jerome powell donald trump

“JEROME POWELL? SAREBBE STATO MEGLIO MARIO DRAGHI” – GIÀ NEL 2018, POCHI MESI DOPO AVERLO NOMINATO, DONALD TRUMP SCARICAVA IL PRESIDENTE DELLA FED. MA L’ESCALATION DI INSULTI È ARRIVATA NEL SECONDO MANDATO: DA APRILE A LUGLIO 2025 LO HA CRITICATO O ATTACCATO 43 OCCASIONI, CONTRO LE 30 DELL’INTERO PRIMO MANDATO – REPUBBLICANO DA SEMPRE, POWELL È UN AVVOCATO CHE HA FATTO FORTUNA CON LA FINANZA: TRUMP LO SCELSE PERCHÉ LO CREDEVA DEBOLE E DI SCARSO SPESSORE, FACILE DA PIEGARE AI SUOI VOLERI.  È SUCCESSO IL CONTRARIO…

1. ATTACCO ALLA FED

Estratto dell’articolo di Alberto Simoni per “la Stampa”

 

jerome powell

[…] Nel videomessaggio, Powell accenna all'indipendenza della Fed evidenziando che l'inchiesta rimanda alla capacità della Fed «di continuare a fissare i tassi di interesse in base alle evidenze delle condizioni economiche oppure se la politica monetaria sarà diretta da pressioni politiche e intimidazioni».

 

Poco dopo la diffusione della notizia delle indagini, il presidente Trump ha parlato con la Nbc e ha dichiarato di non sapere nulla del mandato contro Powell.  Ieri la stessa risposta l'ha fornita Kevin Hassett, consigliere economico del presidente e favorito alla successione di Powell: «Non sapevamo nulla del subpoena, è gestito dal Dipartimento di Giustizia».

 

DONALD TRUMP JEROME POWELL

A sua volta dall'ufficio guidato dall'Attorney General Pam Bondi, solo commenti laconici. Un portavoce ha diramato un comunicato nel quale riassume le direttive diffuse dai vertici dell'agenzia: «Priorità alle inchieste che riguardano l'utilizzo dei fondi dei contribuenti».

 

Secondo fonti di Bloomberg, il regista della campagna anti-Fed sarebbe Bill Pulte, direttore dell'Agenzia del Federal Housing Finance, frequentatore di Mar-a-Lago e che venerdì ha incontrato Trump. Fu lui ad esempio a presentare denuncia contro Lisa Cook, una governatrice della Fed, accusata di aver mentito nella compilazione di alcuni documenti per richiedere un mutuo. La Corte suprema valuterà uno degli aspetti del caso a fine mese.

trump jerome powell

 

Il capo della Casa Bianca ha messo da subito nel mirino Powell chiedendone le dimissioni, minacciando più volte il siluramento, affibbiandogli nomignoli (too late, troppo tardi, Powell), definendolo «stupido» e mostrando anche nel luglio del 2025 la bozza della lettera di licenziamento.

 

A indurlo a non andare allo scontro frontale è stato Scott Bessent, segretario al Tesoro, che anche ieri ha avvertito Trump che l'inchiesta della Giustizia Usa sulla Fed creerà un caos pericoloso. Il presidente non ha il potere di revocare l'incarico al numero uno della Fed se non per negligenza o corruzione.

 

jerome powell meme 5

Il mandato di Powell scade il 15 maggio di quest'anno. Sino al 2028 ha diritto a sedere nel Board. Trump imputa a Powell la timidezza nel maneggiare la leva dei tassi che Donald avrebbe voluto vedere portati all'1%. Ha chiesto più volte tagli al costo del denaro netti.

 

Powell non si è mai piegato ribadendo – così come ha fatto nel videomessaggio – che la scelte del Board della Fed erano legate ai dati economici. Nel 2025 la Federal Reserve ha ridotto tre volte (settembre, ottobre, dicembre) i tassi.

 

CHRISTINE LAGARDE JEROME POWELL

La "antipatia" di Trump per il leader della Fed – un repubblicano - risale comunque al primo termine, nonostante sia stato lui nel 2017 a sceglierlo al posto di Janet Yellen. Da aprile a luglio – secondo un conteggio del New York Times – Trump ha insultato, criticato o citato Powell in 43 occasioni; nell'intero primo mandato 30 volte. […]

 

2. IL MANDATO IN TRINCEA DEL BANCHIERE-AVVOCATO

Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”

 

Mulo testardo, stupido, pazzo, ridicolo, loco , «mister troppo tardi». Ogni volta che, nella sua riunione mensile, il vertice della Federal Reserve non prende la decisione voluta da Donald Trump sui tassi d’interesse, il suo presidente, Jerome Powell, colleziona un nuovo insulto del leader repubblicano. Eppure era stato lui, nel 2017, a sceglierlo come capo della Banca centrale degli Stati Uniti.

