GRAN BUFFET ITALIA - CINESI, AMERICANI, RUSSI, ARABI PRONTI A PARTECIPARE AL GRANDE BANCHETTO DELLE PRIVATIZZAZIONI BY RENZI-PADOAN - NEL MIRINO BANCHE, INDUSTRIA MANIFATTURIERA, MODA E TURISMO

Fabrizio Massaro per il "Corriere della Sera"

L'ultima mossa è stata dei cinesi: la Banca centrale di Pechino ha messo sul piatto 2,1 miliardi per comprare il 2% di Eni ed Enel. Un segnale di fiducia nell'Italia, sia sotto il profilo industriale sia di quello delle relazioni politiche, essendo due colossi controllati dal Tesoro. Ma a Piazza Affari in questo periodo la fanno da padrone gli americani.
Solo ieri BlackRock, il più grande investitore al mondo con 4.300 miliardi di dollari in gestione, ha reso noto il suo ingresso nel Banco Popolare con l'1,3% dopo aver preso quote importanti in Unicredit (5%), Intesa Sanpaolo (5%) e Montepaschi (8,5%).

Sono investimenti finanziari per definizione, trattandosi di fondi d'investimento, anche se tradizionalmente operatori di lungo periodo e non raider mordi-e-fuggi. Ma sono anche la parte più visibile di un ritorno dei capitali esteri in Italia dopo la grande fuga del 2011-2012 causata dalla crisi del debito sovrano e dalle convulsioni dell'euro.

Un ritorno certificato dallo stesso governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, secondo il quale ci sono «rinnovati segnali di interesse per i mercati italiani, incluso quello dei titoli di Stato». In effetti quello del ritorno degli investitori esteri sul debito pubblico italiano è un segnale importante: la quota di debito in mano a soggetti esteri è risalita attorno a 663 miliardi su poco più di 2 mila miliardi totali.

MILANO TRA SOROS E I RUSSI
Per tornare alla Borsa, la stima degli investimenti in azioni solo da parte americana è di circa 90 miliardi di euro in azioni: una cifra cresciuta del 70% nel 2013. Tra questi c'è il fondo del finanziere George Soros, Quantum Strategic Partners, che come prima mossa in Italia ha puntato 22 milioni di euro su Igd, l'immobiliare delle coop (che non a caso domani comincia un roadshow a New York).

Poi ci sono gli investimenti in gruppi non quotati, per esempio nella moda e nel lusso: i cinesi di Shenzen Marisfrolg Fashion hanno rilevato Krizia; il gruppo americano Haworth ha preso il controllo di Poltrona Frau, il colosso Blackstone (sempre Usa) ha acquistato il 20% di Versace. La Cina in particolare, dopo la visita del presidente Xi Jinping in Europa, si sta muovendo con particolare attenzione proprio su due Paesi manufatturieri come Germania e Italia (ma anche sulla Francia), come sottolineava un'analisi del Wall Street Journal di due giorni fa.

Nonostante le fibrillazioni in Ucraina, i russi del colosso petrolifero Rosneft non si sono tirati indietro dall'investire 500 milioni per il 13% di Pirelli. Addirittura lo stesso braccio finanziario della Cassa depositi e prestiti, il Fondo strategico italiano - nato per sostenere l'italianità delle imprese - ha stretto a fine 2013 un'alleanza con il fondo sovrano del Kuwait, Kia, per una società in comune da 2 miliardi di euro (500 milioni messi dagli arabi) che custodirà le partecipazioni del Fondo stesso in Ansaldo Energia, Metroweb, Hera, Kedrion, Sia, Valvitalia. Altre operazioni potrebbero essere messe in cantiere, secondo vari osservatori, sulle infrastrutture turistiche come l'immobiliare alberghiero, anche in un'ottica di Expo.

FOCUS SULLE AZIENDE DI STATO
Insomma l'Italia è tornata a piacere: «Sta facendo meglio, ma non ancora bene», recita un recente rapporto del Credit Suisse. Il Pil è visto in crescita, sia pure di poco (0,5-0,75% le attese per il 2014, e verso l'1% per l'anno prossimo); le quotazioni di mercato sono ancora basse; c'è una forte componente di export che traina almeno una parte dell'economia; il cambio politico con l'arrivo di Matteo Renzi viene visto con grande favore, così come le possibili prossime mosse della Banca centrale europea a sostegno dei prezzi (dati i rischi di deflazione) con azioni non convenzionali come l'acquisto di titoli di Stato, sull'esempio della Federal Reserve in Usa.

Ma l'acquisto di azioni a Piazza Affari potrebbe essere solo un assaggio in vista di quella che si annuncia come la più grande operazione di privatizzazione degli ultimi anni. Lo stesso ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, non ha nascosto l'ambizione del governo di volere mettersi in scia: «L'attenzione del mercato è crescente e va sfruttata nel migliore dei modi», ha detto giorni fa a Cernobbio. L'obiettivo delle privatizzazioni è duplice: «Accrescere l'efficienza delle imprese privatizzate e ovviamente ridurre in modo consistente il debito pubblico». Il primo banco di prova potrebbero essere le Poste: «È stato avviato il processo di privatizzazione, è una sfida importante per il Paese e verrà sottoposta al vaglio del mercato».

Gran parte della fortuna politica del governo si gioca sul successo delle vendite di Stato: l'incasso per il Tesoro potrebbe arrivare a oltre 15 miliardi da Poste (il cui 40% da solo vale 4-5 miliardi), Fincantieri, Enac, Cdp Reti, Sace, Grandi Stazioni, StMicroelectronics. Per i fondi si tratta di comprare a prezzi favorevoli, per le banche d'affari di guadagnare sugli incarichi di vendita.

Sempre che il mercato non giri in negativo e che la fiducia degli investitori non venga meno per la mancanza delle riforme sulle quali aspettano al varco il governo: «L'Italia potrebbe senza dubbio essere più competitiva e crescere più rapidamente», mette nero su bianco il Credit Suisse, «se verranno attuate le riforme specifiche».

 

 

Logo "Eni"EnelROSNEFT Poste Italiane jpegFINCANTIERIlogo sace RENZI E PADOAN CREDIT SUISSE

Ultimi Dagoreport

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...