ACCI-SE TUA! - LA MANOVRA DI GOLDMONTI HA ULTERIORMENTE AMPLIATO IL DIVARIO DEL COSTO DELLA BENZINA TRA L’ITALIA E IL RESTO D’EUROPA - IL COSTO DEL GREGGIO CALA E IN SVEZIA E REGNO UNITO SCENDE (POCO) IL PREZZO ALLA POMPA. DA NOI SCHIZZA ANCHE OLTRE 1.7 € AL LITRO - ORMAI LA TASSAZIONE SFIORA IL 60% DEL TOTALE - I PENDOLARI DEL PIENO: IN SVIZZERA NON SI VA PIÙ PER LA SETTIMANA BIANCA MA PER RIEMPIRE IL SERBATOIO…

1 - BENZINA, RIALZO RECORD LA VERDE A QUOTA 1,722...
Da Repubblica.it
- Tocca un nuovo record il prezzo della benzina, che arriva a 1,722 euro al litro negli impianti Eni. E' quanto emerge dal monitoraggio di Quotidiano Energia, secondo cui se a Natale c'è stata una tregua sulla rete carburanti, non altrettanto potrebbe essere per Capodanno. E, dopo il market leader, si attendono rialzi anche da parte di altri operatori.

Eni ha infatti aumentato i prezzi raccomandati di benzina e diesel rispettivamente di 1 centesimo (a 1,722) e di 0,5 centesimi (a 1,694), rileva Qe. Il fatto che il market leader sia tornato a muovere i prezzi, evidenzia sempre Quotidiano Energia, di solito "innesca un rapido movimento al rialzo anche da parte degli altri operatori".

Una rincaro che ha fatto scattare l'attacco di Federconsumatori e Adusbef, secondo cui oggi ogni pieno costa 15 euro in più rispetto ad un anno fa, quando per un litro di benzina si pagavano quasi 30 centesimi in meno: una stangata da 360 euro annui ad automobilista calcolando una media di 2 pieni al mese.

"Come temevamo il prezzo della benzina ha raggiunto ormai un livello insostenibile", dichiarano i presidenti delle due associazioni di consumatori Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, "le ricadute sulle tasche dei cittadini sono gravissime". Per questo chiedono di accelerare sul versante delle liberalizzazioni, aprendo la vendita anche attraverso il canale della grande distribuzione, e di avviare "un serio piano" di verifiche e controlli contro meccanismi speculativi.

A livello Paese, il prezzo medio praticato dalla benzina (in modalità servito) va oggi da 1,716 euro al litro degli impianti Shell all'1,722 di quelli Eni (no-logo in leggero aumento a 1,628). Per il diesel si passa dall'1,693 euro al litro di IP all'1,701 di Tamoil (no-logo a 1,597). Il Gpl, infine, è tra lo 0,743 euro al litro di Eni e lo 0,756 di Tamoil (no-logo a 0,726).

2 - BENZINA, TROPPI VINCOLI È LA PIÙ CARA IN EUROPA
Virginia Piccolillo per il "Corriere della Sera"
- Il regalo di Natale più amaro chi è partito per le feste l'ha trovato al distributore. Lo scatto all'insù dei prezzi del carburante è sensibile. Circa 10 centesimi in più al litro per la benzina e circa 12 per il gasolio per auto. Disposti dalla manovra Monti, hanno fatto la differenza con lo scorso anno. E hanno aumentato il nostro divario con 26 Paesi Ue.

Soprattutto con quelli confinanti. Il governo sta però studiando un modo per correre ai ripari. Il premier conta di varare entro gennaio un piano per favorire la concorrenza nella distribuzione, nel tentativo di correggere l'anomalia italiana e uno dei fattori di aumento dei costi di gestione che incide sul prezzo finale alla pompa.

Intanto poco consolano i dati in calo del petrolio, che ieri ha chiuso sotto la soglia dei 100 dollari al barile (99,63) con una discesa dell'1,7%. Giacché siamo abituati a veder scendere molto lentamente i prezzi al distributore, a fronte di rincari molto rapidi. Il balzo, dopo il decreto Salva Italia, c'è stato in tempo reale. Secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico il prezzo medio al distributore che prima era di 1,589 è salito in media a 1,675. È il più alto in Europa, dove la media è di 1,504. Un mese prima ci superavano Svezia e Regno Unito. Ma loro sono passati, rispettivamente, da 1,564 a 1,544 e da 1,607 a 1,578. Seconda è l'Olanda, dove si va più in bici che in auto, e il prezzo della benzina è 1,623.

Ben altra musica tra i Paesi con noi confinanti. In Svizzera, a seconda dei cantoni, la benzina oscilla tra 1,61 e 1,81 franchi (1,31/1,46 euro). In Slovenia costa 1,328 euro; in Austria 1,352. Per non parlare della Bulgaria (1,139); della Polonia (1,217) e del Lussemburgo (1,289).

Situazione altrettanto fosca per il gasolio per auto. Da noi costa 1,653 euro. Siamo secondi solo al Regno Unito dove si paga 1,678 euro. Più che in Spagna (1,285), in Francia (1,368), in Germania (1,399). In Slovenia il prezzo è di 1,277 e in Austria di 1,366. In Svizzera il prezzo oscilla tra 1,72 e 1,99 franchi (1,39/1,61 euro).

