LA GRECIA DECLASSATA A “PAESE EMERGENTE” - ASMUSSEN DIFENDE LA BCE: “NON EVITIAMO L’INSOLVENZA DEGLI STATI”

1- BORSA: ALTRA SEDUTA DI DEBOLEZZA, MILANO (-1,61%) GUIDA I RIBASSI
Radiocor - Nuova chiusura di debolezza per le Borse europee, che anche oggi hanno preferito sposare un atteggiamento di cautela nell'attesa delle mosse delle banche centrali e soprattutto di quelle della Federal Reserve, il cui comitato esecutivo si riunira' la settimana ventura. Milano ha registrato la performance peggiore, risentendo delle tensioni sull'arena dei titoli di stato: quest'oggi il Tesoro ha collocato 7 miliardi di Bot, ma i rendimenti sono balzati allo 0,962% rispetto allo 0,7% di maggio.

Subito dopo l'asta il mercato italiano ha iniziato a frenare fino a scivolare in terreno negativo. Il Ftse Mib ha chiuso in ribasso dell'1,61%. Deboli le azioni delle banche, con le Mps e le Bpm che hanno accusato ribassi superiori al 4%. Si sono inoltre sgonfiate anche le Fiat (-3,7%), mentre sul mercato c'e' chi e' tornato a ipotizzare un eventuale manovra sul capitale da parte della societa'.

Hanno continuato a correre le Autogrill (+1,4%), ormai ben acquistate da quando l'assemblea dei soci ha dato il via libera alla scissione tra le attivita' di ristorazione e quelle di duty free. Fuori dal paniere principale, sono rimbalzate le Rcs (+16%) dopo la debolezza delle ultime sedute e nell'attesa del prezzo per i titoli che verranno emessi per l'operazione di aumento di capitale che partira' lunedi'. L'euro si e' rafforzato fino a quota 1,3328 dollari. La moneta unica vale inoltre 127,7 yen, mentre il dollaro-yen si attesta a 95,8. Il petrolio e' scambiato a 96 dollari al barile, in progresso dello 0,7%.

Le Borse europee hanno iniziato le contrattazioni cercando timidamente di rialzare la testa. A fine mattina Milano ha tuttavia ripiegato dopo l'annuncio dell'asta dei Bot, con il Tesoro che e' riuscito a collocare tutti e 7 i miliardi di euro di titoli che aveva messo in conto, ma il rendimento e' schizzato oltre le attese, ossia allo 0,962% rispetto allo 0,7% dell'ultima asta di maggio.

Domani ci sara' un altro appuntamento importante: l'asta dei Btp a 15 anni. La tensione sui titoli di stato ha incoraggiato le vendite sulle azioni delle banche italiane. In particolare Mps, Ubi e Bpm hanno perso oltre il 4%, mentre banco Popolare e Bper il 3,7%. Fiat ha accusato una flessione del 3,7%, allontanandosi dai massimi segnati i giorni scorsi. A incoraggiare gli ordini in vendita e' stato anche un report di Ubs che ha rivisto la raccomandazione sulle azioni del Lingotto da 'buy' a 'neutral' e soprattutto ha indicato per la societa' la necessita' di rafforzare il capitale indipendentemente dall'accordo che raggiungera' con il sindacato Veba per rilevare la totalita' delle azioni di Chrysler.

Hanno continuato a correre le azioni di Autogrill (+1,4%), ormai sugli scudi dalla scorsa settimana, dopo che l'assemblea dei soci ha dato il via libera alla scissione delle attivita' di ristorazione da quelle di duty free. Il mercato gia' scommette su nuove operazioni di aggregazioni delle due societa', anche sulle dichiarazioni rilasciate dal presidente Gilberto Benetton, che si e' definito aperto ad aggregazioni, anche se queste comportassero la perdita del controllo assoluto del capitale. Sono state gettonate anche le A2A (+0,87%), sul ritorno dell'ipotesi della grande utility del Nord soprattutto dopo che il centrosinistra ha riconquistato i comuni di Roma e Brescia, due importanti azionisti di Acea (+1%) e A2A.

