L’OMBRELLO DI DIO - IL FISCO BUSSA ALLA PORTA DELLA ‘’GAZZETTA’’ PER “INTERCETTARE” EVENTUALI COMPENSI A DIEGUITO (E’ VENUTO GRATIS?) - L’AUTOGOL DELLA RAI: “MASSACRATI IN CASA PROPRIO SULL’EVASIONE”

Giorgio Meletti per "Il Fatto Quotidiano"

Diego Armando Maradona trova inconcepibile che il fisco italiano gli chieda le tasse non pagate. E sfoga la sua incredulità snocciolando argomenti che sembrano copiati pari pari dal repertorio berlusconiano. Tipo: "Io che ho dato felicità ai napoletani...".

E così replica al vice ministro dell'Economia, Stefano Fassina, che ha giudicato "da miserabile" il suo spottone anti Agenzia delle Entrate: "Non lo conosco e non so che cosa abbia fatto per la gente". Dunque tra un governo che chiede di pagare le tasse dovute e un contribuente che si rifiuta ha ragione chi ha più consenso popolare. E questa sembra davvero di averla già sentita.

Rivediamo la scena alla moviola. Rai 3 invita Maradona al programma di Fabio Fazio "Che tempo che fa". Il noto pibe de oro deve promuovere la serie di dvd sulla sua storia prodotti da Gazzetta dello Sport e Rai. Alla vigilia dello show il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, previa consultazione con il capo dell'Agenzia delle Entrate Attilio Befera, intima di non dare una sola lira di compenso all'ex campione, anche perché, per legge, il denaro dovrebbe essere intercettato dal fisco italiano, che rivendica la consegna di ben 39 milioni di euro da Maradona.

Ma l'uomo che ha dato la felicità ai napoletani non ne vuol sapere. Va da Fazio e attacca, spiega che è accusato ingiustamente , che è perseguitato addirittura e che è determinato a chiarire la vicenda una volta per tutte. Spiega dove sta secondo lui l'ingiustizia. Siccome il fisco italiano dice che non sono state dichiarate tutte le sue competenze negli anni ‘85-‘90, quando era dipendente del Napoli, che non ha versato le tasse dovute come sostituto d'imposta nella giusta misura, lui si difende dicendo che non c'entra niente: "Il contratto l'hanno firmato il presidente del Napoli Corrado Ferlaino e il mio procuratore Guillermo Coppola. Vadano da loro anziché venire da me a togliermi orecchini e orologi".

Ed è qui che parte il clamoroso gesto dell'ombrello, rivolto a Equitalia, e accolto dal pubblico in studio con un'autentica ovazione (da valutare con molta serietà) e da Fazio con una frase apparentemente incomprensibile (per chi non conosce l'antefatto): "È qui a titolo gratuito!". Fazio ha capito subito che l'incidente era esploso.

E infatti ieri ha ripreso il tema rivendicando di essere stato il primo a porre a Maradona la domanda sull'evasione fiscale, e compiacendosi del fatto che il 53 enne cittadino argentino abbia manifestato "non solo di non volere sfuggire, ma di volere andare finalmente in fondo alla vicenda". Il gesto dell'ombrello per Fazio "si poteva evitare", mentre il direttore di Rai 3, Andrea Vianello, ha espresso il suo rammarico per un comportamento "offensivo".

Ma il punto è un altro, la precisione dell'informazione. Maradona infatti non ha detto di voler regolarizzare la sua posizione, ma di pretendere giustizia perché lui non è "mai stato un evasore". E allo stesso modo di B., che vorrebbe un quarto, un quinto, e, se necessario, anche un sesto e un settimo grado del giudizio per la sua condanna definitiva per frode fiscale, anche Maradona fa credere a un intervistatore che non ha approfondito la materia di essere in fase di confronto con le autorità fiscali. Invece la storia è diversa, come fanno sapere, un po' inferociti dall'Agenzia delle entrate.

Maradona è stato condannato per la prima volta dalla Commissione tributaria provinciale di Napoli nel 2001, condanna confermata dalla Commissione tributaria regionale nel 2002 e dalla Corte di Cassazione nel 2005, dopo la quale ha tentato altri due ricorsi, entrambi respinti. Dei 39 milioni che gli chiede il fisco, solo 6 sono le imposte evase, il resto sono sanzioni, more e interessi.

