“VOGLIAMO IL POSTO!” (IN PARLAMENTO) - INCREDIBILE ITALIA FUTURA: NESSUNO SA COSA SIA MA E’ GIA’ SPACCATA SU POLTRONE E POLTRONCINE - IL “QUADRATO MAGICO” DI MONTEPREZZEMOLO IN FRANTUMI: TUTTI CONTRO TUTTI - ERANO QUATTRO GATTI (VECCHIONI, ROMANO, CALENDA E PERILLO) E SONO RIUSCITI A SPACCARSI - IL CIUFFO DELLO SMONTEZEMOLATO MESSO KO DALLA PELATA DI OSCAR GIANNINO: DA ALLEATO A CONCORRENTE…

Marianna Venturini per Lettera 43

La regola è sempre la stessa: quando ci sono troppi galli nel pollaio non si fa mai giorno.
Se il pollaio in questione è un'associazione come Italia futura, poi, lo scontro è assicurato.
Da quando If ha preso una piega politica che non fosse di sola osservazione esterna, i suoi vertici hanno trasformato la reciproca antipatia in una guerra fredda.

L'inner circle del pensatoio di Luca Cordero di Montezemolo è composto dal coordinatore nazionale Federico Vecchioni, il direttore Andrea Romano fino ai componenti del direttivo Carlo Calenda, e Simone Perillo, responsabile dello sviluppo territoriale. I quattro hanno compiti diversi ma sono antagonisti tra loro su molti versanti e nei mesi hanno avuto alcuni motivi di scontro.

L'INGHIPPO OPERATO DA GIANNINO. La prima impasse c'è stata a luglio, quando è stato presentato il progetto Fermare il declino, promosso da Oscar Giannino e altri economisti. Il sostegno di If era stato caldeggiato da Vecchioni, che a nome del think tank ha firmato il manifesto insieme con Calenda, ed era convinto che potessero essere buoni alleati.

Invece dopo un primo assenso, Montezemolo non è stato per nulla contento della piega presa dall'operazione di Fid. In particolare non gli era piaciuta l'opa silenziosa che il giornalista di Radio24 e gli altri volevano lanciare sulla sua creatura.
Infatti Italia futura esiste dal 2009 e ormai ha una rete territoriale che secondo i dati ufficiali abbraccia oltre 60 mila persone. Insomma, un lavoro impegnativo che non poteva essere regalato agli economisti di Fermare il declino.

A RISCHIO I RUOLO NEL DIRETTIVO. Per questo la scelta di Vecchioni è stata osteggiata e messa in minoranza. Addirittura si è parlato di una sua defenestrazione dall'associazione, ma alla fine è rientrato tutto. Anzi, col passare del tempo l'unione con Fid si è dimostrata produttiva.

Ma resta l'incognita di quando Montezemolo e Giannino organizzeranno la loro convention. L'appuntamento era stata fissato a novembre, ma non c'è ancora una data stabilita e qualcuno ipotizza che possa slittare dopo le primarie del Pd.

Le gelosie reciproche e i vari personalismi rischiano di compromettere il progetto messo in piedi da Montezemolo. I quattro protagonisti hanno una legittima aspirazione politica e la competizione in vista delle elezioni aumenta. Tutti sperano di fare un salto di qualità ed essere eletti, ma la realtà al momento è diversa. Soprattutto perché un sondaggio del Corriere della sera, pubblicato a giugno, che attribuiva alla lista Montezemolo il 20% dei voti era distante dalle vere prospettive dell'associazione.

PESA L'INCOGNITA ELETTORALE. Inoltre con l'avvicinarsi delle urne del 2013, i vertici di If si sono ritrovati senza una guida legittima. Il presidente della Ferrari ha messo la parola fine al valzer sulla sua candidatura e ha deciso che non scenderà in campo.
Ai sostenitori, rasseganti all'evidenza, non resta altro che scegliere chi porterà il vessillo del think tank alle prossime politiche. E di nuovo è tornata a farsi sentire la rivalità tra i big montezemoliani, in disaccordo sui ruoli che ognuno deve ricoprire d'ora in avanti.

SI LITIGA ANCHE SULLE POSSIBILI ALLEANZE. Finora i vertici si sono scontrati anche sulle altre probabili alleanze e non è escluso che tornino a discuterne. Dal legame ipotizzato con Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini a quello con l'anima berlusconiana, nulla unisce gli esponenti. Entrambe le ipotesi sono state catalogate come impossibili, però sono bastate per riproporre la reciproche differenze di vedute.
Questa volta ci ha pensato Romano a dettare la linea ufficiale dell'associazione. Il docente di Storia contemporanea è sicuro che If «non realizzerà alcuna alleanza con nessun partito della seconda Repubblica». Piuttosto ha in mente una lista civica nazionale, che «raccolga i migliori esponenti locali».

IL RICHIAMO DELLA BASE. Intanto anche la solida rete territoriale si fa sentire. La base regionale dell'associazione ha iniziato a rumoreggiare, perché si sente esclusa dalle decisioni più importanti.
Così va a finire che la forza «popolare, liberale, riformatrice e democratica» sognata da Montezemolo è diventata più litigiosa che mai.

 

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