2- BCE: ASMUSSEN, OBIETTIVO OMT NON E' EVITARE INSOLVENZA STATI
Radiocor - 'Non e' un nostro obiettivo evitare che uno Stato membro dell'euro diventi insolvente'. Lo ha detto Joerg Asmussen, esponente del Comita to esecutivo della Bce che rappresenta la posizione della Banca centrale, durante la seconda giornata di dibattito all'Alta Corte tedesca sul piano Omt. La Bce, ha assicurato Asmussen, intende limitare gli acquisti sul mercato secondario dei titoli di Stato a favore dei Paesi dell'euro sotto stress 'al minimo necessario' e 'non paghera' un prezzo eccessivo per i titoli'. La condizionalita' richiesta da Esm e Fmi 'garantisce la sostenibilita' del debito pubblico' del Paese che ne fa richiesta. D'altra parte, in momenti di crisi e di conseguente frammentazione dei mercati finanziari 'le misure uniche che devono andare bene per tutti non funzionano'.

'Se il prezzo di mercato e' 20 e qualcuno vi offre 60 - ha spiegato Asmussen al presidente dell'Alta Corte. Andreas Vosskuhle che chiedeva informazioni sui timori di perdite da parte della Bce - non sarebbe logico comprarlo a 60'. 'Penso che dobbiamo garantire che l'acquisto e la vendita di obbligazioni sul mercato secondario rima nga uno strumento monetario', ha continuato Asmussen, secondo il quale questo tipo di interventi rappresentano 'uno strumento normale della politica monetaria'. L'intervento sul mercato avverrebbe come gia' previsto dal precedente programma Smp (che non aveva pero' condizionalita') 'chiedendo offerte da diversi partecipanti al mercato' e senza fissare un obiettivo di prezzo. La Bce non rivelera' se e quando comprera' titoli con l'intento di restare 'del tutto non prevedibile'.

la cosa importante - ha aggiunto Asmussen - e' che il rischio economico resti nel mercato. Gli investitori non avranno alcuna certezza sul fatto che qualcuno compri il suo titolo, ne' quando o a quale prezzo'. Vosskuhl, dal canto suo, ha sottolineato come la condizionalita' chiesta dalla Bce per far partire gli acquisti e' al momento 'a livello molto astratto' e che 'ci sono alcuni tipi di impegni che non sempre possono essere mantenuti'.

Asmussen ha chiesto, tuttavia, con forza che 'venga garantita l a possibilita' alla Bce di agire sul mercato secondario dei titoli di Stato' perche' 'altrimenti saremmo costretti a rivolgerci ad altri segmenti di mercato: io, personalmente - ha detto Asmussen - ritengo che l'acquisto di bond societari sia un male peggiore'. Rispondendo alle domande del Presidente dell'Alta Corte, Asmussen ha anche spiegato che non e' vero che la Bce stia continuamente allentando i criteri per la presentazione di collaterale alle aste di rifinanziamento, assumendo quindi rischi eccessivi: 'dal 2008 - ha detto - ci sono state 10 riduzioni dei criteri e 13 inasprimenti'.

3- ANTITRUST: FRENO A CONCORRENZA,FARO SU 8 ASSICURAZIONI
(ANSA) - L'Antitrust ha avviato un'istruttoria nei confronti di 8 assicurazioni per possibili intese restrittive della concorrenza, volte a ostacolare il plurimandato agli agenti. Il provvedimento è stato notificato oggi a Unipol, Fonsai, Generali, Allianz, Reale Mutua, Cattolica Assicurazioni, Axa e Groupama.

Alla luce delle segnalazioni ricevuto dal Sindacato nazionale agenti di assicurazione, l'Antitrust ha così deciso di avviare un'istruttoria per verificare se otto gruppi assicurativi abbiano posto in essere altrettante intese verticali finalizzate a ostacolare l'esercizio del plurimandato da parte degli agenti assicurativi, e idonee nel loro insieme a restringere la concorrenza. Il provvedimento è stato notificato oggi alle società, che rappresentano l'80% della raccolta premi nel ramo danni e nella Rc auto.

