nomine bankitalia consob bis

PIATTO RICCO MI CI FICCO: IN SCADENZA CONSOB E BANKITALIA – AL POSTO DI VEGAS, BERRUTI – PER SOSTITUIRE VISCO A NOVEMBRE, UNA FOLLA: DA PADOAN A BINI SMAGHI, DA TABELLINI A LUCREZIA REICHLIN – IL DUCETTO, PERO’, VUOLE PIAZZARE FORTIS DA QUALCHE PARTE

 

Roberto Petrini per “la Repubblica”

 

ignazio visco piercarlo padoanignazio visco piercarlo padoan

A detta di molti osservatori gli ultimi mesi del 2017 potrebbero essere nuovamente difficili per il nostro paese. Lo stesso ministro dell' Economia, Pier Carlo Padoan, nei giorni scorsi ha fatto cenno ad un aumento del rischio-Italia collocando i fattori convergenti proprio a fine anno: tra questi ha citato l' avvicinarsi della scadenza elettorale e la fine del "quantitative easing", cioè l' acquisto di titolo pubblici da parte della Banca centrale europea. Si potrebbe aggiungere l' allestimento della manovra di bilancio, il negoziato con la Commissione Ue per i target del 2018 e gli esiti della procedura d' infrazione per il debito.

 

IL PRESIDENTE DELLA CONSOB GIUSEPPE VEGASIL PRESIDENTE DELLA CONSOB GIUSEPPE VEGAS

Sarà proprio in questo autunno rovente, mentre i mercati ci terranno sotto doppio controllo incrociato, che si porrà il problema del rinnovo o della successione del governatore della Banca d' Italia Ignazio Visco e, quasi contestualmente, del presidente della Consob, Giuseppe Vegas. Rischiamo di discutere del rinnovo dei due guardiani in un momento cruciale anche perché, in quei giorni, comincerà a lavorare la commissione parlamentare d' inchiesta su sistema bancario e sulla vigilanza sulla scia del caso Mps.

 

GIUSEPPE MARIA BERRUTIGIUSEPPE MARIA BERRUTI

Per Vegas, con un mandato settennale non rinnovabile, la soluzione sembrerebbe più semplice. L' attuale presidente della Consob, che è stato parlamentare per Forza Italia e viceministro dell' Economia nei governi Berlusconi, dovrà lasciare l' incarico. Quella di oggi sarà la sua ultima assemblea da numero uno della Consob. A sostituirlo potrebbe essere uno degli attuali commissari Giuseppe Maria Berruti, magistrato e giurista, oppure l' economista Marco Fortis.

 

gentiloni e mattarellagentiloni e mattarella

La matassa della nomina o della riconferma del governatore della Banca d' Italia Visco, in carica dal 2011, è più difficile da sbrogliare. Le canoniche Considerazioni finali del prossimo 31 maggio saranno le ultime? Non è scontato.

 

Con la riforma del 2005 la politica conta di più nella nomina del governatore. L' iniziativa è in mano a Palazzo Chigi, che la condivide con il Consiglio dei ministri e quindi con il Tesoro e che si limita a "sentire" il Consiglio superiore. Resta il ruolo cruciale del Quirinale cui spetta l' ultima parola. Il prossimo governatore della Banca d' Italia uscirà dal cappello del trio Gentiloni-Padoan- Mattarella.

 

renzi padoanrenzi padoan

IL RUOLO DI RENZI

Mentre con Renzi a Palazzo Chigi ci si poteva aspettare di tutto: per voglia di voltare pagina, per sorprendere o semplicemente perché il Rottamatore non è sempre stato sulla stessa lunghezza d' onda del governatore. Con Paolo Gentiloni, che ha una visione più tradizionale delle istituzioni, mosse clamorose non dovrebbero esserci, anche nel se nel caso della tornata di nomine negli enti di Stato ha pesato non poco il tasso di fedeltà renziana dei pretendenti.

