1- GRANDI MOVIMENTI PER LA CONQUISTA DEL “CORRIERE”: RCS METTE IN VENDITA FLAMMARION 2- LA SVENDITA DELLA CASA EDITRICE FRANCESE CONTROLLATA DA RCS PERMETTE DI EVITARE UN’OPERAZIONE AD ALTO RISCHIO INOPTATO: UN CORPOSO AUMENTO DI CAPITALE DOVUTO ALLA SVALUTAZIONE DI CIRCA 400 MILIONI DELLA PARTECIPAZIONE SPAGNOLA 3- OPERAZIONE CALDEGGIATA DA CHI VUOLE MANTENERE LO STATUS QUO E NON ALTERARE LA COMPAGINE AZIONARIA CONDOMINIALE COMPOSTA ATTUALMENTE DA BEN 17 SOCI 4- NON È UN CASO SE AD ESSERE CONTRARI ALLA CESSIONE DI FLAMMARION A GALLIMARD SAREBBERO GIUSEPPE ROTELLI, SECONDO SOCIO DELLA RIZZOLI, E DIEGO DELLA VALLE 5- MIELI CONTRO PERRICONE PER LA PRESIDENZA RCS BENEDETTO DA LUCHINO & DIEGHITO

Camilla Conti per http://www.economiaweb.it/rcs-mette-in-vendita-flammarion/

Per Rcs (Rizzoli Corriere della Sera il gruppo editoriale che pubblica fra le altre testate anche il Corriere della Sera) la Spagna resta il primo dei numerosi problemi per lungo tempo rinviato e che ora dovrà affrontare. L'ipotesi del ricorso a una ricapitalizzazione potrebbe essere scongiurata.

Il 19 gennaio è in programma un consiglio d'amministrazione straordinario che dovrebbe mettere a punto una soluzione alternativa per far fronte alla maxi svalutazione della partecipazione iberica. La soluzione, secondo quanto è in grado di riferire Economiaweb.it, sarebbe la vendita della casa editrice francese Flammarion, controllata al 100%.

IL PESO DEGLI ASSET SPAGNOLI.
Gli asset spagnoli, in particolare la controllata Unidad Editorial, da tempo stanno gravando sulle casse del gruppo, che nei primi nove mesi del 2011 ha già registrato 25,5 milioni di perdite mentre l'anno scorso il bilancio era sostanzialmente in parità. L'emergenza ha imposto l'avvio di un impairment test (esercizio che deve essere fatto dagli amministratori che redigono il bilancio per verificare se un valore iscritto tra le attività debba o non debba esser soggetto a svalutazioni) affidato ai consulenti della società di revisione Kpmg.

L'esame si concluderà dopo la chiusura dei conti 2011, probabilmente a primavera, ma la spina spagnola nel fianco di Rcs rischia di costare al gruppo circa 400 milioni di svalutazioni che renderebbero inevitabile un corposo aumento di capitale. Operazione complicata e ad alto rischio inoptato con la crisi che morde.

LA CESSIONE DI FLAMMARION.
Nelle ultime settimane sembra però che la mina sia stata disinnescata: giovedì 19 gennaio sarà infatti convocato un consiglio di amministrazione straordinario che avrà all'ordine del giorno la cessione della casa editrice francese Flammarion, da cui i vertici della Rizzoli sperano di ricavare fra i 150 e i 200 milioni di euro.
Il 77% della casa editrice francese venne acquistata da Rcs Libri nel 2000 per circa 230 miliardi di lire, a fronte di una valutazione complessiva delle attività era stata fissata a 1.020 milioni di franchi francesi (circa 300 miliardi di lire).

GALLIMARD INTERESSATA ALL'ACQUISTO.
La vendita potrebbe dunque avvenire a multipli interessanti. Anche perché oggi i conti di Flammarion languono: ricavi e margini sono sensibilmente diminuiti rispetto al 2010, nei nove mesi dell'attuale esercizio la controllata transalpina ha garantito un giro d'affari sceso a 147,9 milioni (-2%), e anche industrialmente non rappresenterebbe più quell'importante presidio nel mercato francese dei libri.

Meglio quindi valorizzare l'asset per riequilibrare la posizione finanziaria del gruppo milanese, su cui gravano 981,7 milioni di debiti. L'acquirente ci sarebbe già: si tratta della Edition Gallimard, una delle più grandi e prestigiose case editrici francesi fondata a Parigi nel 1911. Da lì proviene, fra l'altro, Teresa Cremisi che ne è stata direttore editoriale per sedici anni per poi diventare nel 2005 presidente e direttore di Flammarion.

MANTENERE LO STATU QUO.
La soluzione sembra dunque ideale per attenuare l'impatto delle svalutazioni spagnole e quindi non rende necessaria la ricapitalizzazione del gruppo Rcs. Chi la caldeggia vuole infatti mantenere lo status quo anche e non alterare la compagine azionaria condominiale composta attualmente da ben 17 soci.

Non è un caso se ad essere contrari alla cessione di Flammarion sarebbero soprattutto il re delle cliniche Giuseppe Rotelli, secondo socio della Rizzoli, e Diego Della Valle che ha finalmente trovato un modo per liberarsi dalla gabbia di un patto di sindacato che gli ha sin qui impedito di aumentare la sua partecipazione.

MIELI CORRE PER LA PRESIDENZA.
I due stanno infatti già scaldando i motori per le grandi manovre di aprile quando verrà rinnovato il consiglio di amministrazione: l'attuale presidente Piergaetano Marchetti è dato in uscita e l'amministratore delegato Antonello Perricone punta a prenderne il posto, lasciando così la guida operativa dell'azienda.

Sulla strada di Perricone verso la presidenza si starebbe mettendo di traverso Paolo Mieli, oggi numero uno di Rcs Libri, che sarebbe pronto a presentarsi come candidato del cosiddetto "terzo polo" formato da Della Valle, Montezemolo e dalla Fiat che possiede il 10,5% di Rcs . E che potrebbe decidere di uscire dal Corriere per concentrarsi sul core business a quattro ruote e sulla frontiera americana.

A FEBBRAIO SI DISCUTONO LE STRATEGIE 2012.
Il tempo stringe: dopo la riunione di giovedì 19 gennaio, il prossimo appuntamento nell'agenda del gruppo editoriale è fissato per febbraio con la convocazione del patto di sindacato e del consiglio d'amministrazione per l'approvazione del preconsuntivo 2011 e per la valutazione delle strategie 2012.

I grandi soci che siedono nel salotto buono di Rcs e gli altri azionisti importanti (Rotelli, Benetton e Toti) dovranno quindi decidere presto la composizione delle liste da presentare in vista del rinnovo del Consiglio.

 

Montezemolo e MieliDELLA VALLEAntonello Perricone PIERGAETANO MARCHETTI GIUSEPPE ROTELLI

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?