MARPIONNE NON INCANTA PIU’ L’AMERICA (E SE PERDE OBAMA FINISCE ROTTAMATO) - STOP DELLA SPECIAL COMMITTEE DEGLI AMMINISTRATORI DI CNH ALLA FUSIONE CON FIAT INDUSTRIAL - L’OPERAZIONE DA UN MILIARDO DI EURO GIUDICATA POCO CONVENIENTE DAI SOCI INDIPENDENTI DELLA CONTROLLATA USA - IERI A POMIGLIANO VISITA A SORPRESA DI MARPIONNE CON IL MINISTRO CLINI: PACE FATTA DOPO GLI SCAZZI SU FABBRICA ITALIA…

Vittorio Malagutti per il "Fatto quotidiano"

Arriva dall'America l'ultimo schiaffone per Sergio Marchionne. Proprio dagli States dove, almeno in teoria, sarebbero meglio apprezzate le qualità professionali del capo della Fiat. Questa volta, invece, il manager col maglioncino è stato costretto a incassare uno stop pesante a un progetto d'importanza strategica per il gruppo del Lingotto, la fusione tra Fiat industrial (trattori e camion, a cominciare dall'Iveco) e la controllata statunitense Cnh (macchine agricole).

I consiglieri indipendenti di quest'ultima società, assistiti da una schiera di consulenti legali, tra cui anche uno italiano, lo studio Erede, hanno rispedito al mittente l'offerta formulata da Fiat Industrial ritenendola "inadeguata e non nell'interesse di Cnh e dei suoi azionisti".

Per Marchionne l'inattesa decisione americana comporta come minimo un ritardo di alcuni mesi nella tabella di marcia. Senza contare che i termini di un'operazione che vale quasi un miliardo di euro dovranno essere rivisti in modo da spuntare il via libera della controparte. Fiat industrial controlla già l'88 per cento di Cnh e per comprare il residuo 12 per cento era pronta a offrire in pagamento 3,9 dei propri titoli per ogni azione della società Usa, che è quotata a Wall Street. Troppo poco, hanno risposto dall'America e così adesso è tutto da rifare.

Nelle settimane scorse gli analisti avevano segnalato che la fusione rischiava di risultare indigesta per Cnh, sigla che sta per Case New Holland. L'azienda italiana, infatti, si porta in dote un indebitamento elevato e di questi tempi il business dei camion è meno brillante rispetto a quello delle macchine agricole, in cui è specializzata la Cnh. Marchionne però tira diritto. Ieri il numero uno del Lingotto ha ribadito di "rimanere convito dei benefici strategici e finanziari della fusione". Tra l'altro, al termine dell'operazione, il neonato gruppo avrebbe avuto sede in Olanda e sarebbe stato quotato soltanto a Wall Street.

Addio Italia, quindi, per il titolo Fiat industrial, diventata una società autonoma meno di due anni fa, dopo la separazione dal settore auto. Il previsto trasloco in America anche della quotazione delle attività di camion e trattori era stata interpretata da più di un analista come un passo ulteriore, dopo le nozze con Chrysler, verso lo spostamento oltreAtlantico del baricentro del gruppo del Lingotto. Adesso, lo stop dello Special Committee degli amministratori di Cnh blocca almeno temporaneamente questi piani. La fusione non si farà certo entro quest'anno, come previsto all'inizio. Se ne riparla a primavera, forse, sempre che si arrivi a un'intesa tra le due parti.

L'America resta la terra promessa , quindi. E intanto il governo di Roma continua a inviare a Marchionne messaggi contraddittori. Mentre nelle settimane scorse, all'indomani dell'annuncio dell'abbandono del piano Fabbrica Italia, i ministri Elsa Fornero e Corrado Passera si sono affrettati a chiedere chiarimenti (mai arrivati) sui programmi del gruppo di Torino, adesso scende in campo il titolare del dicastero dell'Ambiente, Corrado Clini. Il quale ieri si è recato in visita allo stabilimento di Pomigliano d'Arco insieme a Marchionne.

Una visita a sorpresa, non prevista. Il ministro e il manager hanno accompagnato una delegazione brasiliana e non hanno rilasciato dichiarazioni al termine del tour nella fabbrica dove viene prodotta la Nuova Panda. Clini invece si è dimostrato più loquace poche ore dopo, quando al termine di un evento all' ambasciata cinese di Roma ha spiegato che "abbiamo deciso con Marchionne di studiare una collaborazione tra il governo e la Fiat sulla motorizzazione e la componentistica per affrontare la sfida ambientale".

Dichiarazione assai generica, ma che appare come un'apertura nei confronti del capo della Fiat dopo che nei giorni scorsi lo stesso Clini, nel pieno delle polemiche su Fabbrica Italia, aveva polemizzato con il capo del Lingotto. "La Fiat deve dare una risposta - tuonò Clini - sul lavoro che è stato fatto con le risorse pubbliche per lo sviluppo di tecnologie innovative". Che fine hanno fatto i soldi pubblici elargiti a Fiat per la ricerca? Si chiedeva in pratica il ministro. Il quale adesso è pronto a studiare altre forme di collaborazione con Marchionne. Marcia indietro. E amici come prima.

 

 

SERGIO MARCHIONNE Marchionne e Obama JOHN ELKANN MARCHIONNE IL MINISTRO CORRADO CLINI MARCHIONNE FORNERO PASSERA ELKANN A POMIGLIANO

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…