macron gentiloni stx

FINCANTIERI? BIENVENU! - SOTTO LE GRU DELLA “STX” GLI OPERAI PREFERISCONO IL PADRONE ITALIANO PIUTTOSTO CHE LO STATO FRANCESE, MENTRE I POLITICI LOCALI S’ACCODANO A MACRON CHE HA BLOCCATO L’OPERAZIONE. E TRA POCO SI VOTA PER IL SENATO - IL RUOLO DEI MILITARI E LE NUOVE COMMESSE POTREBBERO CAMBIARE LO SCENARIO

 

1. “NON CONTA CHI HA LA MAGGIORANZA. IMPORTANTE E’ LAVORARE”

Leonardo Martinelli per La Stampa

 

macron stxmacron stx

Si ricomincia: di nuovo, dopo la pausa estiva, il lavoro freme intorno a quello scheletro enorme, che l' anno prossimo diventerà il Symphony of the Seas, 15 mila tonnellate di metallo, la più grande nave da crociera del mondo. Davanti alla porta 4 dei cantieri di Saint-Nazaire, sotto il cielo basso dell' Atlantico, riaprono i locali che assicurano pasti veloci agli operai dell' azienda.

GENTILONI MACRONGENTILONI MACRON

 

Al Brésil, Chantal ha ricominciato a servire il suo kebab con la salsa d' arancio. Scivola tra un tavolino e l' altro mentre si parla molto di Neymar, nuovo acquisto del Psg, e molto poco di Fincantieri e della nazionalizzazione. Lei, ferratissima sul tema, assicura: «I ragazzi hanno l' impressione che, comunque vada, le cose andranno avanti. Non si preoccupano». E dire che appena cinque anni fa i cantieri, con un bacino di costruzione fra i più grandi d' Europa, ideale per quei mostri del mare che sono le navi da crociera, aveva sfiorato il fallimento. Oggi, grazie al boom del settore, ci sono ordinativi per 4,6 miliardi, dieci anni di lavoro.

 

FINCANTIERI MONFALCONEFINCANTIERI MONFALCONE

Jacques, che è un esterno (solo 2600 dei 7 mila lavoratori sono dipendenti di Stx France, il nome dell' azienda), alle presidenziali ha votato per Jean-Luc Mélenchon. Il candidato dell' estrema sinistra ha approvato la «nazionalizzazione temporanea», decisa da Emmanuel Macron, per rimescolare le carte in tavola con Fincantieri, che già aveva concluso un accordo con François Hollande per recuperare l' impresa. Ma per Jacques «gli italiani sono più sul mercato. Dello Stato-manager non mi fido».

 

cantieri stxcantieri stx

Ecco Sébastien Benoit: casco bianco e tuta blu dell' operaio interno, qui segretario della Cgt, la Cgil francese. «Macron è il campione dei colpi mediatici - dice -. Con la nazionalizzazione è diventato il protettore dell' impiego industriale e con pochi soldi, appena 80 milioni di euro. Per Neymar il Psg ne ha sborsati più di 500». Aggiunge che «la vicenda è diventata un caso politico e basta». Non dice se vuole che Fincantieri la spunti, «perché né loro, né lo Stato ci assicurano le garanzie sociali che vorremmo».

 

François Janvier, invece, è il dirigente di Cfe-Cgc, il sindacato più forte fra gli impiegati. Ammette che, quando all' inizio dell' anno il tribunale di Seul lanciò la gara per vendere la società (parte del gruppo sudcoreano Stx, in bancarotta), «noi non ci fidavamo di Fincantieri, che è stato sempre un concorrente». Poi, però, con Hollande si raggiunse un accordo, «che globalmente andava bene. Abbiamo bisogno di un industriale del settore, non dello Stato».

FINCANTIERI MONFALCONEFINCANTIERI MONFALCONE

 

La precedente intesa prevedeva che Fincantieri avesse il 48% del capitale (meno di Stx, che ha il 66,6%). Un 6% sarebbe andato alla Fondazione CRTrieste e il resto spartito tra lo Stato francese (già presente con il 33,4%) e Naval Group, società pubblica del comparto militare. «A noi, che gli italiani abbiano la maggioranza o meno non importa - continua Janvier -: basta che diano garanzie sull' occupazione e sulla difesa del know how. E nell' accordo di Hollande c' erano».

 

STX CANTIERISTX CANTIERI

Ebbene, all' ultima elezione dei delegati sindacali, poco più di un mese fa, la Cgt è andata giù, restando prima forza ma solo con il 29% dei voti. Cfe-Cgc, con il 25%, dalla quarta posizione è balzata alla seconda e per Janvier «dipende anche dal nostro atteggiamento sulla vicenda». In calo la Cfdt, favorevole alla nazionalizzazione, e soprattutto Force ouvrière, che vuole lo Stato proprietario in maniera definitiva. Le sirene risuonano in lontananza.

 

E pullman colorati si infilano nella fabbrica: sono i turisti (più di 46 mila l' anno scorso), soprattutto francesi, che vengono ad ammirare i «loro» cantieri, simbolo di rinascita. Le gru imponenti sono visibili da ogni angolo della vicina Saint-Nazaire, 68 mila abitanti, città silenziosa e laboriosa, al centro di un tessuto industriale in piena fibrillazione (c' è anche uno stabilimento di Airbus e una miriade di imprese hi-tech), l' antitesi del Nord miserabile e deindustrializzato. Tra un' agenzia interinale e un' altra, Yannick Vaugrenard, senatore socialista, ha installato la base della sua campagna elettorale: tra un mese si vota per il rinnovo del Senato.