L'Unione Petrolifera si difende: «Non è certo colpa nostra se il prezzo alla pompa è così alto. Ma delle accise», spiega Marco D'Aloisi, responsabile delle relazioni esterne. «La manovra è stata un bel salasso. Siamo arrivati a quasi il 60% della tassazione» fa notare, snocciolando le cifre della fiscalità, a partire dal diesel: «L'incidenza della tassazione è quasi del 54%, contro il 49,7 della Germania, il 48,2 della Francia e il 41,9 della Spagna. E se non ci fosse stata la manovra il prezzo della benzina sarebbe già sceso».

3 - IL RITORNO DEI PENDOLARI DEL PIENO...
Virginia Piccolillo per il "Corriere della Sera"
- Le code ai valichi di frontiera, soprattutto con Slovenia e Svizzera, aumentano di giorno in giorno. Ma non per andare a sciare. Sono i pendolari del carburante. Varcano il confine per fare un pieno di benzina senza essere vampirizzati dalle accise.

Se la manovra ha armonizzato le nostre pensioni con l'Europa, il divario a nostro svantaggio sul carburante con i Paesi vicini si è accentuato. E ora è più forte che nei primi anni '90. Così i consumatori si industriano. Non solo gli autotrasportatori, ma anche le famiglie. Si calcola che il turismo del carburante porti a una perdita di 250 milioni di litri l'anno, con una emorragia di 240 milioni di euro per l'erario. Secondo uno studio dell'Unione federale svizzera e dell'Unione petrolifera (Up) il 10% della benzina venduta in Svizzera è acquistata da automobilisti stranieri. Tre quarti provengono da un'area di circa 10 km dal confine.

I giornali locali segnalano l'aumento del flusso alla frontiera. Si valuta che tra l'area comasca di confine e il Canton Ticino, nel Ponte dell'Immacolata, si sia verificata una fuga di automobilisti a caccia di benzina da un milione di euro al giorno. Sui siti le testimonianze dei pendolari del pieno. Varese News cita Jessica e Nunzio che nel loro profilo di Facebook hanno pubblicato due foto. La prima è di un distributore italiano dove la benzina verde e il gasolio sfiorano 1,70 euro. La seconda riprende un'area di servizio appena oltre la frontiera di Gaggiolo e lì la verde è a 1,295 e il diesel a 1,472.

Patrizia e Luigi tornano in Italia ogni anno da Ginevra per le feste natalizie e quest'anno hanno avuto una sorpresa: «Facciamo sempre il pieno prima di partire per l'Italia ma quest'anno la coda era più lunga del solito. Non è per tirchieria, ma la differenza ormai incide sul nostro budget».

Un fenomeno che arriva ad allarmare le autorità elvetiche per le emissioni inquinanti prodotte da questo via vai al punto che si stanno interrogando se aumentare anche loro un pochino le tasse per scoraggiarlo. Certo non pensano di eguagliare i nostri rincari che durante il governo Berlusconi, da aprile alla manovra, erano stati già cinque.

Chi non è abbastanza vicino al confine per fare un pieno «low cost», protesta. «La manovra è stata una sberla incredibile», dice Rosario Trefiletti della Federconsumatori, «i cittadini sono costretti a trovare modi per risparmiare, come questo di varcare la frontiera. Non si riflette sull'effetto depressivo che questi prezzi alti del carburante provocano sulle famiglie, ma non solo. Anche perché sono un moltiplicatore di rialzi. Pensiamo solo al riscaldamento negli altri Paesi costa quasi la metà che da noi».

Concorda Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo: «L'acquisto oltre frontiera è un effetto inevitabile. La ricerca della convenienza è naturale in presenza di squilibri evidenti. Noi abbiamo l'effetto perverso dell'Iva sull'accisa: quindi tasse sulle tasse. E poi c'è lo squilibrio dovuto a una rete distributiva poco efficiente. Troppi piccoli distributori, vittime anch'essi di regole di vecchio stampo. Mentre in Francia, come in molti altri Paesi, troviamo il distributore al supermarket, da noi abbiamo il doppio delle pompe ma con una moltiplicazione di costi che incide anch'essa nel prezzo».

Per combattere l'esodo verso i distributori stranieri alcune regioni hanno adottato meccanismi di sconto. Con la carta regionale si ha diritto ad una riduzione, rispettivamente di 18 e 10 centesimi a seconda della distanza dal confine: ci sono fasce di territorio di 10 e 20 chilometri dalla frontiera. Ma dopo l'ultimo rincaro della manovra sono diventati un'arma spuntata. Per questo la Lombardia è in fibrillazione.

Ordini del giorno presentati da Pd, Pdl e Lega sono stati approvati dal Consiglio regionale, per impegnare la giunta a premere presso il governo per rifinanziare l'operazione, attualmente da 20 milioni di euro l'anno. Si chiede che il sistema di sconto riguardi anche il gasolio, poi che sia introdotta una forma flessibile nella determinazione del valore dello sconto in modo che esso sia costantemente adeguato al differenziale di prezzo tra Italia e Svizzera, e che la fascia territoriale dove si ha diritto allo sconto si allarghi sino a 30 chilometri dal confine.

Ma è difficile credere che, se non scende il prezzo, i pendolari del pieno smettano di varcare la frontiera.

 

La struttura del prezzoMARIO MONTI pompe di benzinaELIO LANUTTI E ROSARIO TREFILETTI ELIO LANNUTTIelio lannutti lucio dubaldo e edward luttwak

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