MILANO IN NETTO CALO (-1,8%), LO SPREAD SALE A 280

1 - BORSA: MILANO (-1,8%) RIDUCE PERDITE, TIENE MEDIOBANCA
(ANSA) - In vista della chiusura, Piazza Affari insieme alle altre Borse europee lima leggermente il suo calo: l'indice Ftse Mib cede meno di due punti percentuali (esattamente l'1,8%) con le banche che rimangono comunque pesanti: Azimut -4,5%, Intesa -3,9%, Mps -2,6%, Unicredit -1,8%. Sempre male Finmeccanica (-3,8% anche per le tensioni sugli ordini da Belgio e Olanda), Mediaset (-3,3%) e Fonsai (-3%), mentre tengono Fiat (-0,2%) e Mediobanca (-0,1%), con Parmalat chiaramente positiva (+1,4%).

2 - SPREAD BTP-BUND OSCILLA IN AREA 280 PUNTI
(ANSA) - Lo spread tra Btp e Bund oscilla in area 280 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 4,42%. Il divario tra i titoli spagnoli e tedeschi è a 309 punti base e il tasso dei Bonos al 4,71%.

3 - LA BANCA DEL GIAPPONE INONDA DI YEN IL MONDO MA NON SPINGE I CONSUMI
Andy Mukherjee per "La Stampa" - La Banca centrale del Giappone potrà anche aver dato una bella scossa agli investitori di tutto il mondo, tuttavia le resta ancora da spronare i consumatori giapponesi. L'impegno della Bank of Japan, annunciato il 4 aprile, di intraprendere una politica aggressiva volta ad aumentare l'offerta di moneta ha contribuito a innalzare l'indice di Breakingviews sulla strategia economica del primo ministro Shinzo Abe, il cosiddetto Abenomics, per il quinto mese consecutivo.

L'indice infatti, dal 94,39 registrato a marzo, è passato al 94,69 ad aprile. Ad ogni modo, la maggior parte dei consumatori è rimasta a casa. La spesa stagionalizzata da parte delle famiglie dei lavoratori, uno dei 10 componenti dell'indice complessivo, è scesa del 6% rispetto al mese precedente in termini reali, o al netto dell'inflazione.

Una diminuzione per quanto riguarda il bazooka monetario della BoJ che non fa altro che sottolineare la sfida del primo ministro Shinzo Abe: a meno che le aziende aumentino le retribuzioni e le famiglie destinino queste entrate aggiuntive ad acquisti di varia natura, un'ulteriore emissione di denaro potrebbe non essere sufficiente per porre fine alla deflazione cronica che da tempo affligge il Sol Levante.

Il primo ministro ha accennato a una serie di agevolazioni fiscali "considerevoli" per la spesa in conto capitale, le quali saranno annunciate ufficialmente in autunno. Questo contribuirebbe a stimolare nuovi investimenti e assunzioni, elementi fondamentali per mantenere a un buon livello di vitalità i risparmi dei consumatori quando, ad aprile del prossimo anno, l'imposta sul consumo salirà dall'attuale 5% all'8%.

La recente svendita di titoli azionari giapponesi sembra più una pausa nell'incremento del 77% del mercato azionario avvenuto tra la metà di novembre e la fine di maggio piuttosto che un disincanto di base degli investitori a seguito della politica Abenomics. Tuttavia, a meno che le famiglie giapponesi mettano nuovamente mano ai loro portafogli, l'Abenomics potrebbe dimostrarsi una brusca frenata più che una decisa accelerata.


4 - LONDRA NON PUNTA A SVALUTARE LA STERLINA

Jan Campbell per "La Stampa" - Mark Carney è veramente Mr. Soldi Facili, e cercherà veramente di svalutare la sterlina per puntare alla crescita? Il governatore entrante della Banca d'Inghilterra ha parlato di necessità di raggiungere la cosiddetta "velocità di fuga". Tuttavia, la deduzione logica della sua affermazione - ossia che egli aprirà i rubinetti monetari portando il valore della sterlina a 1,40 dollari - non tiene conto delle ultime novità in campo economico né del nuovo atteggiamento internazionale in tema di politica monetaria.

La questione sterlina ha avuto inizio con una debole crescita del Pil britannico. Tuttavia, l'economia si sta riprendendo. Secondo Markit, a maggio la spesa complessiva dei consumatori inglesi ha registrato il miglior risultato da ottobre 2010, con un aumento dell'1,3% su base annua. Andamenti positivi nel settore edile e manifatturiero, così come in quello dei servizi, quest'ultimo dominante nel Regno Unito, lasciano intendere un ampliamento della crescita. Il Pil del secondo trimestre potrebbe far registrare un aumento superiore all'incremento dello 0,3% del primo trimestre.

