christine lagarde mario draghi

DI MARIO IN PEGGIO - CHRISTINE LAGARDE OMAGGIA DRAGHI CITANDO “ANTHEM” DI LEONARD COHEN. QUELLA DEL “C’È UNA CREPA IN OGNI COSA, ED È DA LÌ CHE ENTRA LA LUCE”. MA CHI È LA CREPA? E CHI LA LUCE? - SCHÄUBLE CEDE L’ONORE DELLE ARMI ALL’EX NEMICO: “AVEVAMO PARERI DIVERSI, MA HA SALVATO L’EURO. IL COMPORTAMENTO DEI GOVERNI È UN PROBLEMA MOLTO PIÙ GRAVE DI QUANTO NON FACCIA MARIO DRAGHI” – VIDEO

 

 

 

Lagarde omaggia Draghi citando 'Anthem' di Leonard Cohen

mario draghi christine lagarde

(AWE/LaPresse) - "Ring the bells that still can ring. Forget your perfect offering. There is a crack in everything. That's how the light gets in", in italiano "suona le campane che ancora possono suonare. Dimentica la tua offerta perfetta. C'è una breccia in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce". E' con le parole di 'Anthem' di Leonard Cohen, che Christine Lagarde ha omaggiato il suo predecessore alla presidenza della Bce, Mario Draghi.

 

Draghi, l’ex ministro Schäuble: «Avevamo pareri diversi, ma lui ha salvato l’euro»

Paolo Valentino per il “Corriere della Sera”

 

wolfgang schaeuble schauble 4

«Mario Draghi è uno dei più stimati esperti di politica monetaria. Grazie a lui l’euro ha giocato un ruolo di primo piano nelle strutture monetarie internazionali. E in una fase critica, in cui gli Stati non ce l’avrebbero fatta da soli, ha fatto molto per stabilizzare la moneta unica».

 

SCHAUBLE CIAMPI

Wolfgang Schäuble è stato fino al 2017 il leader di fatto dell’opposizione politica e intellettuale a Mario Draghi. Da ministro delle Finanze della Germania, Schäuble non ha infatti mai nascosto le sue riserve sulla linea espansionistica perseguita dal presidente della Bce. Alla vigilia della cerimonia con cui oggi i leader europei ringrazieranno Draghi per il suo lavoro, l’attuale presidente del Bundestag ha reso l’onore delle armi al professore italiano, pur riproponendo in toto i temi del suo dissenso.

 

Lei è stato l’avversario di Mario Draghi e viceversa?

«No. Avevamo compiti diversi e non sempre eravamo dello stesso parere. Ma i nostri rapporti erano buoni e io ho sempre rispettato lui e l’indipendenza della Banca Centrale. Non ho l’esperienza che ha Draghi nella politica monetaria, ma ho molta esperienza in politica.

wolfgang schaeuble schauble 3

 

Con lui siamo stati sempre d’accordo che molte difficoltà possono essere risolte solo con riforme economiche e del mercato del lavoro e tocca agli Stati membri dell’Ue realizzarle. Questo non può farlo la Bce, la responsabilità è dei singoli Stati. Mario Draghi lo ha sempre ribadito durante tutta la durata del suo incarico».

 

Ma il punto è che, a suo avviso, la politica monetaria di Draghi ha reso più facile per gli Stati evitare le riforme. È così?

christine lagarde mario draghi 4

«Questa era e rimane la mia obiezione critica».

 

Perché?

«Perché la politica tende sempre a prendere le decisioni impopolari soltanto quando non c’è più un’alternativa più facile. E io considero questo comportamento dei governi un problema molto più grave di quanto non faccia Mario Draghi».

 

DRAGHI SCHAUBLE 4280-a789-2fddfc41b407

Draghi ha salvato o no l’euro con la celebre frase del luglio 2012, che la Bce avrebbe fatto “whatever it takes” per sostenere la moneta unica?

«In quel momento fu decisivo per stabilizzare e tranquillizzare i mercati. Questo è incontestabile».

 

mario draghi

Alcuni però dicono che Draghi ha salvato l’euro, ma ha fallito sull’inflazione. È d’accordo?

«Su questo non mi permetterei nessun giudizio, entrerei nell’ambito delle competenze della banca centrale. Nel dibattito tedesco ho sempre detto che essa deve muoversi nel quadro del suo mandato, cioè la stabilità dei prezzi. La banca non ha un mandato politico generale, non avendo legittimazione democratica.

christine lagarde mario draghi 3

 

Ma su come essa assolve il suo mandato è del tutto indipendente e la politica deve rispettarla. Ripeto, è vero che io e Draghi sulla valutazione del moral hazard abbiamo opinioni divergenti. Ma perché no? Abbiamo discusso apertamente a quattr’occhi sulle riforme che gli Stati dovevano fare. Talvolta a questo scopo sarebbe stata necessaria una maggiore pressione: fin quando ci sono strade più facili, è forte la tentazione di non fare la cosa giusta.