LUCREZIA REICHLINLUCREZIA REICHLIN

 

L' IPOTESI ELEZIONI ANTICIPATE

Con il voto in autunno, la soluzione si farebbe ancora più difficile e i rischi aumenterebbero. Se si decidesse di votare in settembre-ottobre non è scontato che per il 3 novembre, data di scadenza del mandato del governatore, l' esecutivo sia in grado di portare a termine una procedura per la nomina. Certo, come si parla di rinviare la manovra di qualche settimana in caso di voto anticipato, si potrebbero "congelare" anche i vertici delle autorità. Oppure la parola spetterebbe al nuovo governo. Qui tutte le ipotesi sono possibili. E se vincessero i grillini? Fantascienza: un no euro a Via Nazionale.

lorenzo bini smaghilorenzo bini smaghi

 

MA BANKITALIA CONTA ANCORA?

Da quando c' è l' euro si è soliti dire che la Banca d' Italia che ha perso il cruciale strumento del tasso di sconto, conti meno. Da 2014, da quando buona parte della vigilanza bancaria è passato sotto l' ombrello di Francoforte, che il suo potere si è attenuato. In verità il numero uno di Via Nazionale resta uno snodo cruciale di potere: sono gli uomini di Bankitalia che comprano e immagazzinano i titoli del quantitative easing per conto della Bce, sono loro che hanno sotto controllo ben 462 banche italiane.

MARCO FORTISMARCO FORTIS

 

Quello che è vero che il governatore, dopo la riforma del 2005 non è più un organo monocratico, ma che deve condividere le scelte con il board composto dal direttore generale e dai tre vice. L' altro aspetto che in qualche modo attenua il potere del governatore è il mandato: fino al 2005 era a vita, da allora è di sei anni rinnovabili: esattamente la posizione in cui si trova attualmente Ignazio Visco.

 

I CAVALLI IN CORSA

salvatore rossi ignazio viscosalvatore rossi ignazio visco

Se non ce la dovesse fare Visco, i candidati pronti allo start di partenza sono pochi ma ben piazzati, a cominciare dallo stesso Padoan che, tuttavia, non è certo aiutato dall' essere membro del governo. Dunque parte in causa nel processo di nomina. Nel caso di una soluzione interna il nome più accreditato è quello di Salvatore Rossi, attuale direttore generale, già capo degli studi.

 

ignazio angeloniignazio angeloni

Sempre della covata di Bankitalia due giovani hanno buone chance: uno sta a Francoforte e uno a Londra. Entrambi si occupano di vigilanza bancaria, cruciale in Italia. Andrea Enria, dirige l' Eba a Londra l' autorità che ha guidato con alta competenza nella redazione dei noti stress test. L' altro, Ignazio Angeloni, sta a Francoforte, è membro del consiglio di vigilanza bancaria della Bce.

 

Con un piede fuori, da quando lasciò il board della Bce (oggi in Société Générale ma il pedigree è Bankitalia), il fiorentino Lorenzo Bini Smaghi, uomo di grandi relazioni già candidato alla carica nel 2011.

GUIDO TABELLINIGUIDO TABELLINI

 

Da non trascurare gli esterni tra i quali spicca Marco Fortis, economista autore di ricerche con Alberto Quadrio Curzio, e attento commentatore della attuale congiuntura è ben visto da Matteo Renzi.

 

luigi zingalesluigi zingales

Fuori sacco c' è il mondo che fa riferimento alla Bocconi: in prima linea Guido Tabellini, già rettore dell' Università milanese, ma c' è anche chi ha fatto il nome di Luigi Zingales. Infine, perché no?, l' opzione donna: sarebbe la prima a Via Nazionale, in sintonia con la Janet Yellen che guida in Usa la Fed: Lucrezia Reichlin, l' economista che scrive sul Corriere e che ha diretto la ricerca alla Bce.

Ultimi Dagoreport

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….