji di Piazza Aspromonte a Milano.

stefano gabbana nega di aver scritto insulti ai cinesi 4

 

Tra lanterne rosse, dragoni e ventagli arriva una ragazza dagli occhi a mandorla che tenta di mangiare con le bacchette in un film la pizza, in un altro gli spaghetti e nel terzo un gigantesco cannolo siciliano dalla forma inequivocabilmente fallica. Come se questo non bastasse una voce maschile fuori campo le chiede in cinese «È troppo grande per te, vero?». La netizen Michaela Phung Thanh Tranova che vive a Londra ed è di origini asiatiche, dopo aver visto il filmato ha scritto un messaggio sul seguitissimo profilo Instagram di Stefano Gabbana accusandolo di razzismo, sessismo, ignoranza e mancanza di rispetto della moderna cultura cinese. Con sua grande sorpresa dal profilo sono arrivate risposte a raffica con insulti di vario tipo (da «stupida» a «cagna» se così vogliamo tradurre «bitch») e con la minaccia di dichiarare ai quattro venti che la Cina è un paese di «m...da» (la parola è stata sostituita con 5 disegnini di cacche sorridenti) dove si mangiano i cani, tutti sono ignoranti e c'e una schifosa puzza di mafia.

domenico dolce stefano gabbana terry richardson

 

L'esterrefatta Michaela ha immediatamente girato lo screenshot dei messaggi all'account Instagram @Diet_Prada seguitissimo dal popolo della moda perché i suoi due creatori, Lindsey Shuyler e Tony Lin, non guardano in faccia a nessuno quando devono denunciare copiature, scivoloni di gusto, gaffe e nefandezze del settore. Apriti cielo. I film sono stati ritirati da Weibo dove per altro in poche ore ci son state 120 milioni di visualizzazioni. Tutti hanno potuto leggere e indignarsi. Le agenzie di modelle hanno disdetto le prenotazioni, star come Zhang Ziyi e Li Bingbin hanno rispedito al mittente l'invito cosa che ha fatto anche Angelica Cheung, direttrice di Vogue China.

luca santonastaso

 

A questo punto l'evento è stato cancellato dall'ufficio degli affari culturali cinesi con l'appoggio della potentissima lega della gioventù. Stefano Gabbana ha subito dichiarato che il suo profilo IG e quello dell'azienda hanno subito l'attacco degli hacker e la scritta «NOT ME» a caratteri cubitali rossi ha coperto buona parte dei messaggi offensivi. Poi è anche arrivata una dichiarazione dei due designer: «Il nostro sogno era realizzare a Shanghai un evento che fosse un tributo alla Cina, che raccontasse la nostra storia e la nostra visione.

luca santonastaso e stefano gabbana

 

Non sarebbe stata una semplice sfilata ma una cosa creata con amore e passione proprio per la Cina e per tutte le persone che al mondo amano Dolce & Gabbana. Ciò che è accaduto oggi è davvero spiacevole non solo per noi ma per tutti coloro che hanno lavorato notte e giorno per dar vita a questo progetto. Dal profondo del cuore vogliamo esprimere la nostra gratitudine a tutti coloro che avrebbero condiviso con noi questo momento».

 

Impeccabile a dir poco, la dichiarazione ha diviso il mondo della moda in due. C'è chi dice che il testo è opera di una super crisis unit, di quelle che riescono a far passare le notizie di disastri economici e ambientali per semplici bagatelle. «Stefano è fatto così» dice un amico di Domenico chiedendo di mantenere l'anonimato perché i due sono notoriamente permalosi e vendicativi.

 

DOLCE E GABBANA PIZZA FRITTA

Altri dicono che di tutto li puoi accusare tranne di far male i vestiti e di non essere bravi nel gestire il business. Per cui non avrebbero mai fatto un simile autogol visto che dalla Cina dovrebbe arrivare il 30 per cento del loro enorme giro d'affari. Certo non ha torto Carlo Capasa, presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana quando dice: «Questo potrebbe essere un danno per tutto il made in Italy».

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte vladimir putin marco travaglio elly schlein beppe grillo

DAGOREPORT – CARO CONTE... MA PERCHÉ NON TE NE VAI A FARE IN CULO?! - NEL PARTITO DEMOCRATICO CRESCE UNA FRONDA SOTTERRANEA DI CHI VUOLE MOLLARE PEPPINIELLO AL SUO DESTINO DI “RAS-PUTIN” – AL NAZARENO, NONOSTANTE LA LINEA “TESTARDAMENTE UNITARIA” (SENZA M5S NON SI VINCE) DI ELLY SCHLEIN, MOLTI VORREBBERO ANDARE A VEDERE IL BLUFF DELL’EX PREMIER: SE VUOLE INTESTARDIRSI SU POSIZIONI FILO-RUSSE E ANTI-EUROPEE (NO AL FONDO SAFE PER LA DIFESA), FACCIA PURE, MA SAPPIA CHE ANDARE DA SOLO AL VOTO NON CONVIENE AL M5S NE' ALLA SUA OSSESSIONE DI TORNARE A PALAZZO CHIGI (CONTE METTERÀ SEMPRE IL VETO A CHIUNQUE NON SI CHIAMI CONTE) - A CONDIZIONARE IL LEADER M5S NON È DI DI BATTISTA, MA LA LINEA INTRANSIGENTE DI TRAVAGLIO, VERO IDEOLOGO DELLA GALASSIA PENTASTELLATA - LE CHIAMATE DI BEPPE GRILLO AI PIDDINI PER SABOTARE IL "CAMALEONTE CON LA POCHETTE'' - AMORALE DELLA FAVA: ORA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI È PRONTA A PERDERE, IL CENTROSINISTRA NON È PRONTO A VINCERE. 'STO "CAMPO LARGO" A PALAZZO CHIGI DIVENTA CAMPO SANTO IN SEI MESI... - VIDEO

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - LE ULTIME SPERANZE DELL’IRRIDUCIBILE LUIGI LOVAGLIO DI SALVARE MPS DALL’OPAS DI INTESA SONO APPESE ALLA FUSIONE CON MEDIOBANCA, CHE INGLOBEREBBE L’OGGETTO DEL DESIDERIO DI TUTTI I PROTAGONISTI DEL RISIKONE: IL 13% DI GENERALI - OLTRE ALLA DELFIN DI MILLERI, A DAGOSPIA RISULTA IN GRAN MOVIMENTO IL CEO DEL LEONE DI TRIESTE, PHILIPPE DONNET, PRESSO I FONDI DI INVESTIMENTO, COME GIÀ SUCCESSE CON LA RESURREZIONE DI LOVAGLIO PER SBARRARE LA STRADA A CALTAGIRONE - SE FALLISSE LA FUSIONE MPS-MEDIOBANCA, A PIAZZA AFFARI C’È CHI IPOTIZZA UN’OPA SU PIAZZETTA CUCCIA, CHI CONGETTURA OPERAZIONI CHE COINVOLGEREBBERO BANCA GENERALI - UNA COSA È CERTA: PIÙ SI ANDRÀ AVANTI E PIÙ L’ASTICELLA DEL RISIKO SI IMPENNERÀ, PERCHÉ SOCI E GRANDI FONDI DOVRANNO SCEGLIERE: MESSINA O DONNET? BANCA INTESA CHE PRENDE LA LEVA DI COMANDO DI GENERALI (SALVO PROBLEMI CON L'ANTITRUST) O TRASFORMARE IL LEONE DI TRIESTE IN UNA VERA PUBLIC-COMPANY?

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO