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UN AFFARE CHE PUNTA ALLE "NUVOLE" - L'ACQUISTO DELL'AZIENDA DI CYBERSECURITY "WIZ" DA PARTE DI GOOGLE PER CIRCA 23 MILIARDI DI DOLLARI È UNA MOSSA PER PROVARE A RIDURRE IL GAP CON I SERVIZI DI CLOUD COMPUTING DI AMAZON (AMAZON WEB SERVICE) E DI MICROSOFT (AZURE) - LA MAGGIOR PARTE DEI RICAVI DI "BIG G" PROVIENE DAGLI INSERTI PUBBLICITARI, MA L'ASCESA DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE STA CAMBIANDO IL PANORAMA DEI MOTORI DI RICERCA E, DI CONSEGUENZA...

Estratto dell'articolo di Lorenzo Stasi per il "Corriere della Sera"

 

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Alphabet si prepara alla più grande acquisizione della sua storia. Secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal , la holding di Google starebbe trattando l’acquisto per circa 23 miliardi di dollari di Wiz, startup che si occupa di cybersecurity: un’operazione record, che andrebbe quasi a doppiare i 12,5 miliardi con cui nel 2012 è stata comprata Motorola Mobility. Google punta a espandersi in un settore, quello della sicurezza informatica, in rapida crescita negli ultimi anni.

 

Fondata nel 2020 in Israele, nell’ultima valutazione Wiz ha toccato quota 12 miliardi di dollari. […] Ora è finita nel mirino del gigante di Mountain View che avrebbe offerto quasi il doppio di quanto vale sul mercato.

 

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Ma l’operazione Wiz, che lavora per realtà come Morgan Stanley, Bmw o Slack, serve soprattutto per potenziare il suo cloud computing, in un settore che vede Google rincorrere i servizi di Amazon (Amazon Web Service) e di Microsoft (Azure). Le trattative per l’acquisizione della startup di cybersecurity sono guidate in prima persona dall’amministratore delegato di Google Cloud, Thomas Kurian. Si punterebbe così a creare un’interconnessione tra i servizi di Google e le aziende che usano Wiz. Un’acquisizione funzionale a garantire maggiori standard di sicurezza ai propri clienti e ai loro dati, provando a ridurre il gap con le altre due big tech.

 

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L’interesse per un potenziamento dei servizi cloud si spiega anche e soprattutto con la geografia dei ricavi di Alphabet. Circa tre quarti dei suoi guadagni derivano dalla pubblicità (da Google Search, da YouTube, o da altri servizi). La holding di Google ha chiuso il primo trimestre di quest’anno con ricavi per 80,54 miliardi di dollari, e di questi circa 61 derivano da inserti pubblicitari. La seconda voce è proprio il cloud computing.

 

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L’intelligenza artificiale cambierà inevitabilmente il concetto di ricerca e, di conseguenza, anche il business model di Google, che ora si sta preparando a diversificare le proprie entrate. Un probabile ostacolo all’operazione potrebbe venire dall’Antitrust, in un periodo storico in cui l’amministrazione Biden sta attuando una linea dura contro le acquisizioni delle big tech. Anche Google è finita più volte nel mirino: oggi è chiamata a difendersi in due distinte cause sulle pratiche scorrette nella pubblicità in rete e su un eventuale abuso di posizione dominante nel campo delle ricerche online. […]

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