draghi bazooka

L’OLANDA PROCESSA DRAGHI, MA SUPER-MARIO NON MOLLA E TIENE I TASSI A ZERO – ''L’EURO E’ IRREVOCABILE, NON SONO UN EROE DEI PAESI AD ALTO DEBITO. FACCIO SOLO IL MIO LAVORO” – IL REGALO DEL FIGLIO DI DUISEMBERG: IL PADRE FU IL PRIMO PRESIDENTE BCE

 

Danilo Taino per il “Corriere della Sera”

 

draghi duisenbergdraghi duisenberg

Eh no, olandesi e italiani non si capiscono quando si viene a parlare di finanza pubblica. È storicamente così, nell' era dell' euro. Ieri, però, Mario Draghi non era in una commissione della Tweede Kamer, il Parlamento dell' Aia, con la fascia tricolore, interveniva come presidente della Banca centrale europea. Ciò nonostante, quasi tutti i deputati hanno pesantemente criticato la sua politica monetaria, spesso con il sottinteso che fosse buona per l' Italia e cattiva per altri Paesi, Olanda compresa. Al punto che Draghi, di solito freddo in pubblico, si è palesemente irritato. Viaggio tra i tulipani difficile.

 

olanda parlamentoolanda parlamento

A proposito di tulipani, per dire come sia poco condivisa nei Paesi Bassi la politica monetaria espansiva della Bce - tra tassi d' interesse bassissimi e acquisti di titoli sui mercati -, l' episodio finale dell' audizione parlamentare racconta molto. Dopo un dibattito acceso e teso, come è bello che sia nei Parlamenti, il presidente della seduta ha regalato a Draghi una lampadina-tulipano alimentata a energia solare.

 

Accompagnata dalla frase: «Vogliamo che lei guardi questo tulipano prima delle sue riunioni». Gentilezza obliqua per ricordare la Bolla dei Tulipani, la prima grande speculazione dell' era capitalista, finita malissimo, nel Seicento. La cosa interessante è che a consegnare il tulipano sia stato Pieter Duisenberg, che non solo fa parte del partito conservatore che guida il governo ma è anche figlio di Wim Duisenberg, il primo presidente della Bce, cioè di un predecessore di Draghi. Come dire che la distanza olandese dalle politiche di Francoforte oggi è patrimonio nazionale.

DRAGHIDRAGHI

 

Il presidente della Bce ha ribadito, nella sua introduzione, quella che è la lettura della Banca centrale in questa fase: l' economia dell' eurozona sta andando meglio ed è solida; ciò nonostante, l' inflazione - il cui livello appena sotto del 2% è l' obiettivo della Bce - è ancora debole e incapace di sostenersi se le misure di stimolo monetario venissero meno. Ragione per cui non è il momento di cambiare politica.

 

I deputati olandesi non sono sembrati convinti, soprattutto sono apparsi più interessati ad altro, a parte i rappresentanti dei partiti D66 e Verdi che lo hanno ringraziato. Pieter Omzigt, cristiano democratico, lo ha accusato- di avere ecceduto dal mandato della Bce - l' inflazione - e di avere finanziato i governi nazionali, soprattutto quelli dei Paesi più deboli. Sull' argomento Draghi ha detto: «Non sono un eroe (degli Stati ad alto debito, ndr), non è il mio lavoro essere un eroe. Svolgo il mio compito che è seguire il mio mandato che è quello della stabilità dei prezzi».

GERRIT ZALMGERRIT ZALM

 

Le domande sono diventate pressanti, soprattutto su cosa succederebbe se un Paese facesse default sui debiti e uscisse dall' euro. Quando la deputata Renske Leijten, socialista, ha sostenuto che Draghi non rispondeva alle domande, il presidente della Bce ha detto con una certa irritazione «non rispondo a supposizioni irrealistiche». All' accusa di future perdite dei contribuenti europei a causa degli acquisti di titoli sui mercati da parte della Bce, Draghi ha risposto duramente che finora la politica della Bce «ha creato 4,5 milioni di posti di lavoro: questa è la realtà, il resto è speculazione».

CIAMPI DRAGHICIAMPI DRAGHI

 

Anche quando è stato sollevato il problema dei fondi pensione che a causa dei bassi tassi d' interesse sono in difficoltà a garantire buoni ritorni sull' investimento, Draghi ha tagliato corto: «Non credo che i fondi pensione avrebbero beneficiato da una recessione».

 

Il presidente della Bce ha poi negato che ci siano maggioranze di cittadini che vogliono abbandonare l' euro e a una deputata dell' Unione Cristiana, Carola Schouten, che gli chiedeva se tutti i problemi dell' euro fossero davvero causati dai governi nazionali e la Bce non avesse provocato qualche effetto collaterale negativo, ha risposto seccamente «No, assolutamente no».

 

Gli olandesi sono da lungo tempo sospettosi dell' approccio degli italiani alle finanze pubbliche. Famoso fu Gerrit Zalm, ministro delle Finanze negli Anni Novanta, che si oppose risolutamente all' ingresso dell' Italia nell' euro. Fu bloccato da Carlo Azeglio Ciampi, maestro di Draghi.

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