UNA MINA PRONTA A ESPLODERE? LA SCADENZA DEL PERIODO D'INVESTIMENTO DEI FONDI IMMOBILIARI

1 - CARIGE, I DUBBI DI BURLANDO. CLESSIDRA GUARDA I CONTI
F.Ch. per il "Corriere della Sera" - La scelta interna all'attuale consiglio di amministrazione che - secondo alcune fonti - vorrebbe intraprendere la Fondazione per la nomina del prossimo board di Carige non piace alla politica locale. Almeno, non piace al presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, che ieri ha rotto il silenzio: «È la settima banca d'Italia, le persone vanno scelte con attenzione. Meriterebbe una guida in grado di dare il senso di banca nazionale - ha detto Burlando all'emittente ligure Telenord - . La scelta di nominare un nuovo consiglio che si farà in così pochi giorni riguarderà solo le persone o è anche un progetto?».

Per Burlando restano molte perplessità: «Le scelte le fa il consiglio della Fondazione Carige che è in scadenza. E non si capisce con quali procedure saranno scelti i nuovi dirigenti della banca, che di solito si scelgono affidandosi a uno studio, attraverso cacciatori di teste».

E la Fondazione continua a mantenere le carte coperte. Il presidente Flavio Repetto non ha ancora convocato il board che deciderà chi mettere in lista e chi, visto che la Fondazione ha il 47% del capitale e verosimilmente otterrà la maggioranza all'assemblea del 30 settembre, sarà il presidente e il vice del nuovo consiglio.

I consiglieri cominciano a telefonarsi tra di loro per sapere se qualcuno ha ricevuto la convocazione, ma al momento tutto tace. Nel frattempo, qualcosa si sta muovendo nel piano di rafforzamento patrimoniale da 800 milioni. Clessidra sta valutando il dossier della vendita di Carige Assicurazioni e Carige Vita e nei giorni scorsi. Il fondo di Claudio Sposito ha chiesto di vedere le carte ed è l'unico che avrebbe avuto accesso alla data room.

2 - KODAK ESCE DALLA BANCAROTTA. CON UNA NUOVA «IMMAGINE»
A.Jac. per il "Corriere della Sera" - Alla fine Kodak ce l'ha fatta. Il gruppo, una volta il più grande marchio della fotografia, ha ottenuto dal tribunale il via libera all'uscita dalla bancarotta, che potrebbe avvenire già a inizio settembre. La società fondata a New York più di 100 anni fa, emergerà dal Chapter 11 con un'altra pelle, e molto più snella. Secondo il giudice della bancarotta, Allan Gropper, l'ex colosso della fotografia ha presentato un piano di ristrutturazione «fattibile», un piano definito da Kodak un «compromesso» tra l'azienda e i creditori.

Ma anche se la maggioranza degli azionisti ha approvato la ristrutturazione, sono in tanti (tra ex dipendenti e creditori) a criticarla. Ai creditori sarà rimborsato solo il 5% di quanto dovuto e gli azionisti saranno gli ultimi della lista e alla fine con tutta probabilità non riceveranno nulla (se non la possibilità che la società sia riammessa agli scambi tra due settimane).

Ma dopo aver speso 3,4 miliardi di dollari per cercare di rilanciare l'azienda e dal 2003 aver tagliato 47.000 posti lavoro, chiuso 13 impianti e 130 laboratori, Eastman Kodak non poteva fare altro che tentare un'altra strada: quella di società specializzata nella produzione di tecnologia per la stampa. Entrata in bancarotta nel 2012 (per far fronte a un debito eccessivo nel momento dell'addio ai rullini e dopo aver perso la scommessa con il digitale) con 17.000 dipendenti ne uscirà con 8.500. E con un piano che prevede il focus su commerciale e stampa di imballaggi.

3 - JUVENTUS, BENI STABILI SI FA AVANTI PER L'AREA DEL NUOVO STADIO
F.Ch. per il "Corriere della Sera" - Al momento, l'area non è ancora disponibile, perché il Comune di Torino la assegnerà verso la metà di settembre, ma già si stanno scaldando i motori per aggiudicarsi la partnership con la Juventus per lo sviluppo dell'area della Continassa, uno spazio di 260mila metri quadrati, dove è già stato realizzato il nuovo stadio e dove è previsto sorgerà la sede della società, il centro sportivo, un albergo, uno spazio commerciale, un cinema e residenze.

Fra i pretendenti c'è anche Beni Stabili che ha proposto tramite la sua sgr Beni Stabili Gestioni la costituzione di un fondo immobiliare in cui far confluire l'area. Il progetto è stato portato all'attenzione della società, ma al momento si tratta soltanto di una delle opzioni in campo. Fra sede e centro sportivo la società calcistica conta di investire una trentina di milioni di euro che si aggiungono agli 11,7 milioni pagati a metà giugno alla città di Torino per acquistare il diritto di superficie per i prossimi 99 anni.