DRAGHI SCHAUBLE .w_l

 

christine lagarde mario draghi 1

In tutti i Paesi dov’era necessario un programma di aiuti, sono cambiate le maggioranze politiche: Irlanda, Portogallo, Spagna, Cipro e Grecia. Un prezzo alto naturalmente. La Grecia che all’inizio voleva evitarle alla fine ha fatto riforme anche dolorose e oggi economicamente sta di nuovo meglio».

 

Isabel Schnabel, da poco nominata dal governo tedesco nel direttorio della Bce, dice che in Germania viene alimentata una narrazione pericolosa, secondo cui la Bce ruba i soldi dei risparmiatori tedeschi. Non pensa di aver contribuito anche lei, sia pure senza volerlo, a rafforzarla?

wolfgang schaeuble schauble 2

«No».

 

Ma è stato lei ad accusare la Bce di aver favorito il successo dell’AfD, il partito di estrema destra.

«Non ho detto così. Ma naturalmente bisogna notare che questa politica monetaria ha anche conseguenze di politica interna».

 

mario draghi christine lagarde wolfgang schaeuble schauble 1

Nella sua ultima conferenza stampa, Draghi ha ripetuto che ciò che manca in Europa è la politica fiscale, o meglio “una capacità fiscale centrale” che “è possibile senza moral hazard”. È d’accordo? E perché non ci siamo ancora?

wolfgang schaeuble

«Ero per un sistema monetario europeo già nel 2010 insieme a Christine Lagarde e Jean Claude Juncker. Una moneta comune implica anche una politica finanziaria, economica e sociale comuni. Ma così come la Bce è legata al suo mandato, così noi lo siamo al Trattato di Lisbona, che al riguardo non prevede una politica finanziaria comune.

 

È dentro questa cornice che dobbiamo cercare di agire e provare a risolvere i problemi nel miglior modo possibile. Per trasferire più competenze all’Unione ci vorrebbe una decisione unanime di tutti i Paesi membri».

 

È d’accordo alla creazione di un bilancio dell’eurozona?

«Ho mai detto nulla in contrario? Naturalmente sono a favore. E anche di un ministro delle Finanze con le competenze del ruolo».

 

Anche qui bisognerebbe cambiare i Trattati?

«Ho fatto molte proposte in passato, ma non sono più ministro delle Finanze».

 

Draghi ha raccontato in una intervista che, al culmine della crisi greca, disse a un ministro europeo: “Se volete mettere la Grecia fuori dall’Euro, fatelo, ma non usate la Bce”. Era lei quel ministro?

«Non commento. I nostri incontri erano intensi e confidenziali e non ho mai raccontato nulla del loro contenuto».

schaeuble kohl

 

Ma lei non ha mai fatto mistero di essere stato per l’uscita della Grecia dall’Euro.

«In quella situazione, la Grecia aveva solo due opzioni: riforme o uscita. Sotto la pressione degli europei, nel 2015 Atene ha fatto molto di più di quanto lei stessa pensasse possibile. E oggi sta di nuovo meglio».

 

La Germania non avrebbe dovuto anche fare qualcosa per i suoi surplus di bilancio?

christine lagarde mario draghi 2

«Ho sempre detto ai miei colleghi in Europa e nel mondo che conosco l’argomento, ma che la realtà in Germania è un’altra. Il denaro non viene usato. Abbiamo risorse per gli investimenti, ma non vengono impiegate. Che Berlino non abbia ancora un nuovo aeroporto non ha nulla a che fare con la mancanza di mezzi. E credo che anche in Italia la mancanza di investimenti non dipenda dalla mancanza di liquidità. È una comoda scusa.

schaeuble kohl merkel

 

schaeuble dopo l attentato

La realtà è che occorre creare delle strutture che orientino in modo più forte la politica verso gli investimenti. Da ministro delle Finanze ho sempre segnalato che nel nostro bilancio abbiamo una quota crescente di spese per i consumi. Non può durare. In altri Paesi è ancora più forte. Perché nei Paesi che hanno i maggiori problemi di sviluppo, molti nel Sud Europa, questi strumenti vengono trascurati rispetto a quanto avviene altrove? Perché sotto la presidenza di Pier Carlo Padoan in un consiglio informale a Milano abbiamo discusso di come insieme alla Bei, potessimo individuare creare spazio per investimenti redditizi? Progetti senza redditività non hanno senso, non producono crescita. Ecco il vero problema, la realtà della politica».

schaeuble dopo l attentato

 

Ma sotto la guida di Draghi la Bce si è mossa sempre nei limiti del suo mandato, come egli ha sottolineato più volte nella conferenza stampa finale?

christine lagarde mario draghi

«Posso giudicare solo per il periodo in cui sono stato ministro delle Finanze. Se la Bce non si fosse mantenuta nei limiti del mandato, mi sarei dovuto rivolgere alla Corte di Giustizia europea. Non l’ho mai fatto».

 

Quanto gravi sono oggi i rischi che pesano sul sistema finanziario internazionale?

merkel schaeuble

«Non è solo il Fondo Monetario Internazionale a esprimere crescente preoccupazione che il volume globale del debito pubblico, privato e delle imprese è a livelli di allarme. A questo non ho nulla da aggiungere».

attentato a schaeuble nel 1990l attentato a schaeuble

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…