Al centro dell'istruttoria, le clausole contenute nei contratti di agenzia stipulati dalle otto società, che, secondo l'Antitrust potrebbero costituire obblighi di non concorrenza, diretti o indiretti, potenzialmente idonei ad imporre di fatto agli agenti di non vendere prodotti assicurativi in concorrenza con quelli oggetto del contratto di agenzia. Si tratta delle disposizioni che richiamano l'esclusiva e richiedono l'informativa agli agenti sulla assunzione di altri mandati, le clausole connesse all'uso di beni mobili e immobili, nonché le disposizioni sul calcolo delle provvigioni connesse alla conservazione del portafoglio clienti e più in generale il richiamo al rischio di revoca.

Secondo l'Autorità, le disposizioni contenute nei rapporti contrattuali tra le otto imprese e le rispettive reti agenziali potrebbero determinare restrizioni verticali alla concorrenza, ostacolando o addirittura impedendo la diffusione di reti di agenzie in plurimandato: verrebbe così evitato il rischio di un effettivo confronto competitivo tra le compagnie nei mercati assicurativi danni, tra i quali in particolare il mercato RC Auto. Le possibili restrizioni verticali dei contratti di agenzia potrebbero inoltre agevolare comportamenti collusivi tra le imprese di assicurazioni interessate dal procedimento. L'istruttoria dovrà concludersi entro il 30 giugno 2014.

4- CRISI:GRECIA,SOCIETA INDICI MSCI LA RIDUCE A PAESE EMERGENTE
(ANSA) - La Grecia è il primo Paese sviluppato ad essere 'tagliato' a mercato emergente da Msci, la società che confeziona indici azionari seguiti dagli investitori di tutto il mondo. Lo riporta l'agenzia Bloomberg. La Grecia, spiega Msci, non è riuscita a soddisfare i requisiti relativi al prestito titoli, allo short-selling e alla trasferibilità delle azioni. Secondo un gestore la decisione di Msci potrebbe "esacerbare" la fuga di capitali verso porti più sicuri. Dal 2007 la borsa di Atene ha perso circa l'83% del suo valore.

5- RCS, PARTE LA GUERRA ALL'AD SCOTT JOVANE
Da "il Giornael"Nuova ondata di vendite su Rcs ieri Piazza Affari: il titolo ha ceduto il 4,52% finale a 2,96 euro, portando a quasi il 40% il calo delle ultime otto sedute. Oggi è previsto un incontro tra le banche del consorzio per l'aumento di capitale e domani si svolgerà il cda che fisserà il prezzo: lo sconto potrebbe essere inferiore al 50% sinora previsto. Intanto, ritornano le periodiche indiscrezioni su un avvicendamento dell'ad Pietro Scott Jovane.

Secondo EconomiaWeb.it , al termine dell'aumento la posizione del manager potrebbe essere rivista contestualmente alla rivisitazione del piano industriale da parte del patto. Per la sostituzione si penserebbe a Giuseppe Cerbone ( Ansa) o a Gianni Vallardi (ex Rcs e Mondadori).L'azionariato tende a smentire, anche perché l'ad si è impegnato in prima persona nell'aumento. Ma in Via Solferino i veleni sono sempre di casa.

6- QUEL COLLATERALE AD ALTO GRADO ALCOLICO
Da "Il Sole 24 Ore" - Goldman Sachs ha accettato da Andrew Cader, un ex dirigente di alto rango, quasi 15mila bottiglie di vino (provenienti dalle regioni di Borgogna e Bordeaux) in pegno, come collaterale a garanzia di un prestito, scrive Bloomberg. La mossa di Goldman Sachs si contraddistingue perché di solito le banche sono riottose a concedere i prestiti garantiti da vini pregiati, una categoria di asset soggetta a frodi.

«Ci sono un sacco di vini che valgono molto», ha detto David Parker, il Ceo di Benchmark Wine Group a Napa, California, aggiungendo che il collateral di Cader ha un valore di mercato stimato a sette cifre (in dollari). «Non commentiamo i prestiti individuali per ragioni di riservatezza del cliente, ma posso di dire che valutiamo equamente qualsiasi forma di garanzia su tutti i prestiti», ha detto Andrea Raphael, portavoce di Goldman Sachs a Bloomberg. The Liv-ex 100 Fine Wine Index, il benchmark di riferimento del settore è aumentato ad un tasso medio annuo del 11 % negli ultimi dieci anni, superando il rendimento complessivo 7,9 % dello Standard & Poor 500 Index. (Ma.Mo.)

