L’ORSI PIZZICATO CON LE MANI NEL MIELE - UN’INTERCETTAZIONE AMBIENTALE INGUAIA IL NUMERO UNO DI FINMECCANICA - PARLANDO CON CARLO GEROSA, SOCIO DEL MEDIATORE GUIDO HASCHKE, ORSI FA RIFERIMENTO ALLA TANGENTE DI AGUSTA INTASCATA DA HASCHKE PER FACILITARE L’ASSEGNAZIONE DELL’APPALTO PER GLI ELICOTTERI, E ANCHE AL RICICLAGGIO DI DENARO CONSEGUENTE, VIA MAURITIUS...

Massimo Martinelli per "Il Messaggero"

Doveva essere il giorno del contrattacco, per Giuseppe Orsi e per il suo legale, Ennio Amodio. E invece mentre il numero uno di Finmeccanica annunciava denunce attraverso il suo legale spiegando il presunto equivoco che avrebbe indotto in errore i magistrati napoletani che l'hanno indagato per corruzione internazionale, spuntano nuovi documenti istruttori a rendere ancora più instabile la sua posizione giudiziaria.

In particolare, viene fuori un'intercettazione ambientale effettuata all'interno dell'Audi A6 di Carlo Gerosa, socio di Guido Haschke, l'uomo che Giuseppe Orsi nominò consulente di Agusta per l'India poiché in grado di sbloccare l'assegnazione delle commesse per gli elicotteri. La conversazione in macchina avviene nei pressi di Genova, a Recco, tra Gerosa, Haschke e Roberto Zuccarino, ingegnere di Oto Melara.

La trascrizione è agli atti, e i pm di Napoli annotano: «Durante il viaggio, anche alla luce degli articoli di stampa sul tema della corruzione per la vendita dei 12 elicotteri all'India oggetto di indagine, gli interlocutori hanno affrontato il tema svelando nei minimi particolari alcuni retroscena dell'operazione, da Orsi a Spagnolini, a Haschke a Gerosa e ad altri soggetti indiani menzionati ed oggetto di indagine».

I particolari, precisa il rapporto giudiziario, riguardano la tangente che Agusta avrebbe riconosciuto ad Haschke per facilitare l'assegnazione dell'appalto: «Si comprende chiaramente che due stanno percependo le loro spettanze cioè i venti milioni di euro (così come riferito da Borgogni in sede di interrogatorio) pagati da Agustawestland, con operazioni fittizie che transitano dalla Tunisia con il denaro che poi finisce alle isole Mauritius dopo operazioni di riciclaggio. E che Orsi, Spagnolini e ed altri dirigenti, hanno la piena responsabilità dell'operazione».

Ieri mattina, invece, l'avvocato Ennio Amodio aveva seccamente smentito le accuse di Lorenzo Borgogni, ex direttore delle relazioni esterne di Finmeccanica. Aveva annunciato azioni legali contro lo stesso Borgogni e confermato che Giuseppe Orsi non ha alcuna intenzione di lasciare il ponte di comando di Finmeccanica: «Resterà al suo posto, salvo che l'Esecutivo decida altrimenti, e si difenderà a tutto tondo per dimostrare la sua estraneità».

E ancora, il legale di Orsi ha definito «un clamoroso abbaglio» quello preso dai pm di Napoli, che avrebbero male interpretato un documento sequestrato nella casa della madre di Haschke, ritenendolo erroneamente riferibile all'appalto dei dodici elicotteri oggetto dell'inchiesta.

Eppure, almeno a leggere le intercettazioni depositate in questi giorni, le valutazioni dei pm partenopei appaiono supportate almeno da un paio di altre intercettazioni, in cui Haschke e Gerosa parlano dell'evoluzione delle indagini. In una prima trascrizione del 13 gennaio scorso, ad esempio, Hasckhe e Gerosa commentano il coinvolgimento nell'indagine di Bruno Spagnolini, stretto collaboratore di Orsi e attuale ad di Agusta: «I due, riferendosi a Spa (Spagnolini) convengono che: su quello i giudici di Napoli non hanno visto sbagliato».

E ancora, in un'altra intercettazione, Gerosa e Haschke riflettono soddisfatti sulle difficoltà per i magistrati di individuare a Mauritius i loro soldi: «Prima devono capire che sono finiti là, e per capire che sono a Mauritius devono fare una rogatoria in Italia, poi in Tunisia, poi probabilmente ci arrivano tra dieci anni».

 

GIUSEPPE ORSI E UN ELICOTTERO AGUSTAWESTLAND jpeggiuseppe orsi Lorenzo Borgogni selex finmeccanicab LOGO AGUSTA WESTLANDELICOTTERO AGUSTA WESTLAND AW

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