oscar farinetti da libero by benny

LE MOZZARELLE ALLA CORTE DI RENZI - UN LIBRO RACCONTA LA NASCITA DI EATALY, CON FARINETTI CHE PISCIA CONTRO UN PILONE A TORINO: "IL PRIMO SORGERÀ QUI" - LA LOBBY DI CARLIN PETRINI E I BUONI UFFICI DI CHIAMPARINO

wolf bukowski la danza delle mozzarellewolf bukowski la danza delle mozzarelle

Estratto del libro “La danza delle mozzarelle” di Wolf Bukowski pubblicato da il “Fatto Quotidiano

 

   È l’11 novembre del 2002. Farinetti e i suoi soci stanno per incassare 528 milioni di euro dalla vendita di Unieuro alla Dixon. Nonostante l’occasione importante e redditizia le lunghe formalità notarili gli paiono insopportabili, e così Oscar chiede alla segretaria un foglio A4. Prende la biro dal taschino. Comincia dal perimetro, come sempre. Un rettangolo con un’entrata e un’uscita, e in un angolo il forno a legna e la vendita del pane. Di fronte c’è il ristorante della pasta e della pizza [eccetera…] Ogni cosa si può comprare o mangiare lì, subito. Vicino alle casse schizza una mezzaluna. È l’area didattica, dove ci s’impara a nutrire con i prodotti di stagione.

 

renzi farinetti eatalyrenzi farinetti eataly

   Non è un altro punto vendita: è “un’altra vita”. Sul foglio, in basso a destra, traccia anche il nome: “Eat Italy”. Quando porta il disegno a Carlin Petrini, questi lo guarda “in lungo e in largo e alla fine [gli dà] la sua benedizione”. Che, come sappiamo, si sostanzia in consulenze e, come aggiunge Grossi, attività di lobbying. Solo grazie a Slow Food fu possibile arrivare ad avere lo storico stabilimento Carpano di via Nizza a Torino, a pochi passi dal Lingotto, oggi ristrutturato e divenuto sede di Eataly Torino. Racconta la Sartorio: tutto è successo in fretta, come piace a lui.

 

Il giorno prima ha avuto un colloquio col sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, che fin lì conosceva più o meno di vista, ed ecco che Eataly già c’è o ci sarà. In Comune l’ha introdotto, come al solito, l’amico Carlin, che conosce tutti. Oscar si è presentato a Palazzo Civico con il suo bel Powerpoint, una spiegazione veloce del progetto e la determinazione a trovargli uno spazio.

farinetti sul cantiere di eataly a romafarinetti sul cantiere di eataly a roma

 

Chiamparino, altrettanto pragmatico, l’ha interrotto. Ha detto: “Aspetta”, al tu sono passati subito, per accelerazione, “non ripetere due volte, faccio venire l’assessore che segue queste cose”. Cinque minuti di convenevoli ed ecco comparire una bionda signora. Presentazioni, strette di mano – Oscar, Elda. Chiamiamoci per nome che è più rapido.

 

   Elda, che si chiama Tessore, è nel governo cittadino torinese in più periodi tra il 1985 e il 2007: ex radicale, poi assessora socialista rampante con la giunta di sinistra e capogruppo del Psi nella maggioranza pentapartito, Commissario e Sovrintendente al Teatro Regio eccetera. Insomma la quintessenza della prima repubblica. E dal 2012, ça va sans dire, renziana convinta. Al momento dell’incontro con Oscar (2003) è in giunta in “quota Chiampa”, cioè voluta direttamente dal Sindaco, per occuparsi delle attività economiche e delle Olimpiadi invernali del 2006, una macchina di distruzione di territorio e denaro pubblico.

 

elda tessoreelda tessore

La Tessore mostra diciotto edifici a Farinetti, ma lui trova ciò che cerca solo all’ex fabbrica Carpano: “Elda, qui!”. “Lo vedi in che stato? Ti costerà parecchio, più di tutti gli altri”. Oscar nemmeno sente. Ci viaggia dentro. Vede già il suo forno a legna, i ristorantini circolari, gli scaffali. […] L’assessore lo segue tra i calcinacci, vagamente perplessa. Poi comincia a vedere anche lei. Il bar, i tavoli, i bei mattoni a vista. Quell’uomo è contagioso. Ma dopo una giornata in giro per Torino anche l’uomo contagioso ha bisogno di appartarsi.

 

eataly torino ex carpanoeataly torino ex carpano

E allora va dietro “un’enorme cisterna color ruggine dove un tempo si faceva il vermouth più buono della città” e piscia. Sì sì, avete proprio letto bene: “Si tira giù la bottega e orina contro una piglia in cemento armato [...]. La pipì è il segnale [...] è la sua presa di territorio. Eataly sorgerà qui”. Liberata la vescica, il resto fluisce da sé: l’anno dopo, il Comune di Torino indice un bando di concorso per l’affidamento del complesso.

 

Nell’aprile del 2005, Eataly srl, vincitrice e unica partecipante del concorso, si aggiudica l’affidamento dell’area per la realizzazione di un “Parco Enogastronomico”. La concessione è per 60 anni, i metri quadrati sono più di 11mila e la spesa per la ristrutturazione, a carico di Eataly, 18 milioni. E per Oscar c’è un ufficio provvisorio, una baracca nel cantiere. È presso quella baracca che dovete immaginarvi andare in scena i “molti giri, burocrazia e telefonate che pareva un affare da servizi segreti” che porteranno al rapporto societario con Coop, grazie alla mediazione di Slow Food (visto che Oscar “non sapeva nemmeno dove fosse la sede” della cooperativa).

fassino con elda tessore e oscar farinettifassino con elda tessore e oscar farinetti

 

   La biografa di Farinetti racconta dei contatti con Coop Italia facendo ricorso a una serie di immagini che suggeriscono che la Coop sia il socialismo reale: l’indirizzo era via del Lavoro, tanto per chiarire, e gli uffici erano anonimi e spartani, che nessuno si immaginasse scrivanie in mogano a spese dei consumatori. Duri, puri e ligi al regolamento. Fu perciò un sollievo constatare che [il dirigente che attendeva Farinetti] non vesti[sse] la divisa del Kgb.

RENZIRENZI

 

   Poi ci sono i sovietici, i momenti di impasse della trattativa sono segnati dai niet eccetera. L’evocazione di un sistema tirannico e già fallito (il libro è del 2008!) ha probabilmente lo scopo di rendere ancor più seducente e simpatico il successo di Coop nel capitalismo trionfante, e di accreditare una joint venture come fosse un Fronte Popolare. (...)

 

Comunque sia, scavalcando piglie di cemento armato e superando cisterne un tempo piene di Punt e Mes, gli apparatciki di Coop Liguria e Piemonte, guidati dalla compagna Tiziana Primori di Coop Adriatica, raggiungono Farinetti nella baracca. Dopo epica trattativa acquisiscono il 40% di Eataly distribuzione, la società del gruppo che concretamente gestirà gli stores. Il primo dei quali, ovviamente Torino ex Carpano, apre il 27 gennaio 2007.

 

eataly ex carpano torinoeataly ex carpano torino

 

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…