GOLDMAN SACHS MINACCIA DI LASCIARE LONDRA? TRANQUILLI, ARRIVA MEDIOBANCA! - STEFANO MARSAGLIA GUIDERà LA BANCA D’AFFARI DALLA CITY

Marcello Zacchè per "il Giornale"

Mediobanca pesca tra gli italiani di Londra il primo banchiere senior della sua storia: Stefano Marsaglia guiderà il «corporate and investment banking» (Cib) di Piazzetta Cuccia e lo farà da Londra, dove Mediobanca trasferisce la testa della banca d'affari.

Marsaglia, che viene da Barclays, avrà la carica di presidente esecutivo. Ma di fatto, nell'organigramma che si sta ridisegnando in queste ore, la sua posizione si colloca immediatamente sotto a quella dell'ad Alberto Nagel, al pari di quella del direttore generale Saverio Vinci.

È una bella novità rispetto alla tradizione: Marsaglia sarà il primo non nato e cresciuto in Piazzetta Cuccia ad arrivare in una posizione così elevata. E per di più da collocare fuori da Milano, cioè nella City, che da questo momento diventa il quartier generale di Mediobanca per fare business.

Nagel, naturalmente, non cede del tutto la parte che più lo appassiona: affiancherà Marsaglia nel ruolo di co-head della divisione, dove restano Maurizio Cereda per il corporate finance, Massimo Di Carlo sul lending e lo stesso Vinci per il capital market. Marsaglia diventa il loro riferimento diretto, insieme con Nagel. E non è previsto che entri in cda perché lo statuto non lo permette a chi abbia meno di 5 anni di anzianità aziendale.

Discendente di una nota e facoltosa famiglia torinese, campione di Polo, 58 anni, con alle spalle più di trent'anni di esperienza internazionale nel mondo della grande finanza, di Marsaglia si parlò, tra l'altro, due anni fa come del consigliere di Raffaele Mincione nell'acquisto del 7% della Bpm, proprio quando al riassetto della banca milanese lavorava Nagel. Ora il compito principale del nuovo arrivato in Mediobanca sarà in verità quello del «procacciatore d'affari».

Un banchiere di relazioni radicate in tutti gli angoli del pianeta, in grado di intercettare, per Mediobanca, i grandi affari. Per questo Nagel ha scelto Marsaglia; per ricoprire una casella tradizionale per le grandi banche d'affari del mondo, ma di cui Mediobanca non aveva finora avuto bisogno. La posizione dell'istituto al centro della galassia nazionale di incroci azionari e patti di sindacato che rappresentava lo scheletro del capitalismo italiano forniva fisiologicamente anche il business.

Aumenti di capitale, emissioni di bond, ristrutturazioni aziendali piuttosto che debitorie, fusioni e acquisizioni erano un portato della natura stessa di Mediobanca, per preciso volere del suo fondatore, Enrico Cuccia. Oggi quel tipo di capitalismo, sfiancato dalla crisi, si è esaurito, è imploso dentro a se stesso, e il piano industriale di Mediobanca al 2016, con l'uscita dai patti di sindacato, la cessione di partecipazioni e la volontà di crescere all'estero, prevede la crescita sui ricavi wholesale dal 30 per cento. Anche perché o Mediobanca farà così, o è destinata a ridurre peso e dimensioni.

Non è un caso che mentre Nagel, in questi mesi, concludeva l'operazione Marsaglia, in Piazzetta Cuccia si è conquistato un ufficio un altro nuovo arrivato: è Giuseppe Castagna, l'ex direttore generale e capo della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, cacciato da Enrico Cucchiani (prima di essere cacciato a sua volta) e in corsa per diverse poltrone di primo piano: prima Carige, ora Bpm.

Nagel ha affidato a Castagna una consulenza strategica sulle attività italiane nel settore retail. Castagna, conosciuto e stimato da Nagel, aiuterà Mediobanca su questa strada, consulente per lo sviluppo dell'offerta integrata delle attività di leasing, factoring e private banking e la capogruppo. Una strada che, secondo alcuni, potrebbe portare in futuro a un'aggregazione con Unicredit. Ma questa è un'altra storia, per adesso sempre smentita.

 

STEFANO MARSAGLIA STEFANO MARSAGLIA GIOCA A POLO Giuseppe Castagna MARCO TRONCHETTI PROVERA ALBERTO NAGEL E ANDREA BONOMI FOTO BARILLARI

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...