marchionne elkann ferrari borsa

MILANO KO DIETRO A WALL ST. E PETROLIO (-3%), MALE LE BANCHE - MA È FERRARI OGGI A TRACOLLARE (-9,6%): GLI INVESTITORI HANNO SCOPERTO CHE MARPIONNE HA RIVERSATO NEL GIOIELLINO I DEBITI DEL FERROVECCHIO FCA: È PASSATA DA AVERE 566 MILIONI IN CASSA A 1,9 MILIARDI DI DEBITI. GLI ELKANN-AGNELLI RINGRAZIANO - TANGO-BOND, I RISPARMIATORI ITALIANI CHE NON ACCETTARONO L'ACCORDO, ORA AVRANNO IL 150% DEL CAPITALE

1.BORSA: PETROLIO E BANCHE MANDANO KO MILANO, PEGGIORE D'EUROPA A -3%

renzi marchionne elkann alla borsa per la quotazione di ferrarirenzi marchionne elkann alla borsa per la quotazione di ferrari

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Il nuovo tracollo del prezzo del petrolio e le vendite generalizzate sui titoli bancari hanno mandato ko i listini azionari europei e in primo luogo Piazza Affari, che ha registrato le peggiore performance di giornata con un calo del 3,05% sul Ftse Mib. Tra i titoli milanesi a maggiore capitalizzazione, ha chiuso sopra la parita' solo Atlantia (+0,4%) e ha limitato i danni Moncler (-0,45%) grazie alla partenza del buyback.

 

renzi marchionne elkann alla borsa per la quotazione di ferrari    renzi marchionne elkann alla borsa per la quotazione di ferrari

In profondo rosso invece Saipem (-3,32% le azioni e -21,52% i diritti), ma anche Ferrari, sprofondata a -9,59% dopo aver annunciato un debito 2015 piu' che doppio rispetto alle attese del mercato e stime di ebitda 2016 inferiori alle previsioni. Tra le banche, male Mps (-8,24%), Bper (-6,8%) e Bpm (-5,53%). Sul mercato dei cambi, l'euro passa di mano sui livelli della vigilia a 1,0898 dollari (1,0883 ieri) e in lieve calo a 131,17 yen (131,51), mentre il rapporto dollaro/yen e ' a 120, 39 (121,14). In deciso ribasso, infine, il prezzo del petrolio: il future marzo sul Wti, dopo essere arrivato a cedere il 5%, ora e' scambiato a 30,45 dollari al barile, in calo del 3,7%.

 

2.FERRARI: 290 MLN UTILE NETTO 2015 (+9%), CEDOLA 46 CENT PER AZIONE (RCOP)

marchionne ferrarimarchionne ferrari

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Ferrari ha archiviato il 2015 con ricavi netti in crescita del 3% (-3% a cambi costanti) a 2.854 milioni rispetto al 2014, un ebit adjusted di 473 milioni milioni (404 mln nel 2014), un ebitda ajusted di 748 milioni (da 693 mln) e un utile netto di 290 milioni di euro, in rialzo del 9% rispetto all'esercizio precedente. L'utile per azione si e' attestato a 1,52 euro (1,38).

 

L'indebitamento finanziario netto a fine 2015 e' salito a 1.938 milioni, nettamente oltre le attese degli analisti, a fronte di disponibilita' nette di cassa di 566 milioni a fine 2014. 'Tale variazione e' riconducibile alla riorganizzazione della struttura finanziaria in connessione all'Ipo e lo spin-off da Fca, in parte compensato dalla generazione di un rilevante free cash flow positivo', spiega la nota di Ferrari.

 

arrivabene e marchionne in ferrariarrivabene e marchionne in ferrari

Proposta la distribuzione di un dividendo di 0,46 euro per azione. Per il 2016 Ferrari prevede ricavi netti superior i ai 2,9 miliardi di euro dopo i 2,85 miliardi conseguiti nel 2015 e consegne pari a 7.900 unita' incluse le supercar. L'Ebitda adjusted e' visto oltre i 770 milioni di euro (contro un consensus di 804 milioni sulle previsioni 2016) e l'indebitamento netto sotto 1,95 miliardi.

