FORZA E AGGIOTAGGIO - LIGRESTI SOTTO SCHIAFFO DELLA PROCURA DI MILANO: TEMPI BUI PER NAGEL E PAGLIARO - SE NON VA IN BUCA LA FUSIONE FONSAI-UNIPOL, LA GOVERNANCE DI MEDIOBANCA SALTA PER LA GIOIA DELLO SCARPARO E DI PERRISSINOTTO (GENERALI) - IN TASCA GIÀ IL 50% DI PREMAFIN, LIGRESTI SI SAREBBERO ASSICURATO IL CONTROLLO DI UN ULTERIORE 20% (SEQUESTRATO DAI PM) ATTRAVERSO LE SOCIETÀ OFFSHORE GESTITE DALL’AFFARISTA DI FIDUCIA…

Giovanna Lantini per "il Fatto quotidiano"

La Procura di Milano e la Consob stringono la presa sull'impero dei Ligresti. Dopo l'istanza di fallimento per Sinergia e Im.Co, le due finanziarie non quotate della famiglia del costruttore siciliano, ieri la magistratura ha formalizzato un'indagine a carico di Salvatore Ligresti per il reato di aggiotaggio. E, quindi, ha disposto il sequestro cautelare del 20% di Premafin, la holding di famiglia che controlla Fondiaria Sai, costretta per evitare il dissesto a cercare la fusione con l'Unipol della Lega Coop.

La misura preventiva riguarda le azioni in portafoglio a Evergreen Security Trust, con sede a Panama e a The Heritage Trust, con sede a Bahamas, che risulta essere gestito dall'uomo d'affari Giancarlo De Filippo, persona considerata vicina alla famiglia Ligresti e anch'esso indagato per aggiotaggio.

Secondo una nota del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Milano che ha eseguito il sequestro, l'indagine diretta dal pm milanese, Luigi Orsi, ha permesso di verificare che il valore del titolo Premafin "sarebbe stato oggetto di manipolazione per il tramite delle partecipazioni detenute da enti controllati dai citati trust, provocandone una sensibile alterazione del prezzo delle azioni".

Secondo la ricostruzione del pm, gli acquisti di azioni Premafin sarebbero scattati in chiusura della giornata borsistica, quando il titolo è particolarmente sensibile e influenzabile. I trust off shore, di fatto, non avrebbero guadagnato nulla da questi acquisti, ma, per la Procura, a beneficiarne sarebbe stata proprio la famiglia Ligresti. E, in particolare, le loro società, in primis proprio Imco e Sinergia, che in questo modo tenendo il titolo artificiosamente alto sarebbero riuscite a evitare di dare garanzie aggiuntive alle banche creditrici. Ancora non basta.

Secondo la ricostruzione dei pm e della Consob, i due trust sono stati costituiti da Ligresti nel 1993 e a lui sarebbero riferibili fino al 2003. A quel punto è poi subentrato De Filippo che, secondo le accuse, non avrebbe agito in autonomia rispetto al patron di Premafin. A supporto di questa tesi ci sarebbe anche il fatto che, come ha spiegato lo stesso De Filippo, l'intermediario nelle operazioni di acquisto delle azioni della holding della famiglia, Niccolò Lucchini, gli era stato presentato da Salvatore Ligresti.

E proprio per scongiurare la reiterazione di questo reato è stato ritenuto necessario disporre il sequestro preventivo del pacchetto «esterovestito» di Premafin, evitando così che i titolari si presentino in assemblea. Questa quota si aggiunge al 50% del pacchetto azionario in mano alla famiglia siciliana.

L'accelerazione della magistratura sull'inchiesta rappresenta un nuovo rilevante ostacolo alla fusione tra Unipol e Fondiaria Sai, su cui i due gruppi sono in trattative ormai da mesi. In questi giorni si stavano definendo i dettagli dell'operazione che, secondo i piani, dovrebbe portare a una fusione tra il polo delle coop e la galassia Ligresti con il placet delle banche creditrici e, soprattutto, di Mediobanca che è fortemente esposta verso il gruppo del costruttore siciliano.

Su questo fronte va registrato un nuovo intervento della Consob. La Commissione ieri ha deliberato che si configura come patto parasociale l'impegno assunto da Unipol a non proporre e neppure a votare azioni di responsabilità e altre azioni giudiziarie nei confronti degli amministratori e dei sindaci di Premafin, Unipol e Fondiaria-Sai per il loro operato nel quinquennio 2007-2011. La vigilanza dei mercati ha quindi imposto ai due gruppi di rendere pubblici gli accordi di manleva. Insomma, gli ostacoli verso la fusione si moltiplicano, mentre la Sator di Arpe che insieme alla finanziaria Palladio ha proposto una soluzione alternativa per Fondiaria, proprio ieri è interventuta per ribadire che la loro proposta "è migliorativa" rispetto a quella di Unipol.

 

 

Salvatore LigrestiALBERTO NAGELGiulia Paolo Jonella e Salvatore Ligresti ALBERTO NAGEL E RENATO PAGLIAROROBERTO MENEGUZZO MATTEO ARPE

Ultimi Dagoreport

meloni piantedosi crosetto militari droni

FLASH! - DOPO 4 ANNI DI GOVERNO, L'ARMATA BRANCA-MELONI SI RITROVA I MARANZA IN RIVOLTA E INVECE DI PENSARE A VANNACCI E DI MILITARIZZARE LE STRADE DI MILANO CON 500-SOLDATI-500, TIPO STATO SUDAMERICANO, A CUI NON HA SAPUTO OPPORSI IL MINISTRO CROSETTO, PERCHE' CAPOCC IONI DI PALAZZO CHIGI NON PROVVEDONO A COPRIRE IL GRAVE DEFICIT DI ORGANICO NELLE FORZE DELL'ORDINE E ASSUMONO I 30MILA AGENTI CHE MANCANO ALL'APPELLO? - E POI, UNA MODESTA PROPOSTA: PERCHE' NON UTILIZZARE I DRONI, GIA' NELLA DISPONIBILITA' DEL MINISTERO DELLA DIFESA, PER MONITORARE LE CITTA' E CONTROLLARE L'ORDINE PUBBLICO? - INFINE, C'E' L'EXTREMA RATIO: DISCONNETTERE NELLA ZONA DELLA GUERRIGLIA I CELLULARI...

donald trump specchio meme

DAGOREPORT - CHE ARIA TIRA NEGLI USA IN VISTA DELLE MIDTERM? DONALD TRUMP HA TRASFORMATO IL VOTO IN UN REFERENDUM SU DI SÉ (“FATE FINTA CHE SULLA SCHEDA CI SIA IO”), E LO SARÀ: I DEMOCRATICI HANNO UNA CHANCE IRRIPETIBILE DI APPROFITTARE DELL’IMPOPOLARITÀ DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO E TRASFORMARLO IN UN’ANATRA ZOPPA, METTERLO SOTTO INCHIESTA E PORRE FINE ALLA FOLLIA DAZISTA E AUTORITARIA DI QUESTI DUE ANNI – I DEM SONO AVANTI SECONDO TUTTI I SONDAGGI: ALLA CAMERA AVRANNO PROBABLIMENTE UNA MAGGIORANZA, MA AL SENATO LE COSE CAMBIANO – LA SFIDA CRUCIALE: IL TEXAS. SE IL CANDIDATO DEM DOVESSE ESPUGNARE LA STORICA ROCCAFORTE DEL GOP, PER TRUMP SI METTE DAVVERO MALE – IL VOTO DEI LATINOS E GLI STATI DA TENERE D’OCCHIO...

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....