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PROCEDURA D’INFLAZIONE! – A FEBBRAIO IN ITALIA L’INFLAZIONE HA REGISTRATO UN’ACCELERAZIONE: +1,6% SU BASE ANNUA E +0,8% RISPETTO AL MESE PRECEDENTE – E IL CARRELLO DELLA SPESA È IN AUMENTO DEL 2,2% RISPETTO AL 2025: PESA SOPRATTUTTO L’AUMENTO DEI PREZZI DEI TABACCHI, DEI SERVIZI RICREATIVI, DEI TRASPORTI DEGLI ALIMENTARI NON LAVORATI – E CON L’INCOGNITA DELLA DURATA DELLA GUERRA ALL’IRAN, SONO IN ARRIVO PESANTI RINCARI PER BOLLETTE E BENZINA…

INFLAZIONE: ISTAT, ACCELERA A FEBBRAIO A +1,6% SU ANNO, +0,8% SU MESE

CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI

(LaPresse) - A febbraio 2026, secondo le stime preliminari di Istat, l’inflazione in Italia registra una sensibile accelerazione (+1,6%, dal +1,0% di gennaio), mentre su base mensile si registra una variazione del +0,8%.

 

L’accelerazione dell’inflazione risente principalmente della dinamica tendenziale dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,7% a +3,0%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +4,9%) e degli Alimentari non lavorati (da +2,5% a +3,6%), rallentano i prezzi degli Alimentari lavorati (da +1,9% a +1,7%) e aumenta la flessione di quelli degli Energetici, regolamentati (da -9,6% a -11,3%) e non (da -5,9% a -6,2%).

 

INFLAZIONE

Nel mese di febbraio, aggiunge l'Istat, l’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, evidenzia una risalita (da +1,7% a +2,4%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,9% a +2,5%).

 

A febbraio 2026, i prezzi dei beni mostrano invece un lieve calo su base annua (-0,2%, come a gennaio), mentre i prezzi dei servizi aumentano il loro ritmo di crescita (da +2,5% a +3,6%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, aumenta, passando da +2,7 punti percentuali a +3,8 punti percentuali.

 

INFLAZIONE: ISTAT, 'CARRELLO DELLA SPESA' ACCELERA AL +2,2% A FEBBRAIO

CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI

(LaPresse) - Il tasso annuo di variazione dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto 'carrello della spesa', evidenzia a febbraio una moderata accelerazione (da +1,9% a +2,2%). Lo comunica l'Istat.

 

La variazione congiunturale dell’indice generale (+0,8%) risente principalmente dell’aumento dei prezzi dei Tabacchi (+3,3%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,1%), dei Servizi relativi ai trasporti (+2,0%), degli Alimentari non lavorati (+1,1%) e degli Energetici non regolamentati (+0,4%).

 

Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi degli Energetici regolamentati (-1,2%). In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a +0,6% su base mensile e a +1,6% su base annua (da +1,0% del mese precedente).

 

VOLANO PETROLIO E GAS BRUCIATI PIÙ DI 300 MILIARDI SI TEME IL RITORNO DELL'INFLAZIONE

Estratto dell’articolo di Filippo Santelli per “la Repubblica”

 

STRETTO DI HORMUZ

Cadono le Borse europee, si impennano i prezzi di gas e petrolio, gli investitori cercano riparo in porti sicuri. Al terzo giorno dell'offensiva contro l'Iran, e della reazione di Teheran contro i vicini del Golfo, i mercati riaprono e fanno i conti con il rischio di un Medio Oriente in fiamme.

 

La loro reazione, tutto sommato, si può ancora definire composta. Ma sconta la possibilità dello scenario peggiore: conflitto e instabilità che si prolungano, bloccando a tempo indeterminato lo stretto di Hormuz – da cui passa un quinto degli idrocarburi globali - e compromettendo forniture energetiche decisive per Europa e Asia. Gli effetti? Prima una nuova spinta all'inflazione, a cominciare da carburanti e bollette, e poi un danno alla crescita.

 

PRODUZIONE DI PETROLIO IN IRAN

Lo strappo più brusco e preoccupante ieri è stato quello del gas. Dopo la decisione del Qatar di chiudere i suoi impianti di metano liquefatto il prezzo ad Amsterdam, borsa europea di riferimento, è schizzato all'insù del 40%, a 44 euro al Megawattora, il movimento più ampio da quattro anni.

 

[...]  Quanto al petrolio, il Brent (la varietà europea) è cresciuto subito dell'8% a 80 dollari, il massimo da otto mesi, prima di ripiegare in parte. In questo periodo i prezzi degli idrocarburi erano bassi, con un'offerta abbondante e una domanda debole.

 

È il motivo per cui molti osservatori pensano che la fiammata possa riassorbirsi, se davvero entro qualche settimana attacchi e contrattacchi cesseranno. Ma sarà così? Ieri le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato chiuso Hormuz, affermando che colpiranno qualunque nave tenterà di passare.

 

inflazione

Se il conflitto si prolungasse e i prezzi si stabilizzassero sui livelli attuali, stimano gli analisti di Capital Economics, l'Europa "pagherebbe" con tre decimi in più di inflazione.

 

E se salissero ancora più in alto – il gas a 50 euro e il petrolio a 100 dollari, come ieri qualcuno ipotizzava – l'inflazione aumenterebbe di un punto pieno e inizierebbe a frenare la crescita, aprendo uno scenario da "stagflazione". «Finché le tensioni non saranno rientrate prevediamo di nuovo una elevata volatilità», ha detto ieri Confindustria. [...]

raffineria di petrolio colpita da israele in iran

 

prezzo petrolio 6

 

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