SIAMO UN POPOLO DI “EXPO-BOH”: IL 43,8% DEGLI ITALIANI PENSA CHE L’EXPO SARÀ UN GRANDE EVENTO INUTILE E IL 31,2% VEDE RICADUTE NEGATIVE – SOLO UN ITALIANO SU QUATTRO SI ASPETTA QUALCOSA DI BUONO – E IL 62% SI DICE PREOCCUPATO PER LA CORRUZIONE E LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ

Daniele Marini per “la Stampa

 

EXPO 1EXPO 1

Gli italiani hanno una sindrome allergica alle grandi opere. Le vivono perlopiù con sospetto e disincanto. Prima di considerarne l’utilità, la funzionalità, le opportunità che possono aprire, scatta un meccanismo pavloviano: il dubbio che dietro a un progetto si celi qualcos’altro. Ruberie, raccomandazioni, speculazioni, danno ambientale: qualcosa oscura sempre la finalità ultima, appannandone gli obiettivi. Va detto che un simile sentimento trova ampia alimentazione nelle cronache quasi quotidiane. Dai reportage giornalistici ai tg satirici, dagli articoli ai blog siamo sommersi da notizie che mettono in luce scorrettezze, furti, lievitazione dei costi a danno dei contribuenti. I furbetti del quartierino sono sempre dietro l’angolo.

 

expo cartellone con inglese sbagliato foto mia ceranexpo cartellone con inglese sbagliato foto mia ceran

Com’è noto, anche Expo 2015, ormai prossima all’avvio, è stata toccata da episodi di corruzione, che vanno denunciati e perseguiti. Nello stesso tempo, però, non va dimenticato ciò che l’Expo 2015 di Milano può rappresentare: non solo un evento, ma un’infrastruttura volano per la nostra economia. In una fase in cui alcuni fattori di miglioramento si stanno palesando, l’esposizione costituisce un’opportunità per il sistema produttivo italiano.

 

MCDONALDS EXPOMCDONALDS EXPO

Molti consumatori dei Paesi in crescita guardano al Made in Italy come un valore aggiunto importante. Di questo gli imprenditori sono consapevoli e non è un caso che siano i più attivi e attenti all’evoluzione della manifestazione. Il cibo e l’alimentazione, temi al centro dell’evento, costituiscono uno degli asset principali dell’Italia a livello globale e funzionano da traino anche per gli altri settori.

 

Ma l’Expo non è solo un evento: va considerato al pari di una infrastruttura. E opportunamente il Ministro Delrio, fin dall’assunzione del suo incarico, l’ha posto fra le grandi opere. Perché come altre esperienze hanno dimostrato (Genova, Torino) queste iniziative vanno considerate anche un’occasione per rivisitare lo sviluppo di un territorio. Guardando oltre all’evento in sé, spostando l’ottica alle ricadute negli anni a venire.

CANTIERE EXPO MILANO CANTIERE EXPO MILANO

 

Community Media Research in collaborazione con Intesa Sanpaolo per La Stampa, con l’Indagine LaST, ha interpellato gli italiani per cogliere le aspettative verso l’Expo e i fenomeni che esso potrà generare.

 

L’esito complessivo non è però entusiasmante. Prevale un orientamento di ambivalenza, venato da un orientamento negativo. Al primo posto, quasi inevitabilmente, gli italiani collocano una preoccupazione: l’infiltrazione di criminalità e l’alimentarsi di fenomeni legati alla corruzione (62,6%), in particolare fra i residenti nel Nord. Al secondo posto, invece, troviamo la speranza che si generi una maggiore attenzione alla qualità dei prodotti e alla sicurezza dei consumatori (56,8%), con una netta prevalenza fra gli abitanti del Centro e del Nord Est. Si tratta di due opzioni dal segno opposto: la prima è un’apprensione, la seconda un auspicio. Che però convivono.

CANTIERE EXPO MILANO CANTIERE EXPO MILANO

 

La classifica prosegue evidenziando posizioni che mettono in luce valutazioni preoccupate: non sono maggioritarie, tuttavia sono assai diffuse. Il 43,3% ritiene che una volta terminato l’evento, l’Expo non avrà ricadute positive, ma sarà stato un semplice episodio. Una quota analoga (43,3%) pensa che i costi siano eccessivi per un paese come l’Italia ancora in grande sofferenza economica. Il 40,7% teme un eccesso di cementificazione e presume un impatto negativo sull’ambiente.

 

Gli aspetti positivi rivestono un minor grado di accordo. Se il 41,9% prevede che l’Expo creerà nuovi posti di lavoro, solo il 38,4% immagina che vengano avviati nuovi centri di ricerca e sviluppo. E una quota simile (35,8%) intravede un contributo al rilancio dell’economia.

albero expoalbero expo

 

Sommando le risposte ottenute dagli italiani è possibile costruire un profilo di sintesi delle aspettative verso l’Expo. Il profilo prevalente è costituito da incerti, in bilico fra aspetti positivi e negativi, in un gioco a somma zero: gli «Expoboh». Sono il 43,8% degli italiani, in particolare donne, giovani, studenti, residenti nel Nord Est, laureati. Il secondo profilo è composto da chi prevede solo ricadute negative: i «noExpo». Sono il 31,2% degli interpellati soprattutto fra i 25-34enni, i disoccupati, i diplomati. Il profilo minoritario, benché non marginale, è di chi immagina effetti positivi: gli «Expofan» (25,0%). Questo gruppo annovera soprattutto maschi, ultraquarantenni, imprenditori e casalinghe, residenti nel Mezzogiorno.

EXPO DI MILANO - PADIGLIONE ITALIA   EXPO DI MILANO - PADIGLIONE ITALIA

 

Solo una manciata di giorni e si taglierà il nastro della manifestazione. Ma gli effetti sostanziali si potranno misurare solo una volta chiusa. Se l’Expo sarà stato progettato anche come una infrastruttura, ne potremmo toccare con mano i risultati. E, una volta tanto, avremo trovato un rimedio all’allergia italiana verso le grandi opere.

EXPO DI MILANO - PADIGLIONE ITALIA EXPO DI MILANO - PADIGLIONE ITALIA

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...