 

stx cantieristx cantieri

«Macron ha fatto bene - spiega - gli italiani non devono avere la maggioranza. Ma ha offerto loro di aprire la cooperazione al settore militare: spero che accettino». Lui, come tutti i politici locali (socialisti, macronisti, di destra), si è allineato. È «protezionismo economico?». Lo stesso invocato da Marine Le Pen durante le presidenziali? «No», dice Vaugrenard. «È pragmatismo».

 

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Secondo il senatore, per far scendere gli italiani nel capitale dai livelli previsti, «possono entrarci i lavoratori e anche imprese subfornitrici». Bruno Hug de Larauze, amministratore delegato di Idea, azienda di logistica industriale, è alla guida di una quindicina di queste società, pronte a investire nei cantieri. «Possiamo decidere di mettere ancora più soldi. E ci sono investitori finanziari disponibili a intervenire: 80 milioni si trovano». «In questa zona non ci sono élite ma un' economia collaborativa, dove tutti hanno fatto la loro parte per superare la crisi, dai sindacati, che hanno accettato sacrifici, agli enti locali, che hanno investito».

 

Originario dei sobborghi chic di Parigi, da una ventina d' anni è finito in questa zona tra Saint-Nazaire e Nantes, «l' unica in Francia dove, negli ultimi anni, la disoccupazione sia andata giù grazie al risveglio dell' industria. È la nostra California» .

 

 

2. LA CARTA DELLE NAVI DA GUERRA PER CERCARE DI CONVINCERE MACRON

Simone Gallotti per La Stampa

 

GIUSEPPE BONO GIUSEPPE BONO

La chiave per aprire la porta dei cantieri francesi all' Italia, oggi, è il settore militare. Dalle navi bianche a quelle grigie, Fincantieri e il governo hanno due carte in più da giocarsi. Sul tavolo dei prossimi vertici, Palazzo Chigi potrà sostenere che la navalmeccanica italiana è ancora più forte rispetto ad un mese fa. Il gruppo guidato da Giuseppe Bono ha incassato un' ulteriore commessa da Msc Crociere che sarà ufficializzata solo a fine anno.

 

Non era scontato che la compagnia procedesse anche con la terza nave: Gianluigi Aponte, numero uno del gruppo di Ginevra, aveva tuonato contro l' operazione che avrebbe portato Fincantieri alla conquista di Stx France. Il clima però ora sembra cambiato: i rapporti tra la compagnia e il gruppo italiano potrebbero stingersi ulteriormente perché in ballo, confidano fonti, ci sarebbero «nuovi progetti».

fremmfremm

 

Msc ha per ora affidato soprattutto a Saint-Nazaire la parte più consistente del rinnovo della propria flotta. Proprio in occasione del varo dell' ultima nave, la Meraviglia, era partito il ripensamento dell' Eliseo sulla soluzione italiana. Da fine maggio il clima si è poi inasprito e le condizioni francesi - no alla maggioranza di Fincantieri nel gruppo, via la quota di Cr Trieste e niente supremazia per Bono nel nuovo Cda - sono state rifiutate dal governo italiano.

 

Fincantieri aveva siglato con François Hollande un accordo che prevedeva per Fincantieri il 48% del capitale di Stx France, il 7% a Cr Trieste, il 33% allo Stato francese e il resto a Naval Group (ex Dcns). Macron ha stoppato tutto, ha dato il via libera alla nazionalizzazione e ha poi inviato il ministro Bruno Le Maire a Roma per cercare una soluzione che anche nelle ultime settimane si è sviluppata sull' asse militare: un rafforzamento sulla governance tra Naval Group e Fincantieri, oltre alle intese che già esistono sulla costruzione delle navi da battaglia, potrebbe favorire l' intesa anche su Stx.

 Littoral combat ship Littoral combat ship

 

È il progetto "Magellano" con lo scambio azionario tra i due cantieri. E proprio sulle unità da guerra l' Italia adesso potrebbe calare il secondo asso. Le prime prove della SS Little Rock, la nuova unità della Marina americana, sono andate a buon fine e così a breve entrerà in servizio un' altra nave costruita da Fincantieri Marinette Marine (lo stabilimento americano acquisito dagli italiani nel 2008), insieme a Lockheed. Il programma Littoral combat ship prevede un rinnovamento della flotta della Us Navy con navi ad alta tecnologia, compresa quella stealth che impedisce ai radar di rilevarne la presenza. Il gruppo di Bono negli States possiede il cantiere più avanzato sul fronte militare.

 

GENTILONI HOLLANDE1GENTILONI HOLLANDE1

Se l' intesa coi francesi avverrà sulle navi da guerra, questa eccellenza sarà messa sul tavolo delle trattative: il primo confronto tra l' Eliseo e Palazzo Chigi ci sarà già lunedì, ma sarà solo un abboccamento tra Paolo Gentiloni e Emmanuel Macron che si sono già sentiti nei giorni scorsi. La partita vera si giocherà a Lione il 27 settembre, quando Italia e Francia saranno a faccia a faccia e il dossier Fincantieri-Stx sarà in cima alle questioni da risolvere.

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