4 - GIOCHI SENZA FRONTIERE NELL'ESTATE DELLE TLC
A.Ol. per il "Sole 24 Ore" - Sono tutti stranieri, ma si appellano alle autorità italiane per avere giustizia sull'ex monopolista italiano. Telecom Italia - lo dice la parola stessa - è italiana, ma si appella alle autorità europee per difendersi dai concorrenti stranieri. Nei giochi senza frontiere di questa estate delle tlc, l'ultima sfida è sul terreno del commissario Ue (olandese) all'agenda digitale, Neelie Kroes.

La Kroes ha dettato una reprimenda particolarmente dura contro l'Agcom che, a dispetto delle raccomandazioni comunitarie di mantenere i prezzi in rame stabili per incentivare gli investimenti nelle reti di nuova generazione, ha disposto invece il ribasso dei canoni di unbundling (l'affitto del doppino Telecom ai concorrenti): arbitraria, non coerente, non compatibile con le regole europee la proposta del regolatore italiano, che, secondo Bruxelles, manca di rigore metodologico.

Esponendosi così, pur non avendo diritto di veto, la Ue di fatto mette a repentaglio lo sconto che gli operatori alternativi pregustavano nell'utilizzo dell'infrastruttura dell'incumbent. La reazione degli Olo, infatti, non si è fatta attendere: «Il necessario rigore metodologico oggi invocato dalla Ue è l'esatto contrario di quanto la stessa Kroes ha autorizzato nel 2008 e nel 2009 per far crescere i prezzi di Telecom Italia».

Oltretutto - si difendono gli attaccanti - il ribasso dei canoni è giustificato da costi di manutenzione gonfiati dall'ex monopolista, sanzionati con multa Antitrust, «che il Consiglio di Stato ha definito aberranti e acefali». Sulla questione Telecom, da parte sua, aveva addirittura minacciato di fermare il processo di scorporo della rete. Competition by litigation? Beh, sì. Ma trasversalmente internazionale, con gli estremi incrociati: italiani contro italiani e stranieri contro stranieri, italiani con gli stranieri e stranieri con gli italiani.

5 - RISANAMENTO E IL REBUS DEL PALAZZO SKY
C.Fe. per il "Sole 24 Ore" - Cosa sarà della sede Sky di Milano? La domanda circola da qualche settimana tra gli addetti ai lavori. Il palazzo, dove lavorano i dipendenti italiani del gruppo del magnate dei media Rupert Murdoch, è infatti di proprietà di Risanamento e sulla sua vendita si è parlato a lungo lo scorso anno quando si era fatto avanti con un'offerta il fondo di private equity Usa Global Asset Capital. Quest'ultimo puntava infatti all'acquisto del 100% di Sviluppo Comparto 3, la società veicolo che detiene il palazzo e posseduto attraverso la controllata Santa Giulia.

Quell'operazione poi naufragò e ora molti addetti ai lavori fanno ragionamenti sul futuro del palazzo. Il punto di partenza è infatti il recente passaggio dell'area Santa Giulia al gruppo Idea Fimit. L'operazione prevede l'apporto del progetto milanese (detenuto attraverso Milano Santa Giulia e Msg Residenze) a un fondo immobiliare. Dall'accordo è invece escluso il palazzo Sky, vicino all'area. Tuttavia, secondo i rumors, non sarebbe da escludere che possa essere (in futuro) avviata anche una trattativa sull'immobile, che potrebbe confluire in un fondo Idea Fimit.

6 - LA MINA PER IL MATTONE CON I FONDI IN SCADENZA
C.Fe. per il "Sole 24 Ore" - È per molti addetti ai lavori una mina pronta ad esplodere. Quella della scadenza del periodo d'investimento dei fondi immobiliari, molti dei quali quotati, rischia di rivelarsi un vero terremoto per il settore real estate. Nei prossimi due anni potrebbero riversarsi sul mercato tra i 4 e i 5 miliardi di attivi immobiliari: un elevato numero di fondi chiusi infatti, arriverà a scadenza.

A causa della ripresa che tarda ad arrivare, il pericolo è che l'eccesso di offerta possa non essere assorbito dal mercato. Gli immobili potrebbero essere ceduti a saldo con ripercussioni sui rendimenti dei quotisti. E le stesse banche potrebbero accusare sui loro bilanci pesanti incagli sui crediti concessi alle Sgr. Le associazioni di categoria stanno combattendo da mesi sul tema. Destinatari dell'allarme sono il ministero dell'Economia e Banca d'Italia. Con il risultato che un risultato dovrebbe essere raggiunto a breve: in ambienti governativi si parla di una proroga di due-tre anni per i fondi in scadenza.

 

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