 

3.BANCHE: PADOAN A COPASIR, SIAMO PER STABILITA', ANCHE CON STRANIERI

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Nell'attuale quadro di consolidamento del sistema bancario italiano il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan 'e' per la stabilita' delle banche, anche con gruppi stranieri'. Lo riferiscono alcune fonti parlamentari della Commissione Copasir che ha audito il ministro oggi pomeriggio. 'Noi non guardiamo in maniera negativa ai gruppi stranieri - ha detto il ministro secondo il resoconto dei parlamentari - anzi alcune volte sono positivi, dipende dal progetto industriale', ha spiegato citando l'esempio 'virtuoso' di Bnl-Bnp Paribas. L'idea espressa dal ministro e' stata sintetizzata cosi': 'Poche banche, ma buone'.

RENZI PADOAN RENZI PADOAN

 

4.UE-USA: ACCORDO SUL FLUSSO DEI DATI DI CITTADINI E IMPRESE

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Commissione Ue e Usa hanno raggiunto un accordo per un nuovo quadro per il flusso di dati tra le due sponde dell'Atlantico. Lo ha indicato l'esecutivo Ue secondo cui l'intesa 'proteggera' i diritti fondamentali degli europei quando i loro dati saranno trasferiti negli Stati Uniti e assicurera' certezza legale al business'. In una nota la Commissione europea indica che l'accordo sullo 'scudo per la privacy' riflette i requisiti indicati dalla Corte di Giustizia Ue nella sentenza di ottobre che aveva dichiarato il vecchio Safe Harbour illegale. L'accordo prevede obblighi stringenti per le societa' che maneggiano dati personali.

 

Le imprese americane che vogliono 'importarli' in terra Usa dovranno impegnarsi a rispettare una serie di vincoli sul modo in cui i dati vengono processati e sulla garanzia dei diritti individuali. Il dipartimento del commercio Usa vigile ra' sull a pubblicazione degli impegni in tal senso. Per la prima volta gli Usa hanno dato assicurazioni scritte che l'accesso delle autorita' pubbliche americane per il rispetto della legge e della sicurezza nazionale sara' soggetto a chiari limiti e a meccanismi di salvaguardia e di controllo esterno. Tali eccezioni saranno usate solo 'quanto necessario' e saranno 'proporzionate'. Gli Usa hanno escluso una sorveglianza di massa indiscriminata sui dati personali.

Nestor e Cristina Kirchner Nestor e Cristina Kirchner

 

5.ARGENTINA: ACCORDO PER DETENTORI ITALIANI TANGO BOND, AVRANNO 150% CAPITALE

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Il Ministero del Tesoro e della Finanza Pubblica della Repubblica Argentina e la Task Force Argentina (Tfa) dell'Abi hanno raggiunto un accordo preliminare per risolvere la controversia legata ai tango bond. Dell'accordo beneficeranno i 50mila italiani che non accettarono gli swap proposti da Buenos Aires.

 

Secondo i termini, l'Argentina definira' tutte le richieste fondate sul diritto internazionale relative alle obbligazioni in default detenute dagli individui rappresentati dalla Tfa per un pagamento in contanti pari al 150% dell'importo originario in conto capitale di tali obbligazioni. La controversia era basata, spiega una nota, 'sul Trattato bilaterale Italia-Argentina nell'arbitrato presso il Tribunale Icsid della Banca Mondiale in cui si e' richiesto il risarcimento dei danni per violazione dei diritti rivenienti dal diritto internazionale di circa 50.000 o bbligazionisti retail italiani detentori di circa $900 milioni di bond argentini in default rappresentati dalla Task Force Argentina'.

 

bond argentinibond argentini

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