IN EUROPA SI TEME L’EFFETTO SCOZIA, MILANO CHIUDE A -0,47% - BALZA TELECOM (+2%) SULL’IPOTESI DI VENDITE BRASILIANE - GHIZZONI: “NTV NON SARÀ UN’ALITALIA 2. E COMUNQUE UNICREDIT NON È COINVOLTA”

 

 

1.BORSA: EUROPA CAUTA COL RISCHIO SCOZIA, MILANO CHIUDE A -0,47%

Radiocor - E' tornata a prevalere la cautela sulle Borse europee, che registrato un andamento contrastato. L'effetto Bce si e' gia' smorzato, complici le preoccupazioni per il contesto geopolitico internazionale con la delicata situazione in Ucraina che rimane sotto la lente, nonostante l'accordo del 'cessate il fuoco' raggiunto la scorsa settimana. In piu' preoccupa l'esito del referendum per la secessione della Scozia, che si terra' tra dieci giorni. Sul finale Milano ha perso lo 0,47%.

alex salmond leader del snp e la regina elisabetta ii alex salmond leader del snp e la regina elisabetta ii

 

A Piazza Affari hanno chiuso in ordine sparso le azioni delle banche, mentre e' scattato il conto alla rovescia per i risultati degli Asset Quality Review che saranno pubblicati il prossimo 17 ottobre. Dopo Goldman Sachs, anche Mediobanca ritiene che Mps possa avere difficolta' a superare i test. Cosi' le azioni di Rocca Salimbeni sono scivolate dell'1,44%. Sono invece andate bene le Banco Popolare (+0,5%), promosse da Mediobanca.

 

Telecom Italia e' balzata in avanti del 2%, sull'ipotesi che Oi possa a breve presentare un'offerta per Tim Brasil. Si sono sgonfiate le Mediaset (-1,6%), mentre ha perso quota l'ipotesi di un avvicinamento della societa' alla stessa Telecom. Sono inoltre andate male le Saipem (-2,8%). Sul fronte dei cambi, l'euro euro tratta a 1,2947 dollari (1,2951 venerdi') e a 136,66 yen (136,14). Il dollaro/yen si attesta a 105,55 (105,06). La sterlina sul dollaro e' precipitata in area 1,6151 sui timori di una secessione della Scozia. Il petrolio (Wti) e' in calo dell'1,25% a 92,11 dollari al barile.

POROSHENKO CON JOHN KERRYPOROSHENKO CON JOHN KERRY

 

2.INTESA SANPAOLO: DOMANDA PER BOND OLTRE 3 MLD, YIELD RIVISTO A 260 PT

Radiocor - Ha superato quota 3 miliardi di euro la domanda per il nuovo bond Tier 2 a 12 anni lanciato ques ta mattina da Intesa Sanpaolo. Secondo quanto risulta a Radiocor, l'indicazione di rendimento, inizialmente in area 275 punti base sopra il midswap, e' stata rivista a 260 punti base sopra il midswap. L'operazione verra' prezzata in giornata e avra' carattere benchmark. Il rating atteso per l' obbligazione e' Ba1/BBB-/BBB. Le banche incaricate di gestire l'operazione sono Banca Imi, BofaMl, Bnp Paribas, Deutsche Bank e Ubs. Le obbligazioni sono destinate ad investitori istituzionali esteri e pagheranno una cedola annuale fissa.

 

schauble MERKELschauble MERKEL

3.OCSE: SUPERINDICE STABILE A LUGLIO, RALLENTA LA GERMANIA

Radiocor - Resta stabile a luglio il superindice economico dell'area Ocse, attestato a 100,5, stesso livello da febbraio. Lo rende noto l'Ocse secondo il quale l'indice 'continua a segnalare una dinamica di crescita stabile' nel complesso dell'area Ocse cosi' come negli Stati Uniti (100,6), in Canada (100) e nel Regno Unito (100,8).

 

In Giappone (99,9) si registra uno stop alla crescita dovuto probabilmente a fattori one-off. In Germania (100 da 100,2 di giugno) si assiste ad un rallentamento della crescita, mentre in Italia (101,5) ci sono segni temporanei di stabilizzazione della crescita. Il superindice resta stabile nell'area euro (100,8) e in Francia (100,3). Accelera l'economia indiana (99), stabili quella cinese (99,1) e russa (100,3). Virata al rialzo per il Brasile (99,4).