L'avvocato di Maradona, Angelo Pisani, è un esponente del Pdl, presidente dell'ottavo municipio di Napoli. Il suo blog cerca "agenti anti-Equitalia", e rimanda a un "movimento anti-Equitalia". Pisani ha sempre sostenuto che il suo cliente è vittima di "una persecuzione con cartelle pazze".

La Agenzia delle Entrate invece ritiene di dover dare la caccia ai 39 milioni di Maradona, e per questo nei prossimi giorni andrà a chiedere alla Gazzetta dello Sport e alla Rai se devono pagare a Maradona dei diritti per i dvd che stanno per essere lanciati, nel qual caso il flusso di denaro dovrebbe essere intercettato. Peraltro è sufficiente passare attraverso una società per eludere la sorveglianza del fisco.

Nella polemica un po' sgarrupata di ieri si segnala la sortita del capogruppo alla Camera del Pdl, Renato Brunetta. Impegnato da giorni in una polemica durissima contro Fazio, per dargli addosso ha assunto il ruolo di difensore dei contribuenti onesti. Giudicando indecente lo show di Maradona, Brunetta attacca: "Davvero offensiva è la condiscendenza manifestata dal conduttore Fabio Fazio che ha lasciato che il suo pubblico tributasse un'ovazione per quell'atto di volgare offesa, che irride la legge e gli italiani onesti".

2. IMBARAZZO IN AZIENDA «MASSACRATI IN CASA PROPRIO SULL'EVASIONE»
Paolo Festuccia per "la Stampa"

Dal settimo piano di viale Mazzini filtra solo tanta irritazione. Certo Raitre si rammarica «per quanto accaduto» ma il gesto dell'ombrello di Maradona nella puntata di «Che tempo che fa...» non è piaciuto a nessuno. E non potrebbe essere diversamente si lascia andare un dirigente Rai «in un Paese come il nostro dove l'evasione è elevatissima...Bollarla con il «gesto dell'ombrello» è «offensivo e inaccettabile». Insomma, «è come parlare di corda in casa dell'impiccato».

Concetti che condividono sia la presidente della Tv pubblica Anna Maria Tarantola che il direttore generale, Luigi Gubitosi. «Gesti inqualificabili», insomma, per i vertici che non contribuiscono certamente a rasserenare il clima di tensione che da qualche settimana avvolge il lavoro di Fazio a Raitre.

Ma con «Maradona si è passato il segno» spiega un consigliere Rai di lungo corso, anzi chiarisce meglio il collega, Antonio Verro, «ciò che è accaduto è uno schiaffo a tutti gli italiani che pagano le tasse». Giudizi duri, ma meno invasivi di quelli espressi da Equitalia che proprio alla Tv pubblica aveva affidato i suoi spot antievasione contro i «Parassiti delle società» (così recitava lo slogan): «È assurdo che si possa consentire a Maradona di fare il gesto dell'ombrello in una tv pagata da quei contribuenti che non evadono il fisco pagando il canone Rai».

Già, questa la nota più dolente per i dirigenti di viale Mazzini. Il gesto di Maradona, infatti, ha il sapore della beffa, di «un vero autogol per la Tv pubblica» - tagliano corto alla Rai. Un danno di immagine importante per «un'azienda come la nostra, che proprio dall'evasione del canone subisce i danni più significativi».

Per questa ragione il Codacons parla di un'istigazione ad evadere, che secondo il consigliere di centrodestra Verro non può non trovare attenzione tra i commissari dell'Agcom e in Vigilanza, dove già diversi consiglieri - soprattutto di centrodestra - stanno affilando le armi. Contro la Rai, ma soprattutto contro Fabio Fazio. Tra questi, naturalmente, l'acerrimo rivale Renato Brunetta, che dopo lo scontro in studio sui compensi ricevuti dalla Rai dal conduttore ligure, non ha perso l'occasione per piazzare sulla sua testa di Raitre una altra interrogazione in Vigilanza.

 

 

MARADONAMARADONA GESTO DELL OMBRELLOcalabrese Gazzetta dello Sport maradona foto mezzelani gmt maradona foto mezzelani gmt SCOTT JOVANE A BAGNAIA il Presidente de La Stampa e di Fiat John Elkann e lAd di RCS Pietro Scott Jovane

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