IL COSTO DELLA SPAZZATURA - OLTRE IL DANNO LA BEFFA: L'ILVA RISCHIA DI SPENDERE 120 MILIONI PER SMALTIRE I RIFIUTI DELLA LAVORAZIONE SIDERURGICA. COSA CHE POTREBBE BENISSIMO FARE DA SOLA...

Paolo Bricco per ‘Il Sole 24 Ore'

C'è una vicenda, che nella sua "normalità", rappresenta bene il paradosso dell'Ilva. La questione dello smaltimento dei rifiuti prodotti dalla lavorazione siderurgica. Iniziamo da una cifra. Smaltire una tonnellata di rifiuti non pericolosi - sottolineiamo non pericolosi - costa 80 euro a tonnellata. Lo puoi fare all'interno della fabbrica, se hai una discarica perfettamente funzionante. Oppure, se non ce l'hai o se ce l'hai ma per qualche ragione burocratico-amministrativa o giuridico-giudiziaria non sei in grado di utilizzarla, devi ricorrere ai servizi di chi ha una struttura simile.

Nel primo caso, adoperi la tua organizzazione e coinvolgi piccole imprese esterne specializzate in questo genere di operazioni. Dunque, ottimizzi le tue risorse e dai lavoro al tessuto produttivo circostante. Nel secondo caso, semplicemente, paghi. Bene, ora l'Ilva potrebbe essere costretta a staccare un assegno da 120 milioni di euro.

La società, infatti, smaltisce i rifiuti in un piccolo sito (perfettamente funzionante e con le "carte" a posto) che, però, a fine maggio dovrebbe esaurire la sua capienza: restano ancora ventimila tonnellate. Dopo, non si sa. Il problema è che l'Ilva ha stoccato, ancora in fabbrica, un milione e mezzo di tonnellate di rifiuti non pericolosi. Sono giacenze di vecchie lavorazioni, che restano ferme e non vengono smaltite.

L'Ilva dovrà portarle tutte al di fuori del suo perimetro? Sarà costretta a ricorrere ai servizi degli imprenditori pugliesi specializzati in questo florido e redditizio business? Al di là del fatto che l'offerta di questo genere di servizi appare satura, e dunque non sarebbe nemmeno troppo semplice riuscire a farlo, se alla fine l'Ilva si trovasse nelle condizioni di esternalizzare questo processo dovrebbe spendere 80 euro per un milione e mezzo di tonnellate. In tutto, appunto, 120 milioni di euro.

Il problema è che, questa somma, potrebbe essere tranquillamente risparmiata. E una quota non irrilevante di essa potrebbe essere dirottata sulle imprese di servizi che, nell'economia locale, sono specializzate nelle fasi più elementari del processo di smaltimento.

La realtà è che questo non accadrà. Ed è un paradosso. Perché, all'interno dell'acciaieria, la nuova discarica dove convogliare questo materiale inerte ci sarebbe. Si trova all'interno del perimetro della fabbrica, in località Mater Gratiae, nel comune di Statte, al confine con Taranto. La discarica per i rifiuti non pericolosi ha ottenuto la valutazione di impatto ambientale, da parte della Regione Puglia, nel 2000.

È stata costruita fra il 2009 e il 2011. C'è. Ma non si può usare, perché intorno si è formato un labirinto di ritardi, palleggi fra l'azienda e l'amministrazione comunale, pareri dell'Arpa, valutazioni della Guardia di Finanza, contro-pareri dell'Arpa stessa. Tecnicamente il Comune di Statte ha fatto ricorso a fine 2013 al Tar di Lecce contro l'autorizzazione rilasciata dall'Arpa Puglia tredici anni prima. A inizio 2014, per la precisione il 7 febbraio, il Tar di Lecce si è pronunciato a favore dell'Ilva, annullando l'ordinanza del Comune di Statte di demolizione della discarica stessa.

Tutto liscio? Si procede, diritti come un treno? No. A questo punto, è intervenuto un parere dell'Arpa Puglia che ha posto una serie di paletti assai dettagliati nell'analisi della bontà della costruzione della discarica stessa. Sì, perché quest'ultima è stata costruita con scorie di acciaieria inerti. In particolare, l'Arpa ha richiesto non il normale test previsto per questo tipo di impieghi.

Ma ha richiesto un test particolare a Ph variabile la cui adozione, in virtù dell'elevata acidità, potrebbe finire addirittura per sciogliere queste scorie, provocando dei rilasci anomali. Il che obbligherebbe a demolire l'intera discarica, imporrebbe di smaltire una enorme quantità di rifiuti costituita dalle scorie con cui è essa stata costruita e porterebbe al blocco del suo utilizzo per almeno due anni, con un ulteriore costo a carico dell'Ilva di 30 milioni di euro.

Dunque, nel combinato disposto formato da un lato dallo smaltimento del milione e mezzo di rifiuti di vecchia data adesso stoccati nell'acciaieria e, dall'altro, da questi nuovi costi vivi, ecco che si arriva a non meno di 150 milioni di euro. Una cifra molto impegnativa da digerire, per un organismo industriale come l'Ilva che già sta sperimentando un graduale deterioramento della sua finanza di impresa.

 

 

banch ilva riva PROTESTA DEGLI OPERAI DELL ILVA ilvaILVA DI TARANTO

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?