 

4.TELECOM: FITCH CONFERMA A 'BBB-', OUTLOOK NEGATIVO

tim logo tela tim logo tela

Radiocor - Fitch ha confermato il rating di Telecom Italia a 'BBB-' con outlook negativo. Secondo l'agenzia, i rating del grup po italiano di telecomunicazioni sono sostenuti da una 'forte posizione di business a livello nazionale come operatore primario sia nei servizi di telefonia fissa che di telefonia mobile e da una ambiente operativo, che sebbene al momento in una fase di difficolta', presenta meno pressioni nel lungo termine rispetto alla situazione che devono affrontare molti degli altri operatori predominanti in Europa'.

 

L'outlook negativo, prosegue Fitch, e' giustificato dal profilo di indebitamento che continua a 'riflettere la sua passata struttura proprietaria, un cash flow indebolito e poche possibilita', rispetto agli altri operatori europei, di poter far leva su opportunita' come la vendita di attivita' non core'.

 

5.CRISI: SQUINZI, NON ABBIAMO BISOGNO DI MISURE UNA TANTUM

GIORGIO SQUINZI ALL ASSEMBLEA DI CONFINDUSTRIA GIORGIO SQUINZI ALL ASSEMBLEA DI CONFINDUSTRIA

Radiocor - 'Noi non abbiamo bisogno di misure una tantum. Abbiamo bisogno di una linea che sforni a getto continuo inno vazione pubblica e privata'. Cosi' il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che da Bologna ha parlato della sua ricetta per far ripartire il Paese: 'Sbloccare l'Italia significa avere un progetto di medio lungo periodo per il Paese, adottare una serie di misure coerenti e fare in modo che queste si traducano in comportamenti. Non si puo' pensare che questo obiettivo si possa raggiungere con un solo provvedimento o operando su un solo tema'.

 

6.CRISI: SQUINZI, NON C'E' PIU' TEMPO PER INDUGI E FRAMMENTAZIONI

Radiocor - 'Non c'e' piu' tempo per indugi e frammentazioni. Settore pubblico e privato devono collaborare, a partire dal superamento di quegli ostacoli che impediscono alle idee di arrivare sul mercato e trasformarsi in posti di lavoro'. Da Bologna, dove e' intervenuto alla convention annuale degli industriali locali, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, suona la sveglia al Paese.

federica guidi e giorgio squinzi federica guidi e giorgio squinzi

 

'La crisi - avverte - non e' colpa di qualcun altro'. Negli ultimi anni 'abbiamo speso tanto e male, dividendo la spesa in mille rivoli'. Ma Squinzi non risparmia neanche il mondo della finanza: 'Negli ultimi vent'anni, con il consenso di tutti, anche dei 'guru' della finanza creativa e della fine dell'economia reale, abbiamo investito scientificamente per mortificare il mercato'. Per questo, conclude, 'abbiamo perso opportunita' e occasioni storiche, ma ne abbiamo davanti altre di equivalente portata. L'Europa ci ha imposto rigore nei conti. Forse oggi si avvia una fase nuova. Ce lo auguriamo'.

 

7.NTV, GHIZZONI (UNICREDIT): NON SARÀ ALITALIA 2, NON SIAMO COINVOLTI

federico ghizzonifederico ghizzoni

 (LaPresse) - "Unicredit non ha nessuna esposizione con Ntv e quindi non conosco bene la situazione. No, non credo" che sarà un nuovo caso Alitalia. Lo ha affermato l'ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, a margine della presentazione della nuova stagione della Filarmonica della Scala, a chi gli chiedeva se anche nel caso di Ntv, come in quello di Alitalia, le banche potrebbero avere un ruolo fondamentale per il salvataggio del gruppo. Secondo Ghizzoni "le situazioni sono completamente diverse. Ntv è una società appena costituita - ha spiegato - ha un suo business plan e quindi non credo proprio che ci sia una Alitalia 2 in arrivo, ma non conosco i dettagli perchè non siamo coinvolti".

 

 

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI