LA FIGURA DEL MINCIONE - LAMBERTO DINI FA RETROMARCIA SULLA SUA CANDIDATURA A PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI SORVEGLIANZA DI BPM - GIÀ SFUMATO IL PIANO ANTI-BONOMI DEL GOLDEN BOY DELLA FINANZA?

1 - BPM, DINI SI RITIRA E ATTACCA I SINDACATI
Da "la Stampa"

«Sono giunto alla conclusione, di intesa con Raffaele Mincione, che non sussistono più le condizioni che giustifichino un nostro diretto coinvolgimento nella vicenda Bpm».
In una lunga lettera, con grande amarezza l'ex premier Lamberto Dini, candidato come presidente del consiglio di sorveglianza della Banca popolare di Milano, decide di ritirarsi dalla corsa alla presidenza e consiglia allo stesso azionista Mincione di «non presentare una lista a nome del suo fondo».

Dini spiega che «quelle forze interne» che l'avevano sostenuto non ci sono più. Duro l'attacco ai sindacati: le quattro rappresentanze sindacali nazionali e locali si sono coalizzate avendo come punto di convergenza il mantenimento della struttura cooperativa della banca, contraddicendo a indirizzi e direttive» della Banca d'Italia.

Dini si spinge più in là dicendo anche che alcuni sindacati «sembrerebbero anche sostenere che un aumento del capitale della banca non sia necessario». E lascia queste conclusioni: «Oggi la Bpm sembra aver perso un sicuro accesso al mercato» e c'è il rischio che la banca perda pure «la propria indipendenza».

2 - POPOLARE DI MILANO, L'ADDIO DI DINI LASCIA LA GUIDA DELLA LISTA MINCIONE
Giu. Fer. per il "Corriere della Sera"

La partita sulla Popolare di Milano sembra già finita ancora prima di cominciare. Lamberto Dini, l'uomo scelto dal finanziere Raffaele Mincione per guidare la lista alternativa a quella già presentata da Piero Giarda, si ritira. «Sono giunto alla conclusione, di intesa con Raffaele Mincione, che non sussistono più le condizioni e i presupposti che giustifichino un nostro diretto coinvolgimento nella vicenda Bpm», ha scritto ieri l'ex presidente del Consiglio. E consiglia lo stesso Mincione a «non presentare una lista a nome del suo fondo».

Come è emerso venerdì, Mincione ha traslocato il suo 7,02% nel capitale di Bpm da un trust nelle Isole del Canale ad Athena Capital Sicav, un fondo di diritto lussemburghese. Che, in quanto investitore istituzionale, avrebbe diritto a presentare una lista beneficiando di una clausola prevista dallo Statuto della banca.

Ma la Consob ha già avviato un'indagine, per verificare che Athena Capital sia davvero una Sicav, con una pluralità di soci e nella quale Bpm non sia l'unico investimento. Inoltre, almeno una parte di titoli Bpm sarebbe in pegno alla Fondazione Enasarco, nell'ambito di una ristrutturazione di un'operazione finanziaria che aveva portato Enasarco a investire nei fondi di Mincione, come ha scritto ieri Milano Finanza .

Che cosa è successo, per spingere Dini a fare marcia indietro nell'arco di così poco tempo? «Quelle forze interne che per settimane avevano manifestato interesse e sostegno per la presentazione da parte nostra di una lista maggioritaria che avesse come obiettivo governare il necessario cambiamento, pur mantenendo la struttura partecipativa della banca, non sono più presenti», afferma l'economista prestato alla politica.

Perciò «anche se sollecitato, non desidero essere coinvolto in nessuna lista per il consiglio di sorveglianza della banca». Ma Dini accusa anche i sindacati, colpevoli di non voler seguire le indicazioni della Banca d'Italia: «Le quattro rappresentanze sindacali nazionali e locali si sono coalizzate avendo come punto di convergenza il mantenimento della struttura cooperativa della banca, contraddicendo così agli indirizzi ed alle direttive formulate, anche recentemente, dalle autorità monetarie di vigilanza, dalle quali, anche per la mia storia personale, giammai mi distaccherei», sostiene l'ex direttore generale di via Nazionale.

Ma le critiche continuano. «Alcuni di essi sembrerebbero anche sostenere che un aumento del capitale della banca non sia necessario. Se così fosse, anche su questo essi andrebbero contro quanto richiesto dalle autorità preposte e significherebbe tornare indietro su posizioni ultraconservatrici, non sostenibili. È cosi lecito pensare che queste posizioni - mantenimento della esistente struttura cooperativa senza aumento di capitale - siano solo enunciazioni elettorali per ottenere il consenso dei votanti, da dimenticare poco dopo le elezioni stesse», spiega Dini.

Invece, «pur salvaguardando la struttura partecipativa della banca, un cambiamento della governance è indispensabile per garantire il successo della sottoscrizione dell'aumento di capitale nella prospettiva della trasformazione della banca in società per azioni». O «si pensa forse che l'aumento di capitale possa essere sottoscritto dai soci dipendenti e pensionati oppure dalle segreterie sindacali?», chiede Dini.

Ora l'attesa è sulle decisioni di Mincione: il limite per la presentazione delle liste, in vista dell'assemblea del 21 dicembre, è domani pomeriggio, quindi il finanziere ha più di un giorno di tempo per decidere cosa fare. Ma la strada sembra segnata: Giarda si è mosso prima per quelli che sono ancora gli equilibri sindacali della banca e lo stesso Dini sconsiglia vivamente Mincione di presentare una lista «a nome del suo fondo».

 

 

Lamberto Dini RAFFAELE MINCIONEANDREA BONOMI Piero Giarda

Ultimi Dagoreport

valter lavitola placca palazzo chigi presidenza del consiglio

FLASH! – QUANTI MISTERI, VALTERINO! COS’HANNO TROVATO I CARABINIERI DURANTE LA PERQUISIZIONE A CASA DI LAVITOLA, IL 4 LUGLIO 2026? OLTRE A TRE CELLULARI (GIA' BEN RIPULITI DALLA MESSAGGISTICA CON RANUCCI), DUE CHIAVETTE USB, SVARIATI MANOSCRITTI E UN COMPUTER, SONO SBUCATI ANCHE DUE DISTINTIVI INTESTATI ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, BENCHE' PRIVI DEL TESSERINO CHE RIPORTA MATRICOLA E FOTO (E' BENE RICORDARE CHE ANCHE GLI AGENTI DEI SERVIZI DIPENDONO DA PALAZZO CHIGI) - COME, QUANDO E PERCHE' LAVITOLA E' RIUSCITO  A ENTRARE IN POSSESSO DI TALI "PLACCHE" (CHE NON ERANO IN USO ALL'EPOCA DEI SUOI RAPPORTI CON BERLUSCONI PREMIER)?

fulvio martusciello occhiuto zangrillo

IN FORZA ITALIA C’È UN CLIMA INFAME – IL TAJANEO FULVIO MARTUSCIELLO MANDA UN MESSAGGIO NELLA CHAT DEL PARTITO CAMPANO E INVITA A DISERTARE LA GIORNATA DI OGGI DEL CONVEGNO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI CONFINDUSTRIA A CAPRI: “IL PROGRAMMA DI OGGI È DAVVERO FIACCO”. IL MOTIVO? OGGI ALL’EVENTO PARLERANNO I DUE ACERRIMI AVVERSARI INTERNI DI TAJANI: ROBERTO OCCHIUTO E PAOLO ZANGRILLO – “DOMANI INVECE TUTTI PRESENTI PER APPLAUDIRE ‘IL NOSTRO UNICO LEADER’ (MA CHI E’, KIM JONG UN?)

meloni merz le pen trump

DAGOREPORT - NEI GIORNI IN CUI A BRUXELLES SI TIENE UN CONSIGLIO EUROPEO INFUOCATO, GIORGIA MELONI PERDE IL SUO UNICO ALLEATO: MERZ. SUL BILANCIO COMUNITARIO, IL CANCELLIERE TEDESCO VOLTA LE SPALLE ALLA DUCETTA, CHE SOGNA UN BILANCIO GONFIO, E SI ACCODA AL FRONTE DEI PAESI FRUGALI: "DOBBIAMO RIDURLO IN MODO SIGNIFICATIVO" - INOLTRE, LA MELONI, ORA CHE NON C'È PIÙ L'UNGHERESE VIKTOR ORBAN, SCONFITTO ALLE ELEZIONI DI APRILE, È RIMASTA L'UNICA A DIFENDERE IL DIRITTO DI VETO, CHE BLOCCA OGNI DECISIONE A BRUXELLES - A VIENNA SI SONO RIUNITE LE TESTE D'UOVO DEL VECCHIO CONTINENTE PER INTERROGARSI SUI TERREMOTI POLITICI CHE POTREBBERO SCUOTERE IL MONDO NEI PROSSIMI MESI: DELLE ELEZIONI ITALIANE, ANCORA SENZA UNA DATA, NEPPURE UNA PAROLA. A TOGLIERE IL SONNO AI POTENTONI EUROPEI SONO SOPRATTUTTO TRE APPUNTAMENTI ELETTORALI: ISRAELE, STATI UNITI E FRANCIA....

giuseppe castagna giancarlo giorgetti banco bpm credit agricole

DAGOREPORT - MENTRE GLI OCCHI DI TUTTI SONO PUNTATI SUL PALIO DI SIENA TRA MPS E INTESA, CON FARE SILENTE E QUASI ACCOMODANTE, COM’È IL LORO STILE, I FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE STANNO ALLUNGANDO LE LORO MANINE SU BANCO BPM, SECONDO POLO BANCARIO ITALIANO PER RETE DI SPORTELLI - PER RENDERE L’ISTITUTO, CARO ALLA LEGA, NON PIÙ CONTENDIBILE (VEDI L’OPS DI UNICREDIT FERMATA A COLPI DI GOLDEN POWER), IL MINISTRO DEL MEF GIORGETTI HA PORTATO DENTRO IL CAPITALE SOCIALE DEL BANCO I FRANCESI, GIA’ A CAPO DEL GRUPPO CREDIT AGRICOLE ITALIA - UNA VOLTA RAGGIUNTO IL 29,3% DI BPM, NELLA TESTA DI PARIGI SPUNTA LA GENIALE IDEA: PERCHÉ IMBARCARSI IN UN’OPA ONEROSA SUL BANCO CARO AL CARROCCIO, QUANDO LO SI PUÒ ESPUGNARE “A GRATIS”, SENZA SGANCIARE UN EURO DI PREMIO AI SUOI AZIONISTI? - C’EST FACILE! BASTA FAR CREDERE CHE SIA BPM A COMPRARE CREDIT AGRICOLE ITALIA: IL BANCO INCORPORA LA CONTROLLATA DEI FRANCESI, E IL RISULTATO “POLITICO” È CHE GLI ITALIANI SI PRENDONO LA BANCA TRANSALPINA. IL PIÙ CLASSICO GIOCO DI PRESTIGIO…

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...