IL FURBACCHIONE DELLA BLACKROCK CHE VENDETTE SAIPEM SUBITO PRIMA DELL’ANNUNCIO DEL CROLLO DEGLI UTILI SI CHIAMA BOLTON – BARCLAYS TAGLIA IL LAVORO MA AUMENTA I BONUS

Da ‘Il Sole 24 Ore'

1. IL GESTORE BLACKROCK CHE EVITÃ’ LA MINA SAIPEM

Ha nome e cognome il gestore dal tocco magico che un anno fa ha evitato a BlackRock di infilare tre profit warning successivi sul titolo Saipem. Si chiama Nigel Bolton, ed è un gestore di lungo corso.

La Consob, via collaborazione con l'Authority britannica Fsa, gli ha contestato di aver venduto "influenced" (così l'eufemismo tecnico utilizzato da una Bloomberg, non smentita, di qualche settimana fa) quel pacchetto del 2,3%, con un'operazione in blocco, intermediata da Merrill Lynch, che aveva permesso al fondo Usa di liquidare tutta quanta la posizione a 30,65 euro per azione.

Appena prima che il titolo della società impiantistica crollasse a 20 euro sotto i colpi del primo, brutale, profit warning, che aveva dimezzato le stime di utile operativo. Inutile dire che BlackRock non ha sospeso Bolton, che ha venduto a prezzi doppi rispetto a quelli di oggi. Se lo facesse ammetterebbe implicitamente che il tocco magico del suo gestore è stato ispirato dalla "dritta" di un insider e rischierebbe di dovrebbe mettere mano al portafoglio per retrocedere i guadagni miracolosi a chi quei titoli, inconsapevole, li aveva comprati.

A inizio 2013, del resto, il consensus del mercato si baloccava ancora con la previsione di un Ebit da 1,5 miliardi che avrebbe permesso a Saipem di azzerare il debito nell'arco del piano triennale.

Oggi le voci sono invertite: l'Ebit è evaporato e il debito è decollato verso i 5 miliardi. Ma appurare davvero come è andata non sarà nè semplice nè breve. Chi può dire se Bolton è stato "avvisato" o se è stato semplicamente più "smart" dei suoi colleghi? Ma soprattutto, tra contestazioni, repliche e controrepliche, la procedura può durare tranquillamente almeno ancora un altro anno. Il giallo continua. (A.Ol.)

2. BARCLAYS, 12MILA TAGLI E AUMENTO DEI BONUS
Annunciare la rasoiata su 12mila posti di lavoro nel giorno in cui si confermano utili in caduta di un terzo circa e l'aumento del 13% dei bonus per l'investment banking, non è la miglior strategia di comunicazione. Barclays sembra decisa a ignorare le conseguenze della polemica che si sta riaccendendo, ma non sarà facile a dar retta alle prime reazioni sindacali.

«Oggi Barclays ha insultato le famiglie britanniche che soffrono per la crisi confermando un monte-gratifiche multi miliardario». Le parole di Frances O'Grady, segretario generale del Trade Union Congress, saranno presto raccolte dai politici inglesi, quantomai sensibili a dinamiche di questo genere soprattutto nell'imminenza della campagna elettorale per le votazioni europee.

La notizia nella comunicazione di ieri in realtà non è l'aumento dei bonus complessivi del 10% circa a quota 2,4 miliardi di sterline, ma il taglio dei posti di lavoro di un gruppo che impiega 140mila persone in una misura assolutamente inattesa. Nel 2013 erano già state eliminate 7650 posizioni e si sapeva che altri 3500 dipendenti, nel Regno Unito, sarebbero usciti nel 2014. Il numero, per l'anno in corso, è in realtà un multiplo: 12 mila licenziamenti di cui 7mila in Gran Bretagna e altri 5mila circa nel resto del mondo. Non sono state prese di mira aree specifiche di business anche se sui 7650 posti eliminati nel 2013 più di 1400 erano nell'area dell'investment banking.

Che il ceo Anthony Jenkins intenda cambiare i connottati di una banca che Bob Diamond aveva costruito attorno alla sua immagine di banker incline al cotè investimenti, è noto. E infatti Barclays che è l'unico grande istituto bancario britannico rimasti privato (considerando Hsbc prevelentemente asiatico) si sta riconvertendo alle attività commerciali e al retail. Un riequilibrio che non porterà affatto all'eliminazione dell'investment banking come ha voluto precisare ieri Anthony Jenkins cercando di giusitificare l'aumento dei bonus che per i banchieri d'affari è stato, come detto, superiore all'aumento medio.

"Dobbiamo assumere personale a Singapore e a San Francisco - ha detto il ceo - e abbiamo bisogno dei migliori per garantire un adeguato ritorno ai nostri azionisti". Come dire: per avere i migliori dobbiamo pagare. Lui personalmente non ci guadagnerà un solo centesimo. Anthony Jenkins ha, infatti, annunciato da tempo di non voler alcuna gratifica per il 2013. (L.Mais.)

 

 

BlackRock LOGO blackrockSAIPEMBANK OF AMERICA MERRILL LYNCH barclays BARCLAYS BOB DIAMOND BARCLAYS

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?