TESORO, MI SI È ALLARGATA LA BANDA - LA CDP (GARANTITA DAI RISPARMI POSTALI) HA MESSO MEZZO MILIARDO IN METROWEB PER SVILUPPARE LA FIBRA OTTICA - TELECOM, CHE È PRIVATA, STRANGOLATA DAI DEBITI E QUINDI PAGA CARO RACCOGLIERE SOLDI PER GLI INVESTIMENTI, VEDE METROWEB COME LA CONCORRENTE SLEALE CHE LE STRAPPERÀ QUELLO SPORCO ULTIMO MIGLIO (IN RAME) - MOLTO DIPENDERÀ DAI CONCORRENTI: WIND E VODAFONE SONO PRONTI A UTILIZZARE METROWEB COME “GROSSISTA” DI RETE…

1- BANDA LARGA TELECOM E CDP SFIDA FINALE TRA I DUE COLOSSI
Massimo Sideri per "CorrierEconomia - Corriere della Sera"

Fosse stato un contesto politico l'avrebbero battezzata cena dell'osso o patto della crostata. Ma ognuno mangia anche ciò di cui vive. E, dunque, chiamiamola la «cena del doppino». Location da urlo: Capri, l'annuale incontro del gotha delle telecomunicazioni. Timing: lo scorso ottobre. È lì che inizia il capitolo Telecom-Metroweb sfociato questa settimana in un muro contro muro sulla Ngn, la rete di nuova generazione. Il presidente dell'incumbent, Franco Bernabè, da una parte, Franco Bassanini (Metroweb) e Vito Gamberale (F2i) dall'altra.

LA FINE DEL MONOPOLIO
Chi c'è stato sogghigna pensando ora a quelle facce sorridenti al sole: è a Capri che muore il piano Romani e nasce il veicolo terzo che dovrebbe porre la fibra spenta e laica nelle principali città italiane. Lì si firma la «pax» tra gli operatori con il primo progetto serio di rottura del monopolio di Telecom sull'infrastruttura. Quella stessa «pax» che ora appare incrinata.

«Mi chiedo se per lo Stato sia opportuno fare concorrenza all'operatore privato nelle aree dove è facile disinteressarsi delle aree difficili, o se invece non sia meglio unire le risorse di Telecom e Cdp per garantire a tutti un'infrastruttura essenziale» si è lamentato Bernabè sul Corriere. Il progetto «sarà strutturato in modo da utilizzare tutte le sinergie possibili, con infrastrutture disponibili, evitando ogni inutile duplicazione di investimenti e assicurandone la complementarità con altre iniziative, in primis naturalmente quella di Telecom», hanno risposto a stretto giro Bassanini e Gamberale. Mugugni pubblici che sembrano sottintendere discussioni private di ben altro tono. Si è passati, in pochi mesi, dalla «diplomazia del ping pong» a quella delle freccette, a voler essere buoni.

Cosa è successo in appena sette mesi? Facile pensare alla salita a Palazzo Chigi di Mario Monti. Per alcuni è l'inizio di un periodo negativo per Telecom. Per altri è solo la fine di un periodo fin troppo positivo. Questione di punti di vista. Di certo, per la prima volta si è aperto uno spiraglio sul monopolio della rete con la liberalizzazione della manutenzione dell'ultimo miglio. Partita light, da soli 108 milioni l'anno nel bilancio dell'operatore. Ma il cui peso specifico politico è stato abbastanza alto.

IL «VECTORING»
In realtà, la cronologia degli eventi racconta anche un'altra storia. Ad alzare in silenzio i muretti di recinzione sulla rete è proprio Bernabè con un'inversione a U rispetto a Capri con il piano «vectoring». Proprio CorrierEconomia a febbraio rivela il dossier di Telecom per preservare l'ultimo miglio di rame grazie alla tecnologia sviluppata da Alcatel che permette un upgrade dall'attuale Adsl2 al Vdsl, un software che azzera la difonia e le interferenze del rame.

Quale potrebbe essere il risultato lo sapremo, ahinoi, solo una volta realizzata: sulla carta la rete Telecom si presta all'utilizzo di questa opzione perché mediamente le cabine sono poco distanti dalle abitazioni: 400 metri. Ma le medie ricordano sempre il pollo di Trilussa e per quelle abitazioni più distanti il risultato potrebbe essere un Adsl2 attuale o poco di più. In ogni caso è sicuro che le prestazioni diminuiranno con il numero di utenze, come confermato anche da Bernabè. Con troppi naviganti saremo di nuovo al collo di bottiglia. Piccolo particolare: il Vdsl uccide l'unbundling, cioè l'affitto della rete agli altri operatori per come viene fatto ora, permettendo solo il bitstream. Per gli Olo è la riprova che la mossa nasconde la difesa del monopolio sulla rete. Questioni tecnologiche, certo. Ma che spiegano molto dei dissapori attuali.

I TRE INDIZI
Il punto è uno solo: il mezzo miliardo messo dal Fondo strategico per Metroweb che vuole un'architettura tecnologica Fiber to the home (Ftth) - sostanzialmente la fibra arriva fino all'appartamento ed è dunque incompatibile con i progetti Fiber to the cabinet (Fttc) dove si preserva il rame finale con il vectoring - è un bluff per forzare l'ingresso di Telecom oppure si potrà procedere seriamente senza?

Per ora solo indizi sparsi: 1) Metroweb avrebbe realizzato un business plan per valutare i ritorni economici dell'operazione senza Telecom. 2) Sia Vodafone guidata da Paolo Bertoluzzo che Wind, alla cui guida è salito da poco Maximo Ibarra, sarebbero a un passo dalla chiusura di un accordo con Metroweb sulle prime città da cablare con tanto di verticali fino agli appartamenti. Fastweb è «azionista» della partita, avendo l'11% di Metroweb.

Tutta la trattativa, alla fine, ruota intorno al valore dello switch off del rame. Con l'Ftth l'asset rame di Telecom inizierà a perdere valore. Ma Bernabè vuole vendere cara la pelle. L'offerta attuale della fibra ultra-broadband «end to end» Telecom all'ingrosso, cioè agli altri operatori, è di 115 euro, Iva esclusa. Al mese. Sulla futura Ngn Metroweb il prezzo dipenderà da quanto gli operatori saranno disposti ad usarla in maniera esclusiva. Ma l'orientamento è per un'offerta di poco superiore a quella attuale.
Il punto di atterraggio per ora è coperto dalla nebbia.


2- AD VODAFONE, GRANDE ATTENZIONE PER METROWEB

(ANSA) - "Noi come azienda guardiamo con grande interesse a questo tipo di iniziativa". Lo ha detto l'amministratore delegato della Vodafone Italia, Paolo Bertoluzzo, a proposito del progetto Metroweb, in cui il fondo strategico, emanazione della Cassa Depositi e Prestiti, ha deciso investire 500 milioni di euro per la banda larga. "Questo anche perché - ha spiegato a margine del Festival dell'Economia di Trento - è possibile e poi saremo clienti. E' una società che non è in competizione con chi dà servizi al cliente. E' un fornitore di chi li fa. Quindi per noi - ha concluso - è un'opportunità in più per avere finalmente a disposizione un'infrastruttura di grande qualità sulla quale dare servizi di qualità ai nostri clienti, in concorrenza con gli altri".

 

MARCO PATUANO E FRANCO BERNABE VITO GAMBERALE Franco BassaniniPAOLO BERTOLUZZO - copyright PizziVINCENZO NOVARI MICHAELA BIANCOFIORE

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