 

Lauree a Princeton in Scienze Politiche e poi a Georgetown in Giurisprudenza, Powell era percepito come un uomo di legge più che di finanza, anche se, dopo aver fatto per cinque anni l’avvocato, era passato al private equity per poi divenire partner di un fondo d’investimenti, il Carlyle Group. Powell aveva anche lavorato al ministero del Tesoro durante la presidenza di George Bush padre.

 

JEROME POWELL FED

Nel 2012, poi, era stato Barack Obama a inserirlo nel board dei governatori della Fed.

[…]  Repubblicano dichiarato, Jerome venne scelto da Trump per succedere alla ben più esperta Janet Yellen. Il mondo della finanza giudicò quella nomina la scelta di un personaggio debole e di scarso spessore, facile da piegare ai voleri della Casa Bianca.

 

E, in effetti, a un certo punto sarà lo stesso Trump, infuriato con Powell che non obbedisce, a dargli dello sconosciuto ingrato: «Nessuno ti aveva mai sentito nominare prima della mia nomina».

 

JANET YELLEN JEROME POWELL

Comunque il banchiere ha tenuto duro per anni con tenacia e coraggio. E anche davanti alle ultime minacce ha difeso l’autonomia dell’Istituto («Fissiamo i tassi d’interesse sulla base del nostro miglior giudizio su come servire il pubblico anziché seguire le preferenze del presidente»). Accusando, poi, apertamente la Casa Bianca: «L’indagine è un pretesto, una conseguenza del fatto che la Fed decide in piena autonomia».

 

In realtà a impazzire, di rabbia, è, per sua stessa ammissione, proprio Trump: furioso davanti a un Jerome che, impassibile, mese dopo mese, ignora le sue disposizioni e anche le minacce di licenziamento («La defenestrazione di Powell non arriverà mai abbastanza rapidamente»).

 

donald trump e jerome powell 2

[…] Powell, che aveva portato Trump col casco da cantiere a visitare la sede durante i lavori, commenta laconico: «Licenziamento? La legge non lo consente».

 

[…] Del resto, fin dal primo mandato presidenziale Trump aveva tentato di licenziare il «suo» banchiere centrale: dissuaso dagli avvocati della Casa Bianca, consapevoli che l’atto sarebbe stato illegale.

 

Per spingerlo a dimettersi non restava che minacciare Powell di un’incriminazione penale per l’allargamento della sede della Fed. Lui dovrà andarsene comunque a maggio, quando scadrà il suo mandato, ma Trump ha fretta di abbassare i tassi: vuole dare una spinta all’economia americana già prima delle elezioni di mid term di novembre.

 

jerome powell meme

Disposto a rischiare anche un’impennata dell’inflazione (che, comunque, arriverebbe dopo il voto).

 

[…]  I costi del rifacimento della sede della Fed sono effettivamente astronomici (oltre 2,5 miliardi di dollari), ma il progetto precede la gestione di Powell che si è insediato al vertice dell’Istituto quando i lavori erano già iniziati. Se, poi, pensiamo che Trump spenderà 300 milioni solo per costruire una sala da ballo in un’ala della Casa Bianca, due miliardi e mezzo per la più importante istituzione bancaria del mondo […], forse non è poi una cifra così assurda.

 

Jerome […] non vuole rovinare la reputazione della banca, e la sua, con un cedimento in questo ultimo scorcio di una presidenza che è stata fin dall’inizio una corrida: entrato in carica a febbraio 2018, già in estate Trump è deluso perché Powell non lo segue. In autunno si dice pentito per averlo scelto. Poi accuse ridicole («Gode nell’aumentare il costo del denaro») e quella, ben più grave, di essere un nemico dell’America: peggio del leader cinese Xi Jinping. Nella furia di disconoscere la sua scelta, Trump è arrivato perfino a dirsi pentito di non aver scelto un banchiere straniero per la Fed: «Sarebbe stato meglio Mario Draghi

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