7- LA BAD BANK SI METTE A DIETA
Da "Il Sole 24 Ore" - Fino a poco tempo fa era l'unica banca di Spagna che ancora assumeva; ora anche Sareb, più famosa come la «bad bank» iberica, sembra costretta a varare un piano di tagli. Con gli ultimi conferimenti la società, il cui obiettivo è quello di pulire i bilanci delle banche accollandosi asset legati al mattone, ha sul groppone più di 100mila proprietà, una mole enorme in un mercato ancora saturo dopo l'esplosione della bolla del «ladrillo».

E così, se vuole mantenere l'obiettivo di disinvestire tutto con profitto entro 15 anni, deve incominciare a risparmiare, se non altro nei costosi oneri di manutenzione degli immobili sfitti. Intanto, mentre si studiano i tagli, il «banco malo» cerca di stimolare un po' le compravendite grazie agli accordi con le banche: si inizia dal Santander che ha appena lanciato un mutuo a condizioni vantaggiose proprio per chi vuole comprarsi gli immobili di Sareb. Un salvagente non certo disinteressato visto che la banca di Botin è il principale socio privato della bad bank iberica. (G.Ve.)

8- BIG BANG DI ROMEO NELL'APPALTO SEA
Da "Il Sole 24 Ore" - Big bang negli affari di Alfredo Romeo, l'immobiliarista napoletano con un palmarès ricco di appalti pubblici, dal comune di Napoli a quello di Roma, che finì in carcere nel 2009 e lo scorso aprile è stato condannato dalla Corte d'appello di Napoli a tre anni di reclusione per corruzione. Oltre ad essere stato scelto di recente dall'associazione dei comuni (Anci) come partner per la società che si occuperà di riscossione tributi, Romeo è atterrato al Nord.

Ha vinto l'appalto della Sea per una serie di servizi negli aeroporti di Malpensa e Milano Linate: pulizia delle aerostazioni e fabbricati ausiliari, movimentazione arredi e altro materiale, disinfestazioni, manutenzione verde interno, sgombero neve da marciapiede, scale e percorsi pedonali, pulizia aree esterne, parcheggi. Per curare questi servizi la Romeo Gestioni Spa riceverà 48,2 milioni di euro nell'arco di 5 anni. Un bel colpo per l'immobiliarista che risulta tra i finanziatori della fondazione Big Bang di Matteo Renzi: 60mila euro versati nel 2012 dalla sua Isvafim. (G.D.)

9- COLPI DI SONNO AGLI SPORTELLI BANCARI
Da "Il Sole 24 Ore" - Quanto stress per i poveri bancari oppressi dalle lunghe file agli sportelli. Un colpo di sonno ci si accascia sulla tastiera del computer e si batte un bonifico a 11 cifre. Tutte con il numero 2. Risultato un ignaro pensionato si è ritrovato sul conto la cifra record di 222 milioni di euro. O meglio 222.222.222,22 centesimi compresi. Il caso, avvenuto nel Land tedesco dell'Assia, e raccontato da Spiegel, è divenuto pubblico per una causa di lavoro.

La collega del dipendente folgorato dal sonno, addetta al controllo dei versamenti, non ha visto l'errore e ha dato il suo ok. Sarebbe intervenuto, a riparare i danni, un terzo dipendente. Per questo motivo l'addetta ai controlli è stata licenziata e ne è nato uno scontro giuridico, che alla fine ha visto prevalere le ragioni della sfortunata impiegata afflitta, secondo i giudici, da troppi controlli quotidiani e da sovraccarico di lavoro. E chi era il fortunato assegnatario, anche solo per un attimo? Un pensionato cui andavano versati solo 64,2 euro. Ricco ma solo di illusione.(R.Fi.)

 

 

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