CHERCHEZ LA FEMME FATALE! - DURANTE LA MANOVRA CHE HA PORTATO LA CONCORDIA CONTRO GLI SCOGLI, SULLA PLANCIA DI COMANDO CON SCHETTINO C’ERA UNA BELLA MOLDAVA DI 25 ANNI, INVITATA PER “SEGUIRE LO SPETTACOLO” - NON È REGISTRATA TRA I PASSEGGERI, E COME LEI POTREBBERO ESSERCI ALTRI OSPITI “IN NERO” FATTI SALIRE DAGLI UFFICIALI - 1 ORA E 40 TRA L’IMPATTO E LA RICHIESTA DI AIUTO - SCHETTINO NON È STATO SOSPESO DALLA COSTA, CHE SOSTERRÀ LE SUE SPESE LEGALI…

Paolo Colonnello per "la Stampa"

Cherchez la femme. Mancava giusto una donna fatale e misteriosa per completare il quadro già abbastanza surreale del drammatico naufragio della Concordia. Ne ha parlato il comandante Francesco Schettino nell'interrogatorio dell'altro ieri davanti al gip, raccontando che proprio mentre eseguiva la manovra che lo portò ad impattare contro gli scogli delle Scole a 150 metri dalla riva del Giglio, all'ingresso della plancia comando sorrideva una giovane moldava.

Si trattava dell'ospite di un altro ufficiale, invitata in plancia ad assistere allo spettacolo notturno dalle vetrate imponenti del quadrato di comando. Una donna che adesso gli investigatori stanno attivamente cercando, visto che il nome della signora, che Schettino ha messo a verbale, non risulta nell'elenco ufficiale dei passeggeri. Un dettaglio per nulla secondario dato che di ospiti «in nero», ovvero non registrati ufficialmente, secondo gli investigatori potrebbero essercene stati diversi. E questo potrebbe anche spiegare l'incredibile confusione dei primi giorni sul numero esatto dei dispersi, uno degli innumerevoli punti irrisolti di questa storia.

Risulta infatti, e non è un mistero per il personale delle crociere, che ufficiali e comandanti abbiano a disposizione un certo numero di posti discrezionali per invitare, senza che il commissario di bordo lo registri sul brogliaccio delle cabine, amici o parenti. La giovane moldava sarebbe dunque stata una di questi ospiti «in nero», di cui hanno riferito anche altre testimoni e che, secondo un turista inglese, prima dell'ultima manovra, sarebbe stata vista bere insieme al comandante.

La presenza della moldava a pochi passi dal quadro comandi della Concordia, anche se sulla soglia di ingresso come ha voluto specificare Schettino, per gli inquirenti potrebbe spiegare, insieme alla telefonata al commodoro in quiescienza Mario Palombo (cui era dedicata la spericolata manovra di «inchino»), la fatale distrazione del comandante che ordinò troppo tardi la virata. Una «colpevole imprudenza» scrive il gip nell'ordinanza che, per un uomo come il comandante, considerato tra i più esperti della Costa Crociere ma anche tra i più temerari, avrebbe avuto origine proprio in una serie di «distrazioni».

Come andarono le cose dopo l'impatto, ieri è tornato a raccontarlo in Procura il capitano di fregata Gregorio De Falco, il comandante della Capitaneria di Livorno che ordinò inutilmente a Schettino, «inerte» sullo scoglio del Giglio, di risalire a bordo per coordinare i soccorsi. Un'impresa forse difficile ma non impossibile, visto che il vicesindaco dell'isola, Mario Pellegrini, si avvicinò con un tender e affrontò la risalita per aiutare nello sbarco i passeggeri della nave.

Rimane il «buco nero» di quell'ora e 40 minuti in cui Schettino si rifiutò di ammettere il disastro lanciando il «mayday» alla Capitaneriae soprattutto di ordinare lo sbarco. Il dubbio degli investigatori è che in realtà il comandante attese a lungo perché preferì consultarsi prima con la società dell'armatore. E in particolare con Roberto Ferrarini, il responsabile della sala operativa della flotta Costa, con il quale Schettino, riferiscono i testimoni, avrebbe scambiato diverse telefonate. Circostanza al vaglio della Procura che sta attendendo i tabulati telefonici.

Ma la Costa, tramite il suo avvocato, il milanese Marco Deluca, esclude «tassativamente» di avere dato al comandante consigli di qualunque natura: «Il comandante sulla nave è la massima autorità e nessuno può dirgli cosa deve o non deve fare», spiega Deluca. «Quella sera risulta soltanto che si è limitato ad informare la compagnia di ciò che stava accadendo». E in assenza di intercettazioni possibili, sarà lo stesso Ferrarini a raccontare ai magistrati cosa gli disse Schettino. Non a caso oggi il legale della Costa si presenterà in Procura.

Non è ancora chiaro però cosa la società intenda fare nei confronti del comandante il quale, come ha riferito ieri il suo legale Bruno Leporatti, «non ha ricevuto alcuna lettera di sospensione». Di fatto Schettino è ancora in forza alla Costa crociere che, come aveva annunciato lunedì l'amministratore delegato Pierluigi Foschi, «offre» al comandante anche l'assistenza legale.

Dunque sembra difficile che decida di costituirsi parte civile nei suoi confronti. «Di certo spiega l'avvocato Deluca - la compagnia si considera parte danneggiata e avrà una posizione nel processo. Ha subito un danno patrimoniale rilevante ma sicuramente subordinato alla gravità del danni subito dalle persone. Quindi, stiamo valutando».

In tutto ciò, la Procura ieri ha smentito l'iscrizione sul registro di altri tre indagati, tutti ufficiali di plancia in servizio la sera del disastro. È come se, improvvisamente, si volesse chiudere il cerchio soltanto su Schettino. Il maggior responsabile, non c'è dubbio. Che rischia a questo punto di diventare però solo un «capro espiatorio».

 

FRANCESCO SCHETTINOSCHETTINO TITANIC SCHETTINO big IL CAPITANO DELLA CONCORDIA FRANCESCO SCHETTINO satellite concordia NAVE CONCORDIANAVE CONCORDIANAUFRAGIO CONCORDIA GLI OGGETTI SOMMERSI NAUFRAGIO CONCORDIA I PASSEGGERI CON I GIUBBOTTI ROSSI DI SALVATAGGIO

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...