lapresse

E’ SCONTRO AL CALOR BIANCO TRA FNSI E L’AGENZIA LAPRESSE - IL SINDACATO DEI GIORNALISTI HA DENUNCIATO RICATTI E ATTEGGIAMENTI DISCRIMINATORI NEI CONFRONTI DI ALCUNI DIPENDENTI. LA SMENTITA CATEGORICA DEL CDR DEI GIORNALISTI DI LAPRESSE

1. SCONTRO AL CALOR BIANCO TRA FNSI E L’AGENZIA LAPRESSE

LaPresseLaPresse

Scontro interno al direttivo della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) dopo la denuncia per “concorrenza sleale” (vedi lanci a seguire) nei confronti dell’agenzia di stampa LaPresse. Nei giorni scorsi il sindacato dei giornalisti ha denunciato LaPresse con un comunicato stampa diramato a tutte le agenzie.

 

Marco DuranteMarco Durante

All’interno del comunicato veniva detto che l’azienda aveva ricattato i lavoratori ed aveva tenuto un atteggiamento discriminatorio nei confronti di alcuni dipendenti. Tale comunicato veniva subito smentito categoricamente dal CDR interno dei giornalisti di LaPresse e dallo stesso Direttore: si ribadiva che non vi era mai stato nessun ricatto né alcun atto discriminatorio  e chiudeva con una frase dura del CDR “ Riteniamo quindi lesivo della dignità del CDR che la FSNI abbia tratto conclusioni senza averci consultato.”

 

Mai si era letto un documento cosi chiaro e duro di un sindacato interno nei confronti della FNSI, questa vicenda ora sta creando una grande spaccatura all’interno della Federazione.

 

GIUSEPPE GIULIETTI GIUSEPPE GIULIETTI

In un primo momento si era deciso all’interno della FNSI di richiedere per il tramite della Fieg (che ha fatto come Ponzio Pilato) un incontro, alla fine malgrado le decisioni prese si è andati avanti con un comunicato senza verificare la veridicità dei contenuti, bastava fare una semplice telefonata al CDR o al Direttore: e se ora l’agenzia denuncia veramente il Sindacato cosa succede?

 

Ma chi c’è dietro tutta questa vicenda che rischia di creare un grosso problema all’interno della Federazione (mai nessun CDR era stato cosi chiaro e netto nello smentire il sindacato nazionale) e a farne le spese una delle agenzie più importanti in Italia? E perché? Ah, saperlo…

 

2. FNSI, DA AGENZIA LA PRESSE CONCORRENZA SLEALE

(AGI) - Roma, 16 giu. - La Federazione nazionale della stampa italiana, l'Associazione Stampa Subalpina, l'Associazione Stampa Romana e l'Associazione Lombarda dei Giornalisti chiedono l'immediata apertura di un tavolo di confronto e fanno appello alla presidenza del Consiglio dei ministri "affinche' vigili su quanto accade all'interno dell'agenzia di stampa La Presse, beneficiaria di una convenzione con il governo, per evitare il perdurare di situazioni di concorrenza sleale".

EMMA WINTER MARCO DURANTE ILARIA MARSIAJ EMMA WINTER MARCO DURANTE ILARIA MARSIAJ

 

Il sindacato denuncia che "si e' infatti creata una situazione di palese violazione delle regole contrattuali che l'azienda ha cercato di sanare con un'inaccettabile intesa sindacale aziendale. C'e' motivo di ritenere che tale accordo non sia scaturito da una libera contrattazione tra azienda e Comitato di redazione, ma da un ricatto messo in atto nei confronti dei lavoratori.

 

Sono state peggiorate le condizioni dei giornalisti senza che ce ne fossero i presupposti, considerato che l'azienda e' stata protagonista di recenti acquisizioni e anche nei documenti ufficiali parla di una situazione economica florida".

 

E per la Fnsi e le associazioni di stampa regionali interessate dalla presenza territoriale de La Presse "ancora piu' grave e' il fatto che i lavoratori che si sono rifiutati di sottoscrivere l'accordo sono stati vittime di comportamenti professionalmente discriminatori". Fnsi e Associazioni regionali di stampa annunciano quindi che "promuoveranno tutte le azioni a tutela dei giornalisti di La Presse".

 

3. DI ROSA (DIRETTORE LAPRESSE): PAROLE FNSI GRAVI CHE NON LASCERÒ PASSARE

Torino, 16 giu. (LaPresse) - In merito al comunicato diffuso dalla Fnsi e ripreso da alcuni organi di informazione, questa la risposta di Antonio Di Rosa, direttore di LaPresse:

MARCO DURANTE MARCO DURANTE

"Leggo con stupore un comunicato della FNSI e di tre associazioni regionali del sindacato giornalisti (Piemonte, Lombardia e Roma) nel quale senza neppure sentire la necessità di una preventiva verifica diretta con me o con il Cdr si lanciano accuse senza fondamento alla redazione, al direttore e alla proprietà di LaPresse.

 

Sfido chiunque a dimostrare che siano stati stipulati accordi collettivi aziendali ovvero, per quanto mi riguarda, che siano state poste in essere discriminazioni professionali. Nessuno ne ha mai segnalate al Cdr che non è mai venuto da me per chiedere spiegazioni. Nessuno si è mai lamentato con me di essere discriminato.

 

C'è una intera redazione che lo può testimoniare. Vista la gravità di quanto affermato, se qualcuno insistesse nel fare affermazioni così gravi ne dovrà rispondere in tribunale. Non lascerò passare una parola, una sola, che metta in discussione la mia onestà e correttezza professionale".

 

4. LA RISPOSTA DEL CDR DI LAPRESSE

Torino, 16 giu. (LaPresse) - In merito al comunicato diffuso dalla Fnsi e ripreso da alcuni organi di informazione, questa la risposta del Cdr di LaPresse:

Giuseppe GiuliettiGiuseppe Giulietti

"Il Cdr di LaPresse rileva con dispiacere che la FNSI ha diffuso oggi un comunicato non informando il Cdr stesso, che ha appreso della nota leggendola da altre agenzie, non avendolo infatti mai ricevuta. Con la presente il Comitato di redazione intende sottolineare di non aver mai ricevuto alcuna segnalazione da parte dei colleghi in merito a ricatti comportamenti discriminatori, che, qualora si fossero verificati, avrebbe con forza respinto. In merito all'accordo citato nel comunicato ricordiamo che è stato firmato individualmente da tutti i redattori eccetto uno. Riteniamo quindi lesivo della dignità del Cdr che la FNSI abbia tratto conclusioni senza averci consultato".

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...