Il primo passo verso l'indebolimento della valuta inglese dovrebbe essere una votazione da parte del Comitato sulla politica monetaria (Mpc) della Banca centrale d'Inghilterra a favore di una manovra di alleggerimento quantitativo (Qe). Ma Carney andrà a sostituire Mervyn King, la cui proposta di ulteriori Qe è stata ripetutamente respinta con un margine di 6 a 3.

Carney potrà anche aver dominato la politica della Banca del Canada in qualità di governatore, ma le relativamente buone notizie economiche registrate nell'ultimo periodo porteranno a un irrigidimento della posizione del Mpc britannico. Si troverebbe inoltre a dover affrontare la crescente opinione comune a livello internazionale in tema di alleggerimento quantitativo - vale a dire, l'idea che tale manovra alimenti più l'inflazione del prezzo degli asset che la crescita del Pil. E il Regno di Sua Maestà non sembra affatto essere in una condizione di necessità tale da giustificare una politica monetaria più aggressiva.

5 - IL BOND POSTE PIACE: DOMANDA PARI A OTTO VOLTE L'OFFERTA
M.Sid. per il "Corriere della Sera" - Nell'era in cui tutto si misura ufficialmente in termini di «spread» le Poste battono banche e Cdp 1 a 0. Nel bond a 5 anni che il gruppo guidato da Massimo Sarmi ha collocato ieri il tasso era di 3,25% con un differenziale di 15 punti base rispetto al Btp quinquennale. Intesa e Unicredit rispetto allo stesso titolo pagano 30 punti base. La Cdp 40. Per le Poste si è trattato di un test, quello di un bond sui mercati internazionali, che non si verificava da 11 anni, dunque proprio dall'arrivo del manager alla guida del gruppo.

E il risultato non era scontato visti i monsoni che si abbattono ormai frequentemente sui mercati. La domanda ha superato di otto volte l'offerta di mezzo miliardo, salita poi a 750 milioni visto l'interesse espresso nella prima ora. L'emissione era rivolta agli istituzionali (dunque non era possibile acquistare il bond individualmente).

Agli investitori italiani che hanno pesato per il 35% hanno risposto quelli europei con il restante 65%. In prima fila Germania e Francia, a seguire Regno Unito, Spagna, Belgio, Olanda, Danimarca, Paesi scandinavi fino a Romania e Lituania. Sarmi che nelle ultime settimane è stato impegnato in un road show in Europa ha sottolineato che «il prestito obbligazionario sarà destinato a dare ulteriore forza finanziaria ai progetti di espansione e diversificazione dei business del gruppo, da Banco Poste a Poste Vita.

Questi settori stanno crescendo molto e dunque abbiamo necessità di incrementarne il patrimonio sia per obblighi regolamentari sia per finanziarne ulteriormente la crescita». Poste non ha altre emissioni obbligazionarie sul mercato dei bond tranne i 400 milioni della Banca europea degli investimenti.

6 - ARPE SI AUTOSOSPENDE DOPO LA CONDANNA CIAPPAZZI
F.Mas. per il "Corriere della Sera" - Il provvedimento era obbligato: Matteo Arpe si è autosospeso da presidente e amministratore delegato di Banca Profilo in seguito alla condanna in appello a 3 anni e 7 mesi per la presunta bancarotta fraudolenta Parmalat-Ciappazzi. Toccherà ora all'assemblea - convocata per il 15 luglio - esprimersi sulla sussistenza dei requisiti di onorabilità in capo al banchiere. Il voto favorevole appare scontato: il fondo Sator, fondato da Arpe, ha il 53,5% della banca. Per una coincidenza sarà la prima assemblea di Profilo convocata nella nuova sede di via Cerva a Milano.

7 - BOLLORÉ PORTA LA BLUECAR IN AMERICA
Giu.Fer. per il "Corriere della Sera" - Vincent Bolloré va alla conquista dell'America con la Bluecar, l'auto elettrica prodotta a Torino da Cecomp e Pininfarina. Lo sbarco negli Stati Uniti parte da Indianapolis: la città dell'Indiana l'anno prossimo lancerà il servizio di noleggio dell'auto elettrica che fa capo all'imprenditore francese. Il progetto prevede un investimento di 35 milioni di dollari, una flotta che arriverà progressivamente a 500 veicoli elettrici a regime e una rete di 1.200 stazioni per la ricarica delle batterie elettriche, prodotte in Bretagna e in Canada, con circa 200 postazioni.

Il servizio di car sharing, chiamato Autolib, che permette ai cittadini di usare l'auto elettrica per spostarsi in città pagando un abbonamento, sul modello di quanto avviene per le biciclette,è stato lanciato a Parigi nel dicembre 2011 e poi gradualmente allargato alla cintura dei 3.000 comuni della periferia della capitale francese.

I numeri? Finora sono stati venduti 82 mila abbonamenti di varia durata, e i clienti hanno usato le 1.800 automobili per circa 2 milioni di spostamenti tra le 823 stazioni di locazione dell'area metropolitana. Ora comincia l'espansione: in Francia, le prossime città a lanciare il servizio di car sharing elettrico saranno Lione e Bordeaux. Ma anche Oltreoceano. Indianapolis è soltanto il primo passo per crescere negli Stati Uniti. Ma Bolloré, che ha già annunciato l'intenzione di quotare l'auto elettrica in Borsa, guarda anche ad altri Paesi, Asia inclusa.

8 - QUOTE ROSA NELLA SQUADRA DI VEGAS  
Pa.Pic. per il "Corriere della Sera" - Giuseppe Vegas riorganizza gli uffici e prepara la Consob al nuovo assetto di vertice dove, tra l'estate e la fine dell'anno, con l'uscita di Vittorio Conti e Michele Pezzinga, resterà un mini-team di tre commissari come previsto dalla legge taglia spese di Monti. Arrivano una decina di ispettori in più e nascono l'ufficio prospetti equity e Ipo sotto la responsabilità di Renato Maviglia, l'ufficio vigilanza su banche e assicurazioni, assegnato a Francesco Adria, e quello su imprese di investimento con responsabile Giovanni Musella. Salgono due donne: Maria Antonietta Scopelliti, direttore e responsabile della divisione mercati e Paola Deriu, condirettore.

9 - LE POPOLARI STRINGONO SU SIA
Da "Il Sole 24 Ore" - Icbpi stringe su Sia ed è pronto a conferire alla società le proprie attività italiane dei sistemi di pagamento nel caso andasse in porto l'operazione. Secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, la banca di secondo livello del sistema delle popolari, avrebbe formalizzato un'offerta per rilevare la società in tandem con i partner europei di Equens (di cui lo stesso Icpbi è socio al 20%).

La proposta, finita sul tavolo degli attuali azionisti, UniCredit e Intesa, delinea un'operazione industriale mirata ad integrare in Sia le attività italiane di Icpbi e Equens, dando a questi due gruppi il controllo paritetico del nuovo soggetto. Per quando riguarda il finanziamento l'istituto delle popolari, con un utile netto 2012 di 90 milioni sembra presentarsi all'appuntamento con le spalle coperte. «La struttura di bilancio e gli accantonamenti realizzati - ha da poco ricordato il presidente Giovanni De Censi - ci consentono di affrontare anche acquisizioni di un certo rilievo». (G.Ve.)

10 - I VIGILANTES DI IVRI AL DUELLO FINALE
Da "Il Sole 24 Ore" - È alle battute finali il percorso per cedere il gruppo Ivri, uno dei maggiori in Italia nella vigilanza privata e controllato da Banca Leonardo, da 21 Investimenti e dagli spagnoli di Prosegur, azionisti al 77% tramite la newco Capitolotre. Il processo è iniziato qualche mese fa come conseguenza di un processo di ristrutturazione del debito bancario, visto che il gruppo è esposto per circa 110 milioni nei confronti di Unicredit e Bpm.

Così è iniziata un'asta (con advisor Rothschild, lo studio legale Gianni Origoni Grippo Cappelli e Accuracy), dove in dataroom sono stati ammessi Axitea, La Patria, Coopservice, Securitalia e All System. A breve, probabilmente settimana prossima, saranno selezionate le due offerte migliori per la cessione dell'azienda. (R.Fi.)

11 - LA GARA PER LA TESORERIA DELL'ENASARCO
Da "Il Sole 24 Ore" - La Fondazione Enasarco, l'ente di previdenza e assistenza di 250mila agenti e rappresentanti di commercio, ha reso noto in questi giorni di aver aggiudicato la gara per i servizi di tesoreria e cassa. La gara è stata aggiudicata alla Banca nazionale del lavoro, in raggruppamento temporaneo d'impresa con la Popolare di Sondrio, «per un importo massimo di 3,4 milioni di euro nel periodo di 36 mesi, prorogabile per ulteriori 12», precisa l'avviso firmato dal presidente, Brunetto Boco.

L'Enasarco paga circa 112mila pensioni, la giacenza media sui conti è di 50 milioni di euro. La gara è stata svolta con la «procedura aperta in ambito Ue». I banchieri però non si sono fatti la guerra per strappare l'incarico alla banca romana: alla gara hanno partecipato due imprese. (G.D.)

 

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